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Traffico internazionale di farmaci, scatta una misura cautelare anche alla Spezia

Le accuse sono per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di farmaci di provenienza illecita, falso, furto, ricettazione e truffa ai danni del Sistema sanitario nazionale. Operazione dei Nas e della National Crime inglese

"farmaco viaggiante"
Carabinieri del Nucleo antisofisticazione

La Spezia - Si impossessavano indebitamente di farmaci per il morbo di Parkinson, l'epilessia e sottraevano ricette dagli studi medici. Le medicine poi venivano rivendute in Inghilterra nei canali legali. E' questo il quadro emerso da una maxi indagine internazionale, denominata "Farmaco viaggiante", portata avanti dai carabinieri dei Nas e dalla National Crime Agency culminata con 18 misure cautelari che hanno raggiunto anche La Spezia.
Uno degli indagati per motivi di lavoro, in ambito cantieristico, è domiciliato in provincia ed è stato raggiunto dall'obbligo di presentarsi davanti alla Polizia giudiziaria.
L'operazione è scattata nel 2019 e si è tradotta con cinque custodie cautelari in carcere, 5 persone agli arresti domiciliari e 8 all’obbligo di presentazione alla Pg.
In particolare, le accuse sono per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di farmaci di provenienza illecita, falso, furto, ricettazione e truffa ai danni del Sistema sanitario nazionale. " L’attività è stata intensamente coordinata dal Procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e dal sostituto procuratore Daria Monsurrò, anche in collaborazione diretta con i referenti della National Crime Agency inglese, struttura del Ministero dell’Interno britannico deputata al contrasto delle organizzazioni criminali). I provvedimenti restrittivi, emessi dal Gip del Tribunale di Latina Pier Paolo Bortone, sono stati eseguiti con l’impiego di un dispositivo di oltre 100 militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, dell’Arma territoriale nelle province di Napoli, Caserta, Avellino, Firenze, Milano e La Spezia, con il supporto di personale tecnico del Ros".

"L’indagine ha permesso di disarticolare un sodalizio criminoso, con sede a Sant’Antimo - si legge nella nota -, delineando i ruoli degli indagati, per la gran parte con precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio. Il gruppo attraverso la spendita di ricette mediche false e riconducibili a bollettari oggetto di furti,perpetrati dai medesimi sodali presso strutture sanitarie e studi medici ricadenti nelle regioni Lazio, Toscana e Lombardia, acquisiva indebitamente farmaci ad alto costo, totalmente a carico del Sistema sanitario nazionale in farmacie delle suddette regioni cui appartenevano i ricettari, determinando in alcuni casi l’indisponibilità di tali medicinali: per pazienti, farmacie e depositi farmaceutici regionali".

"Gli approfondimenti investigativi - si legge ancora - condotti mediante attività tecniche, ricognizioni fotografiche di pacchi postali destinati alla Gran Bretagna, pedinamenti, acquisizioni di video presso farmacie per l’identificazione dei soggetti coinvolti, l’esame di una moltitudine di dati e di circa 10mila ricette hanno consentito di risalire al modus operandi dei componenti dell’intera struttura associativa e al recupero, con contestuale sequestro, di 260 confezioni di farmaci per un valore complessivo di circa 10mila euro e di 650 ricette mediche oggetto di furto".

"È stato quindi individuato il successivo canale di ricettazione dei farmaci illecitamente ottenuti - conclude la nota - che, una volta raccolti presso depositi abusivi, localizzati a Sant’Antimo, venivano spediti con il corriere, nel Regno Unito a uno dei sodali. Quest'ultimo risultava già latitante in quanto colpito da pregresso provvedimento restrittivo. Il suo compito era quello di reinserire i farmaci nel legale circuito commerciale europeo, avvalendosi di operatori e grossisti del posto. Si evidenzia quale elemento di particolare risalto investigativo che la collaborazione con le Autorità Inglesi, finalizzata ad accertare le condotte poste in essere nel territorio britannico e per tracciare i flussi finanziari dei proventi ottenuti illecitamente, quantificati in circa 1 milione di euro, cifra indebitamente rimborsata dal S.S.N. alle farmacie interessate, ha permesso in loco la chiusura degli illeciti canali commerciali ed il contestuale sequestro di alcuni farmaci oggetto di spedizione".

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