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Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Luglio - ore 22.29

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Cultura in carcere e rispetto per l'ambiente in Piazza Brin

Due progetti per il sociale e il rispetto della natura approdano nel cuore dell'Umbertino. Tra musica e dibattito si pensa a una società migliore. Doppio appuntamento domenica 4 luglio.

per la rassegna Corazòn
Piazza Brin

La Spezia - Due eventi per le serate di Corazòn in Piazza brin previsti per la giornata di domani. Il primo è alle 19.30 di domenica 4 luglio e al centro ci sarà il progetto "Il rifiuto non esiste", che ha ottenuto il patrocinio del Ministero di Giustizia, organizzato con l’Associazione Colibrì e Consulta Femminile della Provincia della Spezia. Per l'occasione verrà presentata alla città l’opera realizzata da alcuni detenuti della Casa Circondariale della Spezia sotto la guida del M° Cosimo Cimino. Nella seconda parte della serata, poi, a partire dalle 21.30, verrà dato ampio spazio all'ambiente con l'incontro "2040: per un ecologia umana integrale. Da Papa Francesco ad una nuova resistenza ecologica" che sarà curato da Speziadinamika.
Andando con ordine. Il progetto realizzato con al casa circondariale della Spezia “Il rifiuto non esiste” è nasce dall’associazione Colibrì che nel tempo ha raccolto la collaborazione della Consulta Femminile della Spezia. Noemi Bruzzi, presidente di Colibrì ci racconta:
“Era il settembre dello scorso anno. La fioritura del Maestro Cosimo Cimino chiudeva l’esperienza della prima edizione di CORAZON ed in particolare la porzione di progetto avente per protagoniste le serrande cittadine. Un campo insolito per una primavera. Quella immaginata con Cimino riempiva una serranda di Via Gramsci, chiusa da anni. Un bouquet di lattine e tappi, petali, ridenti margherite, foglie e verdi steli d’erba, voli e pose di farfalle, composto con certosina pazienza e minuziosa artigianalità manuale, rubava centimetri al grigio urbano. Nel riflettere sulla capacità dell’artista di recuperare ciò che siamo soliti considerare scarto per farne opere d’arte, l’Associazione Colibrì pensò di portare questo messaggio all’interno di un contesto in cui avrebbe finito, almeno negli intenti ed auspici, per vederne amplificate le potenzialità: la realtà carceraria. Se il rifiuto non esiste per la materia, a maggior ragione non è concetto che possa adattarsi all’essere umano, o peggio, descriverlo. Alla base, la profonda convinzione che in ogni persona abiti una scintilla di luce, una potenzialità di evoluzione che necessita di essere nutrita, o, in alcuni casi, risvegliata, per produrre il suo miglior frutto, anche nelle situazioni più proibitive.”
Un percorso di squadra che, col fine di realizzare un’opera collettiva, attraverso l’utilizzo di lattine, bottoni, tappini a corona, tappi di sughero, coriandoli di carta, petali di rosa, carta di giornale, cartoncino, forbici e colla, desidera consegnare a ciascuno dei partecipanti la consapevolezza che anche nelle situazioni più difficili vi è spazio per la bellezza e che anche all’interno di percorsi che stigmatizzano condotte indubitabilmente gravi occorre trovare la forza ed il coraggio di pescare luce e riscatto dalla versione più buia di sé.
L’idea è stata accolta con entusiasmo dalla Direzione della Casa Circondariale della Spezia e dal suo staff e portata avanti con la collaborazione della Dott.ssa Maria Cristina Failla, membro del direttivo di Colibrì, per poi aprirsi al contributo della Consulta Provinciale Femminile e alla adesione di altre realtà del territorio, quale la Casa delle Donne. Il laboratorio ha avuto il sostegno di Acam Ambiente, Rao & Sartelli, Euroguarco Spa, Rotary Club di Sarzana e Lerici, Autorità Portuale.
Il progetto, oltre alla calorosa partecipazione della Direzione della Casa Circondariale della Spezia e del Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, ha ricevuto il patrocinio del Ministro della Giustizia e del Comune della Spezia.
