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Pedopornografia e revenge porn. Per la pandemia boom di reati sul web

Il bilancio della Polizia postale e delle telecomunicazioni spezzina: "Pandemia ha fatto cambiare le abitudini di tutti facendo innalzare il livello dei crimini perpetrati attraverso la rete e facendo proliferare fake news".

in provincia aperti 506 fascicoli

La Spezia - Denunce per adescamento di minori e pedopornografia. Revenge porn e stalking. Tutti reati legati al web confermati e stanati dalla sezione spezzina della Polizia postale e delle telecomunicazioni che nel 2020 ha portato all’apertura di ben 506 fascicoli per indagini d’iniziativa, attività delegata dall’Autorità Giudiziaria e denunce sporte direttamente dai cittadini. Una serie di accertamenti che hanno portato al deferimento di 79 persone. Tra i primi dati messi in evidenza da un report diffuso dalla questura emerge aumento esponenziale delle segnalazioni.
La pandemia e il lockdown dunque hanno inciso sui reati informatici e il maggior numero delle denunce si è concentrato su truffe e diffamazione online, con 60 denunciati, l’accesso abusivo ai sistemi informatici, la clonazione degli strumenti di pagamento ed il phishing, reati per i quali sono state denunciate 5 persone, ma non mancano deferimenti all’autorità giudiziaria per stalking e revenge porn, molestie e minacce perpetrate attraverso internet, per i quali sono state indagate 6 persone. L’attività della Polizia Postale non ha mancato di rivolgersi al contrasto dei reati online nei confronti di soggetti più fragili: nel decorso 2020, infatti, sono state denunciate 4 persone per adescamento di minori e pedopornografia online; si tratta di indagini che passano al setaccio i social network e i sistemi di messaggistica istantanea (Instagram. Whatsap, Telegram ed altri) finalizzati a rimuovere i contenuti illeciti: nell’anno appena trascorso sono stati individuati 87 link, di cui 60 localizzati nel Dark Web, tutti regolarmente oscurati.

“La pandemia che ci ha coinvolto a partire dallo scorso anno – si legge in una nota della Postale diffusa dalla questura -, con i suoi lockdown e le limitazioni alla circolazione, ha modificato le nostre abitudini, sempre più telematiche, facendo innalzare il livello dei crimini perpetrati attraverso la rete e facendo proliferare fake news che possono impattare negativamente sull’opinione pubblica, confondendosi con le comunicazioni istituzionali riferite alla salute pubblica”.

Nel secondo semestre dell’anno 2020 la Sezione spezzina ha riscontrato un incremento dell’utilizzo della rete internet da parte dei cittadini, prevalentemente a causa delle restrizioni dovute al Covid-19; ciò è in parte dovuto alla maggior presenza online per motivi di studio o lavoro, ma in parte è legato all’uso delle rete come veicolo di informazione, o  per effettuare acquisti o semplicemente ordinare cibo da asporto.
“Tutto questo ha favorito attività criminali quali le truffe online – prosegue la nota -, il phishing, accessi abusivi a sistemi informatici, diffamazione e sostituzione di persona. Anche la recente ed attuale vendita  di materiale sanitario, comprese mascherine e disinfettanti, è rientrata tra questi episodi ed il personale della Specialità, a seguito della ricezione di numerose querele sporte da cittadini, ha denunciato per il reato di truffa on-line 35 persone, residenti sul territorio nazionale, responsabili di non aver mai inviato dispositivi di protezione dal Covid, quali mascherine, guanti ed altro, tutti regolarmente ordinati e pagati online”.
La Postale inoltre fornisce regolarmente informazioni, chiarimenti e quanto necessario ai cittadini, attraverso il portale istituzionale  http://www.commissariatodips.it , con il quale gli utenti hanno inoltrato moltissime segnalazioni, nonché 171 denunce online, che hanno permesso di perseguire i reati informatici.
“Nel corso dell'anno che si è concluso è stato organizzato un "Action Day", che ha coinvolto  18 Paesi, con l'obiettivo di rimuovere contenuti online controindicati – conclude -. Anche nel corso del lockdown l’attività di sensibilizzazione sui pericoli della rete, rivolta ai giovani delle scuole  scuole, è proseguita con una programmazione di video conferenze di prossima divulgazione; sono attive, inoltre, le pagine facebook e twitter  “Una vita da social”, gestita direttamente dalla Polizia postale e delle comunicazioni, dove vengono pubblicati appuntamenti, le attività, i contributi e dove i giovani internauti possono “postare” direttamente le loro opinioni e impressioni riguardo all’uso consapevole della rete internet e il corretto utilizzo dei social network, con particolare riferimento alla pedopornografia on-line, alla navigazione “sicura”, alla legalità sul web e alle Fake News. Un focus particolare viene posto anche sul problema del cyberbullismo. Il 18 febbraio dello scorso anno ha fatto tappa anche nella nostra città, al Molo Italia, il truck “Una vita da social”, dove scolaresche di tutte le età hanno potuto ricevere informazioni e consigli utili alla loro socialità e sicurezza 2.0”.

(foto: repertorio)

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