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Venti letti per le notti gelate, ecco la struttura al Montagna | Foto

Questa mattina il taglio del nastro per il dormitorio provvisorio allestito dalla Caritas con il sostegno economico della Fondazione Carispezia.

Emergenza freddo
Venti letti per le notti gelate, ecco la struttura al Montagna

La Spezia - "Questa struttura che inauguriamo oggi è aperta per ultimi degli ultimi. Questa è solidarietà e ci sono pochi discorsi da fare. Queste persone grazie a questa iniziativa trovano un barlume di speranza nelle notti più fredde, evitando di doversi accontentare di portici o panchine. Oggi offriamo loro questo spazio e il tempo di molti operatori e volontari". Don Luca Palei, direttore della Caritas spezzina, ha esordito così questa mattina nel presentare alla stampa e alle autorità il dormitorio "Locanda il Samaritano" realizzata nelle ultime settimane nell'area del vecchio galoppatoio del centro sportivo Montagna. Una collocazione che ha sollevato le proteste e le polemiche di alcuni rappresentanti del mondo dell'atletica spezzina, delusi per un utilizzo differente da quello sportivo.

Il dormitorio, inaugurato ufficialmente oggi, è in uso da alcuni giorni, visto che i moduli erano già al loro posto e le temperature si sono fatte rigide.
Gli spazi a disposizione a Fossamastra, in Via Brugnato, non sono sufficienti: in tempi di Covid anche i posti letto di chi si rivolge a Caritas per passare la notte devono essere distanziati e così lo spazio a disposizione si è rivelato del tutto insufficiente, spingendo l'ente caritatevole a cercare alternative. Ed ecco che l'edificio che decenni fa era utilizzato come ricovero per i cavalli, nei prossimi mesi invernali ospiterà venti persone senza dimora. Rimane, per il futuro, la destinazione sportiva dell'area, che ospiterà dei nuovi spogliatoi.
Un progetto fortemente voluto dal vescovo Luigi Ernesto Palletti, che ha benedetto la nuova struttura, dallo stesso don Palei e dal sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, per rispondere ai bisogni delle persone in maggiore difficoltà.
La "Locanda il Samaritano" è nata grazie all’importante contributo, oltre che della Diocesi, di Fondazione Carispezia, da anni al fianco di Caritas nei numerosi progetti attivi nella Provincia e presente alla cerimonia con il consigliere di indirizzo Nicola Carozza.
Presenti alla cerimonia anche il comandante del Comando Marittimo Nord, l’ammiraglio Giorgio Lazio, la viceprefetta Stefania Ariodante, il dottor Poli della Questura della Spezia e due rappresentanti del comando provinciale dei Carabinieri.

Ogni modulo è formato da due stanze singole con bagno privato, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie anti-Covid.
Oltre all’accoglienza notturna, Caritas, fornisce agli ospiti cena, colazione e, nelle giornate di particolare maltempo, anche il pranzo. Inoltre è previsto il servizio docce e lavanderia ed è sempre presente personale di sorveglianza.

Numerosi gli altri partner che hanno creduto nel progetto dando il loro sostegno, come Bvlg-Banca Versilia-Lunigiana-Garfagnana, l’azienda Teodoro Gallo e il Consorzio Cometa.
In campo per la gestione e la realizzazione della struttura decine di volontari, in arrivo non soltanto da Caritas, ma anche dalla Pastorale Giovanile, dai gruppi scout di Lerici e Sarzana, e da numerose associazioni.

"Ogni anno – ha dichiarato Peracchini - siamo orgogliosi di proteggere i senza fissa dimora per i tre mesi invernali ma quest’anno lo siamo ancora di più con l’allestimento della Locanda il Samaritano dove di notte, in uno spazio riservato e in sicurezza, potrà dormire chi non ha un tetto sulla testa, senza il rischio di morire di freddo e soprattutto, in caso di positività al Covid-19, di esporre se stessi e gli altri al contagio. Grazie alla collaborazione fra Comune della Spezia, Caritas, Prefettura, Marina Militare, Fondazione Carispezia abbiamo allestito in tempo record un’operazione di solidarietà senza precedenti, unica in Italia per garantire la difesa e la tutela degli ultimi fra gli ultimi a cui non può esserci deroga alcuna, soprattutto in tempi così complessi come questi che stiamo vivendo in cui nessuno si salva da solo. Ancora una volta abbiamo dimostrato che l’unione fa la forza e he la nostra Città è esempio di solidarietà e comunità. Questo era un luogo abbandonato, che tornerà a sport. Non abbiamo fatto altro che il nostro dovere. Abbiamo subito critiche che fanno soffrire perché dimostrano che ci sono persone che non capiscono i tempi che stiamo vivendo. Spero da oggi riflettano e vedano che è compatibile aiutare il prossimo con la possibilità di svolgere attività sportiva e di sognare il massimo per i propri figli".

"Troppo spesso si spendono parole poco edificanti per Ong, cooperative e associazioni di volontariato - ha aggiunto Carozza -. Non dobbiamo dimenticare invece che la democrazia si fonda su Stato, mercato e no profit".

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