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Ultimo aggiornamento: Martedì 13 Aprile - ore 09.59

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In un anno 780 spezzini hanno rifiutato il ricovero in ospedale

Il timore principale è contrarre il Covid. Il fenomeno è ciclico e si muove in base all'andamento della curva epidemica.

l'analisi

La Spezia - Due persone rifiutano il ricovero in ospedale. Su 22 interventi giornalieri, mediamente tre o quattro persone decidono di compilare il modulo fornito dai soccorritori e non farsi trasportare al nosocomio più vicino. E in città sono stati all'incirca 780 coloro i quali che hanno rifiutato il ricovero nel 2020. Che si tratti di una frattura, dovuta magari ad infortunio in una passeggiata, oppure di un sintomo particolare, molti spezzini, se possono, evitano l'ospedale.
A un anno dalla pandemia la fetta più grossa della colpa è da imputare al Covid 19. I dati del fenomeno emergono da una breve indagine di Città della Spezia condotta interpellando Croce rossa spezzina, la Pubblica assistenza della Spezia e quella di Vezzano Ligure.

Il presidente della Croce rossa Luigi De Angelis mette in luce alcuni dati analizzando un anno esatto di pandemia: "A gennaio e febbraio abbiamo avuto 61 rifiuti di ricoveri in ospedale. Nell'ultimo anno sono stati 380, a incidere è sicuramente la concomitanza dell'arrivo del Covid".
Dalla Pubblica spezzina il presidente Andrea Frau spiega: "I nostri ragazzi hanno fatto una media molto semplice: su 22 interventi medi giornalieri, almeno quattro di questi si chiudono con il rifiuto a farsi ricoverare se non in situazioni di estrema emergenza, non legate al Covid. In un anno siamo arrivati a quasi 400. Al timore di contrarre la malattia in ospedale si aggiunge anche l'incertezza dovuta alla condizione strutturale e non del personale dell'ospedale".
"I volontari - spiega Federico Guidi della Pubblica assistenza di Vezzano Ligure, che spesso è impegnata anche nei servizi fuori dal territorio di competenza - hanno notato una maggiore riflessione da parte delle persone che richiedono l'intervento di un'ambulanza: a meno che non sia una situazione particolarmente grave si prendono ancora più tempo per valutare il ricovero".
Da fonti ospedaliere e dal Pronto soccorso, emerge che il rifiuto dei ricoveri in ospedale è in linea con l'andamento della pandemia e si registra una certa ciclicità del fenomeno, segnato anche dall'impatto mediatico degli aggiornamenti. Ad esempio nei mesi estivi, quando la curva pandemica era bassa, la pressione sul Pronto soccorso era paragonabile al periodo pre pandemico. Con l'aumento dei casi Covid il fenomeno legato ai rifiuti dei ricoveri ospedalieri si è ripresentato.

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