Parlando di questa iniziativa, la Dr.ssa Anna Rita Gentile, Direttrice, dice “La Casa Circondariale della Spezia ha aderito, con estremo entusiasmo, al progetto dedicato all’allestimento di un’opera artistica costruita con scarti di materiale di uso comune come: lattine, sugheri e pezzi di stoffa. I sette detenuti che hanno volontariamente intrapreso l’attività di laboratorio sono guidati dal maestro Cosimo Cimino che con la sua arte nobilita il concetto di scarto e con i suoi insegnamenti intorno alla materia veicola il gruppo di ristretti verso quell’ideale di risarcimento sociale che appare positivo sia per la comunità che per il loro difficile percorso personale.
L’iniziativa, proposta dall’associazione di promozione sociale “Colibrì” e patrocinata dal Ministero della Giustizia, suggerisce un contenuto di inclusione che non può che essere condiviso da tutti noi e dal nostro Staff.
Un doveroso ringraziamento a Maria Cristina Failla ex magistrato con grande sensibilità sociale e Noemi Bruzzi avvocato e presidente dell’associazione Colibrì. “
Maria Cristina Failla, presidente della Consulta Femminile della Spezia dice: “Il progetto, approvato dalla Direzione della Casa Circondariale della Spezia, nasce dall’intenzione di intrecciare l’attenzione per la realtà carceraria a quella per l’ambiente, e si propone di incoraggiare le abilità artistiche dei detenuti favorendone l’integrazione, tramite il mondo dell’arte, per creare interessi di vita e lavorativi alternativi. Il laboratorio, seguito e diretto dall’artista spezzino Cosimo Cimino, impegna sette detenuti nella realizzazione di un’unica opera complessa, attraverso l’utilizzo di materiali di recupero (lattine, sughero, cartone, bottoni, carta riciclata, ecc., che rivivono e diventano parte dell’opera). L’opera, delle dimensioni di 4 metri per 2, rappresenterà il golfo della Spezia, con la costa di Portovenere e delle Cinque terre, e vedrà l’ingresso sullo specchio di mare delle navi da crociera e di quelle porta – container, attesa la vocazione turistica e commerciale del nostro Porto, e raffigurerà altresì alcune barche a vela nonchè, verso il mare aperto, le evoluzioni di alcuni delfini, per mettere in rilievo non solo la bellezza dei luoghi, ma anche il rispetto per l’ambiente e l’attenzione per le sue esigenze.”
La serata proseguirà poi con l'evento creato assieme a Speziadinamika. Si svolgerà un dibattito sul tema ambientale che vedrà la partecipazione di Legambiente rappresentata da Stefano Sarti, Blu-Life rappresentata da Gabriele Ciardi e Speziadinamika con la partecipazione di Alice Pomodoro, Alessandro Piotto e Andrea Pauciullo. A seguire il documentario "Before the flood", per approfondire la conoscenza dei processi legati al cambiamento climatico e le relative conseguenze globali, che si stanno già manifestando in varie parti del mondo.
Il nome dell'evento ossia "2040: per un'ecologia umana integrale" riprende un concetto laico, espresso da Papa Francesco nell'enciclica "laudato si" con questi termini: “Abbiamo bisogno di un nuovo approccio ecologico che trasformi il nostro modo di abitare il mondo, i nostri stili di vita, la nostra relazione con le risorse della terra e, in generale, il modo di guardare all’uomo e di vivere la vita: un’ecologia umana integrale” Questa espressione permette di ampliare il tema ecologico, evidenziando la relazione fondamentale che esiste fra la condizione individuale, sociale e ambientale. Il fine è quello di recuperare un dialogo sui temi di giustizia sociale, equità e solidarietà che hanno animato il secolo scorso e riformularli in base al contesto attuale, integrandoli con i principi di sostenibilità, interdipendenza e responsabilità individuale, centrali nell'attuale scenario globale. Sempre Papa Francesco afferma «La cultura ecologica non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico» Una riflessione sul tema ambientale partendo da questo punto di vista va controcorrente rispetto alla narrazione tradizionale, perché punta maggiormente sul mettere in luce le possibilità di sviluppo e di rinnovamento che potrebbero essere realizzate nell'immediato futuro, qualora si scegliesse di attuare un cambiamento in questa direzione.

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