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Così la fontana delle Poste tornerà a zampillare | Video

Durante la seconda guerra mondiale la vasca fu parzialmente demolita per dare spazio ad un passaggio che immette ad un rifugio antiaereo. Sarà un restauro conservativo coerente con il disegno primigenio dell’Architetto Mazzoni del 1933.

Acquedotti Tirreni e vela protagonisti
Ecco come verrà la fontana restaurata

La Spezia - Quella che per molti anni è stata una sorta di angolo cieco del centro cittadino, nè abbastanza "piazzaverdino" proprio perchè confinato ai margini del contesto urbanistico, nè totalmente legato ai palazzi del Torretto, tornerà a nuova vita. La valorizzazione della fontana futurista delle Poste di Piazza Verdi diventerà realtà con un'opera di restuaro conservativo del manufatto corente con il disegno primgenio dell’architetto bolognese Angiolo Mazzoni. La storia racconta che durante la seconda guerra mondiale la vasca fu parzialmente demolita per dare spazio ad un passaggio che immette alla galleria rifugio antiaereo ma di quella fontana di fatto non si è più parlato. Questa mattina il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, Francesco Porcaro, Responsabile Immobiliare Macroarea Nordovest di Poste Italiane spa, l’architetto Anna Ciurlo funzionario di zona della Soprintendenza di Genova e La Spezia, Ettore Antonelli, amministrazione società Acquedotti Tirreni spa e l’arch. Oscar Biassoni di Vela Studio hanno presentato i lavori di restauro della fontana del Palazzo delle Poste. "Così riprendiamo in mano la storia spezzina di tutto il Novecento - dichiara il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini - il ripristino delle fontane e la loro illuminazione sono un valore aggiunto per tutto il Palazzo progettato dall'architetto Mazzoni e rappresenta una riqualificazione importante dell'ultima porzione di Piazza Verdi che è rimasta per decenni in stato di abbandono, poiché è stato proprio dimenticando l'alto valore storico e monumentale di quell'angolo. Obiettivo di mandato della nostra amministrazione è quello di recuperare tutta la storia della città con progetti ad hoc e integrati di riqualificazione e valorizzazione: il Parco delle Mura ottocentesche, il Parco della Rimembranza, l'ex Convento delle Clarisse, i rifugi anti aerei e i forti. La fontana delle Poste diventerà un gioiello che impreziosirà tutto il centro storico di cui siamo molto fieri e la cui bellezza verrà restituita a tutta la comunità".

Restauro conservativo. E' il frutto della concertazione avvenuta fra amministrazione comunale, Poste Italiane e i promotori Ettore Antonelli, amministratore di Acquedotti Tirreni spa insieme allo studio di architettura Vela con il placet della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Genova e Provincia della Spezia.. La Società Acquedotti Tirreni S.p.A., proprio per i cento anni della realizzazione dell’acquedotto cittadino progettato e realizzato dall’Ing. Fausto Baratta, ha supportato Palazzo civico nella realizzazione dell’opera ed a tal scopo ha incaricato gli Architetti Marco Saporiti, Oscar Roberto Biassoni e Arianna Maiocchi di predisporre un progetto di restauro che è stato successivamente condiviso con gli uffici comunali. Il restauro della fontana del Palazzo delle Poste vuole riportare il disegno dell’Arch. Mazzoni alla sua originalità e proporzioni. La volontà primaria è quella di restituire alla città una percezione fedele del manufatto, grazie ad una particolare sensibilità nell’utilizzo di materiali già presenti nell’edificio e nel recupero di tutti gli elementi originali, che verranno messi in opera come nel progetto dell’Arch. Mazzoni. Poste Italiane da par suo ha accolto con notevole interesse l’invito del Comune a recuperare la struttura originale del Palazzo per contribuire alla valorizzazione del centro storico: lo ha fatto finanziando i lavori di restauro della fontana mentre sono stati terminati in tre mesi gli interventi finalizzati alla messa in sicurezza di alcune aree sul retro dell’edificio, di restauro della scalinata, sempre sul retro e di ripristino della facciata. In seguito sono stati affrontati ed inseriti anche temi attuali, come l’abbattimento delle barriere architettoniche, il trattamento e la depurazione dell’acqua, che contribuiscono a rendere il manufatto, attuale e contemporaneo, senza però alterarne la percezione iniziale. Il restauro prevede l’eliminazione delle due fioriere con conseguente ricollocazione nei vicini giardini pubblici delle due palme, la chiusura del rifugio anti aereo e la ricostruzione della scalinata e della vasca della fontana. L’attuale rampa per diversamente abili verrà quindi demolita e ricostruita in forme più armoniche sul lato sinistro della vasca su area comunale, in aderenza al palazzo futurista “Casa Bertagna” di Via del Torretto. Questa si sviluppa per una lunghezza totale di 7.40 metri, e sarà pavimentata con mattoni faccia a vista posati di costa a lisca di pesce, mentre lateralmente verranno realizzate delle canaline in travertino per facilitare il deflusso dell’acqua piovana. L’introduzione di questo elemento architettonico ha aiutato inoltre a risolvere il tema della collocazione degli impianti tecnologici.

