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"Arrivai in un giorno di pioggia e non pensavo di restare così a lungo"

Il comandante Alberto Pagliai va in pensione e si racconta a Città della Spezia: "Quest'anno non potrò dimenticare l'immagine di un collega con il casco per l'ossigeno. Anno difficile, nel quale i miei uomini hanno lavorato con grande coraggio".

Arriverderci comandante
Il comandante della Polizia municipale della Spezia Alberto Pagliai

La Spezia - E' arrivato al comando di Via La Marmora in una piovosa giornata di ottobre. Di ventisette anni fa. Oggi, il comandante della Polizia municipale della Spezia Alberto Pagliai ha raggiunto il pensionamento. E da domani comincerà un'altra vita, sicuramente un po' diversa, rispetto a quella di caserma. Tra i ricordi indelebili poi, la foto di un collega colpito dal Covid e con il casco per l'ossigeno. E poi la malattia che ha messo a dura prova anche il comando, perché nei mesi scorsi alcuni agenti erano stati colpiti dal virus rendendo necessarie le quarantene e minori forze sul campo.
Il comandante Pagliai, laureato in giurisprudenza all'università di Pisa, prima di dirigere Via La Marmora è stato un funzionario dell'Associazione Piccole e Medie Industrie della Spezia e della Lunigiana per poi ricoprire diversi incarichi come funzionario amministrativo a livello regionale e provinciale: ha lavorato al Consorzio Intercomunale per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani all'ufficio Espropri, ha operato nel Servizio Agroalimentare della Spezia e in quello Legale della Regione.
Sin dalla prima diffusione della notizia del suo pensionamento non sono mancati gli attestati di profonda stima, da parte di tutti gli esponenti del Comune della Spezia. Il comandante Pagliai è stato salutato, nell'ultima commissione consiliare alla quale ha partecipato, con un grande applauso.
Oltre all'attento operato per la garanzia della sicurezza in città, Pagliai è sempre stato un forte sostenitore della riforma della legge quadro, del 1986, per il Corpo di Polizia municipale. In più di un'occasione sostenne con forza la necessità di una riforma perché gli agenti venivano chiamati a costanti, maggiori e nuovi impegni che con l'attuale legge in vigore non avrebbe potuto migliorare la qualità della vita e del servizio degli agenti. Temi sottolineati, soprattutto, in varie edizioni del Convegno Nazionale della Polizia Locale, nel 2020 rimandato a causa della pandemia.
Alberto Pagliai però lascia la porta socchiusa per quel comando che per ventisette anni gli ha dato tanto. Assieme a Città della Spezia il comandante uscente ripercorre la sua carriera e fa un breve bilancio di quest'ultimo anno e chiude con una battuta.

Cosa ricorda del suo primo giorno di servizio nella caserma di Via La Marmora?
Sono arrivato in casema in un giorno di pioggia e sono stato accolto con rispetto e curiosità. Mi bastò una settimana per capire che avevo trovato il mio mondo, anche se non pensavo che mi sarei fermato così a lungo. Sono passati 27 anni.

Quale è stato il momento più difficile della sua carriera?
Pochi anni dopo il mio insediamento, fu arrestato in caserma nell'ambito dell'indagine sulla discarica di Pitelli per fatti estranei alle attività del Corpo di Polizia municipale, un nostro ispettore. Ho visto sconcerto e disperazione in tanti colleghi impegnati anche in servizi di controllo ambientale. Dopo alcuni anni, il collega è stato prosciolto con formula piena dalle accusa che gli avevano mosso.

Quale momento, invece, l'ha riempita maggiormente d'orgoglio, in tutti questi anni di servizio ?
L'indagine che ci delegò l'indimenticabile Procuratore della Repubblica Rodolfo Attinà, sull'omessa bonifica dell'area Ex Ip a carico dei vertici dell'Eni. Quando passo dalla zona delle Terrazze, penso che se quell'area è stata riqualificata un pochino è merito anche del nostro lavoro e della competenza professionale del Reparto Tutela ambientale.

Cosa le rimarrà più impresso, dal punto di vista umano e professionale, di questo ultimo anno di servizio?
Senz'altro non posso dimenticare la foto di un collega, ricoverato in Medicina d'urgenza, con il casco che lo aiutava a respirare. Sono stati momenti difficili. Mentre lui combatteva la sua battaglia, contro il virus, noi in mezzo alla strada, non senza un po' di angoscia multavamo le persone senza mascherine, entravamo nei bar aperti quando dovevano essere chiusi, distanziavamo le persone assembrate. Il mio personale ha lavorato con coraggio e determinazione. Non ultimi i nostri 'precari', agenti assunti a tempo determinato, che non hanno fatto mancare il loro contributo allo sforzo cui siamo stati chiamati.

Nell'ultima commissione consiliare alla quale ha partecipato ha detto, come ha detto anche ai suoi colleghi, "Non vi libererete facilmente di me". Da dove ripartirà?
Mi sono reso disponibile con il sindaco, che ringrazio per aver accolto questa disponibilità, a dare una mano nel periodo di transizione che mi auguro sia molto breve. Questo finché non arriverà il nuovo comandante, per il quale sono state attivate le procedure dal Comune. Tornerò dunque in caserma e cercherò di non far mancare, al dirigente pro tempore del Corpo e allo staff di comando già alle mie dipendenze, consigli e suggerimenti sulla base della mia esperienza. Anche se chiaramente non avrò più il potere di disporre alcunché.

Cosa farà nel primo giorno di pensione?
Domani andrò a fare la spesa al supermercato, farò qualche telefonata di auguri ad amici e parenti ma anche una chiamata al comando. Domani sera faremo un buon servizio assieme alle altre forze di polizia. Il mio pensiero sarà per i colleghi che saranno impegnati proprio in quel servizio. Ma in caserma, sino alla fine della zona rossa, non mi rivedranno... Altrimenti mi multeranno e avranno ragione.

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