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Confindustria ricorda Tito Favi, fu direttore dell’Unione Industriali

Se ne va uno dei ricostruttori della città post-bellica che guidò gli imprenditori spezzini in una delicatissima fase di transizione con mano ferma e competente.

il ricordo
Confindustria ricorda Tito Favi, fu direttore dell’Unione Industriali

La Spezia - Il Dottor Tito Favi, che sin dal dopoguerra, nel periodo della turbinosa ricostruzione, era inserito nell’Unione industriale spezzina, ne divenne Direttore nell’ultimo tratto degli anni ’50, quando le aziende a partecipazione statale, per decisione politica, lasciarono a livello nazionale la Confindustria per dar vita all'Intersind. Fu un momento di transizione, difficile ovunque, ma in particolare alla Spezia, considerata l’importanza primaria del comparto nel tessuto economico locale ed il peso rilevante anche in campo associativo. I numerosi imprenditori privati si strinsero intorno alla loro associazione e presero tempestivamente le opportune iniziative per il rilancio imprenditoriale della città. Occorrevano sensibilità politica, fermezza e competenza e queste doti vennero ravvisate nel Dott. Favi, giovane funzionario, che, chiamato al nuovo prestigioso incarico ben rispose alle aspettative.

L’Unione contava allora un folto numero di imprese, prevalentemente medio piccole, con due nuclei prevalenti, la metalmeccanica (e navalmeccanica) ed il settore edile (inteso in senso lato). Vi erano anche rilevanti realtà in altri comparti, oggi tutte scomparse (ne citiamo alcune: la raffineria Shell, la Ceramica Vaccari, lo Jutificio Montedison, le aziende dei gruppi Merello e Baracchini nell’alimentare). Furono anni di grande espansione non solo per le imprese piccole e grandi che con l’assistenza dell’Unione Industriali parteciparono al grande sviluppo dell’industria nazionale.
Si potrebbero citare molte altre realtà produttive e fare nomi illustri di imprenditori e di famiglie che hanno figurato (alcune figurano tuttora) assai bene nelle loro attività industriali, anche in campo internazionale, di cui possiamo ricordare Ferrari, Guidugli, Laviosa, Lazzeri, Pozzoli, Fusani, Rosa, Menicagli, Galeazzi, Cangini, Mussinelli, Di Sibio, Signani, Lombardi, Antonini, Faggian, Lotti, Biggi, Duvia, Cozzani, Cortesia, Marcianò, Boccacci, Lia, Filippi e tanti altri.

Favi ebbe il ruolo primario nel favorire e spesso rendere possibile il raggiungimento di obiettivi e traguardi. Non dimentichiamo che il consolidamento della rinascita economica avvenne in un periodo di crescita, ma che vi furono anche difficoltà (e non poche), contrasti, conflitti sindacali, problematiche politiche ed in questi frangenti l’assistenza dell’Unione fu sempre tempestiva ed adeguata e la struttura (aveva una mano felice nello scegliersi i collaboratori) venne sempre guidata dal Dott. Favi con mano ferma e competente. Ora che il suo percorso terreno si è compiuto possiamo, dobbiamo e vogliamo ricordarne soprattutto il tratto umano, la disponibilità e la competenza.
La terra gli sia lieve.

Confindustria La Spezia

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