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Da Vinci, nuova ipotesi: in galleggiamento forzato al Mirabello

Abbandonata anche l'ultima destinazione proposta alla radice del Ponte Thaon di Revel, il sommergibile potrebbe trovare spazio poco più in là e far parte di un circuito culturale legato al militare.

Si cercano sponsor
La possibile collocazione del Da Vinci e gli altri presidi museali legati al militare

La Spezia - Cambia ancora la destinazione finale del sommergibile Leonardo da Vinci. Abbandonata anche la strada percorsa sul finire dell'estate scorsa e che portava all'opzione che lo vedeva collocato alla radice del Ponte Thaon di Revel, per l'ex sottomarino della Marina militare contrassegnato dall'ottico S520 si ragiona ora a un possibile posizionamento lungo la banchina del Molo Mirabello che si trova di fronte ai pontili dell'Assonautica. Dopo essere stato pensato al Molo Italia, poi lungo Passeggiata Morin, quindi in secca su Calata Paita o nei pressi del Museo Navale e infine nello specchio acqueo della Sezione velica della Marina il Da Vinci potrebbe quindi andare verso una nuova destinazione. Il condizionale, col giro del golfo fatto sino a ora, è d'obbligo.

Della questione parleranno domani i rappresentanti del Comune della Spezia, dell'Autorità di sistema portuale e della Marina militare, durante una riunione convocata proprio per cercare di mettere la parola fine a questo infinito peregrinare.
Il presidente dell'Adsp, Mario Sommariva, ha confermato a CDS il mantenimento degli impegni economici per la musealizzazione e l'ormeggio dell'unità, pertanto sono positive le premesse alla discussione delle prossime ore, alla quale per l'amministrazione comunale parteciperà l'assessore al Turismo, Maria Grazia Frijia.
"La musealizzazione del Da Vinci - spiega a CDS - è un progetto di grande interesse e importanza che potrebbe rendere il sommergibile protagonista del circuito culturale e museale legato al militare che stiamo predisponendo. Ne farebbero parte il Parco delle mura, l'ex convento delle Clarisse, la Galleria Quintino Sella e ovviamente il Museo Navale. Inoltre il Da Vinci rientra all'interno di una visione turistica di mare esperienziale che racchiude una miriade di attività legate a questa risorsa fondamentale, dagli stabilimenti produttivi unici presenti nel Golfo alla nautica, passando per la storia della Marina militare in città sino alla gastronomia legata al mondo ittico e dei frutti di mare e alla possibilità di vivere il mare all'aria aperta come semplice elemento di divertimento. Si tratta di mille sfaccettature dello stesso filone, che dobbiamo sviluppare e valorizzare".

Se la scelta ricadrà effettivamente sulla parte iniziale della banchina del Mirabello che guarda verso Molo Italia i locali per l'acquisto dei biglietti, che potrebbero essere dedicati al solo Da Vinci ma anche inseriti in un tagliando complessivo insieme ad altri presidi culturali cittadini, dovrebbero trovare spazio in uno dei fabbricati che si trovano alla radice della banchina Thaon di Revel, lato città, subito prima del ponte.
Il battello sarebbe posto in "galleggiamento forzato", come era stato previsto dal gruppo di lavoro dell'ammiraglio Dino Nascetti per la collocazione di fronte alla Sezione velica della Marina. Il Da Vinci verrebbe collegato a dei cassoni che lo farebbero emergere per 3,8 metri sopra il pelo dell'acqua e che fungerebbero anche da passerelle di accesso al mezzo. Il galleggiamento naturale porterebbe le strutture a emergere per 1,5 metri, dunque buona parte dello scafo, compresa l'elica, saranno visibili. Così si cercherebbe di ridurre al minimo le necessità di manutenzione - evitando però di tirare in secca lo scafo - consentendo inoltre l'accesso da entrate laterali, anche per i disabili (caso raro).

Le idee ci sono, il luogo anche - gli scongiuri sono consentiti. Non resta che attendere l'esito della riunione di domani e l'ufficializzazione degli impegni da parte di Marina militare, Adsp e Comune. Poi sarà necessario scovare dei finanziatori, degli sponsor della musealizzazione. Se il Comune confermerà i 700mila euro di cui si era parlato negli anni scorsi e da Via del Molo ne dovessero arrivare davvero 800mila, si stima che mancherebbe comunque un milione di euro. Cifre importanti, che trovano giustificazione nel legame storico, culturale ed economico che c'è tra La Spezia e il mondo della subacquea militare e nelle decine di migliaia di turisti che ogni scelgono di visitare il Museo tecnico navale.

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