Tecnicamente. Il progetto di Mazzoni infatti, non prevedeva particolari impianti di ricircolo o depurazione dell’acqua, ma soltanto una piccola vasca di decantazione che è stata ritrovata durante i vari sopralluoghi. “L’acqua di Baratta” riempiva questo piccolo collettore, posto ad una quota superiore rispetto agli ugelli, per poi defluire in maniera naturale dando vita alle quattro cascate. Oggi sono stati ricavati due locali tecnici: il primo, con accesso dall’alto, sarà ricavato sotto al pianerottolo della rampa, ed accoglierà quattro pompe elettriche da 2/3 CV, mentre il secondo, con accesso frontale, sarà ricavato sulla parete del lato sinistro della vasca ed accoglierà il quadro elettrico, i serbatoi per il cloro e la pompa di filtrazione. Il progetto prevede il recupero delle quattro cascate d’acqua che dalla parete andranno a ricreare quell’effetto scenico di caduta d’acqua voluto dall’Arch. Mazzoni nel suo progetto originale. Altro aspetto innovativo è il sistema di tracimazione “a sfioro” sul lato frontale che non sarà visibile ma permetterà la raccolta dell’acqua in una vasca di compenso che svolge il compito di mantenere costante il livello ed eliminare ogni impurità presente in superficie, come ad esempio insetti, foglie, ecc. L'acqua presente nella vasca di compenso verrà poi inviata all'impianto di filtrazione e una volta sottoposta a tali procedure, sarà reimmessa nella vasca dalle bocchette di immissione. Altro tema molto importante riguarda l’illuminazione: sono previste le luci segna passo lungo la rampa e quattro spot all’interno della vasca in corrispondenza delle cascate. Considerando che la fontana risulta arretrata rispetto all’edificio e si configura come un appendice della Piazza Verdi, si è deciso di potenziare l’illuminazione rendendola maggiormente visibile ed attrattiva. Esternamente verrà prevista un'illuminazione idonea, mentre si utilizzeranno delle luci segna passo per illuminare la rampa per diversamente abili. All’interno della vasca si utilizzeranno degli spot che andranno ad illuminare, dal basso verso l’alto, sia le cascate che i getti verticali. Ultimo elemento introdotto e di fondamentale importanza, riguarda il totem in travertino che accoglierà la targa in onore dell’Ingegner Fausto Baratta, progettista e realizzatore dell’acquedotto cittadino. Questo elemento, oltre al ruolo commemorativo, svolge anche la funzione di parapetto e serve a risolvere, a livello architettonico e funzionale, il nodo di incontro tra la fine della scalinata con le pedate centinate e l’arrivo in quota della rampa.

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11/05/2021 - Così la fontana delle Poste tornerà a zampillare

Com'era nel 1933
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