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Addio a Salines, dal Golfo ai palcoscenici più importanti d'Italia

Il mondo della cultura piange la scomparsa dell'interprete nato alla Spezia nel 1936. Due volte Maschera d'oro e direttore artistico del Teatro Belli per mezzo secolo.

Grande attore teatrale
Antonio Salines

La Spezia - Lutto nel mondo della cultura spezzina. L'attore e regista Antonio Salines, grande interprete teatrale che ha fatto la storia del palcoscenico italiano, direttore artistico da mezzo secolo del Teatro Belli, è morto improvvisamente questa mattina a Roma all'età di 84 anni. Era nato alla Spezia il 1º luglio 1936 ed era figlio del compositore Enrico Salines. E' stato insignito della Maschera d'oro del teatro per due volte, nel 1975 e nel 2019.

Dopo essersi diplomato all'Accademia d'Arte Drammatica 'Silvio D'Amico' di Roma, allievo di Sergio Tofano e Vittorio Gassman, Salines fonda insieme a Carmelo Bene una delle prime compagnie teatrali autogestite, 'I ribelli', debuttando sul palcoscenico con "Caligola" di Albert Camus. Negli anni '60 entra nel Teatro Popolare diretto dal suo maestro Gassman, prendendo parte a "Adelchi", "Orestiade" e "Un marziano a Roma" di Ennio Flaiano. Si sposta anche nel piccolo schermo con la compagnia 'I nuovi', diretta da Guglielmo Morandi, diventando protagonista di commedie classiche e moderne nella Rai in bianco e nero. Nel 1963 Salines fonda a Roma il primo cabaret con Maurizio Costanzo, pur continuando a lavorare in teatro con le più grandi e importanti compagnie italiane e con i registi più prestigiosi. Entrato nel Piccolo Teatro di Milano, lavora con Gianfranco De Bosio e Patrice Chéreau, portando "Giulietta e Romeo", "Betia", "Toller", "Barabba" e "Aspettando Godot".

Nel 1965 Salines comincia la sua avventura cinematografica con "La bugiarda" (1965) di Luigi Comencini, seguito da "Sierra Maestra" (1969) di Ansano Giannarelli, con Carla Gravina che poi affiancherà nella miniserie televisiva di Sandro Bolchi "I fratelli Karamazov" (1969). Con l'arrivo degli anni '70 lavora come attore e regista al Teatro Belli di Roma, dove era ancora oggi direttore artistico della compagnia, allestendo decine di spettacoli, tra i quali "Peer-Gynt", "L'opera dei mendicanti", "Neutotandem", "La cauteriaria", "Cuore di cane", "L'educazione parlamentare", "Memorie di un pazzo", "Antigone" e "Il più felice dei tre".

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