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Variante Aurelia, in aprile ripartono i lavori | Foto

L'assessore Giampedrone, Anas, il sindaco Peracchini e l'impresa Ici hanno annunciato l'imminente riavvio del cantiere del primo stralcio, tra Felettino e Buonviaggio.

Secondo e terzo stralcio quasi appaltabili
Variante Aurelia, il cantiere del primo stralcio del terzo lotto attende di ripartire a inizio aprile

La Spezia - Riprenderà le attività nelle prossime settimane, dopo la consegna dei lavori prevista per il 6 aprile, il cantiere per il completamento del primo stralcio funzionale del terzo lotto della variante Aurelia. L'opera, ferma ormai da più di due anni, riprende così il suo cammino (come anticipato da CDS qui ) e con essa ritornano in campo anche i lavoratori rimasti a casa con la rescissione del contratto decisa all'epoca da Toto costruzioni.

La presentazione del progetto si è svolta questa mattina da parte dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Giacomo Giampedrone, del sindaco della Spezia e presidente della Provincia della Spezia, Pierluigi Peracchini, dei responsabili di Anas, Barbara Di Franco e Fabrizio Cardone, e della ditta aggiudicataria dell’appalto, la Ici, Italiana costruzioni infrastrutture Srl di Roma.
Per la concretizzazione del progetto esecutivo, redatto dall’Area nuove opere della struttura territoriale Liguria di Anas, saranno necessari 750 giorni di lavoro e l’ultimazione è prevista per maggio 2023.

L’intervento rappresenta uno dei tre stralci in cui è stato suddiviso l’originario terzo lotto ed è stato denominato “stralcio A”. Si estende tra lo svincolo di Via del Forno e lo svincolo di Buonviaggio, per una lunghezza complessiva di 1.800 metri ed è comprensivo delle rampe degli svincoli. L’opera, dopo aver scavalcato la valle del Torrente Dorgia con il viadotto “Via del Forno”, fiancheggia l’ospedale civile, aggira il borgo del Felettino piegando a nord con la galleria naturale Pellizzarda, sviluppandosi in parte lungo il viadotto Buonviaggio, in corrispondenza dell’omonimo svincolo termina con la galleria naturale Felettino I, esclusa dall’intervento. Questo primo stralcio, del valore di 40 milioni di euro, risulta funzionale grazie all’esecuzione dei due svincoli che si riallacciano alla viabilità esistente.

“Abbiamo voluto incontrare le rappresentanze sindacali del mondo del lavoro per la ripresa di un’opera fondamentale per il territorio spezzino – ha detto l’assessore Giampedrone –. Questa è un’opera che ha passato anni non facili e che oggi trova finalmente un percorso in grado di portare in fondo cantieri che sul nostro territorio rappresentano una delle necessità principali per l’area. Oggi c’è la ripartenza della variante, attraverso un pre-accompagnamento rispetto al via del cantiere. Oggi abbiamo fatto il punto anche sul secondo e terzo stralcio, che sono considerati appaltabili da Anas, entro l’estate e l’autunno. Spezzando l'opera in tre stralci funzionali abbiamo percorso la strada più difficile ma anche la migliore per arrivare alla conclusione. Le problematiche sperimentate a causa del dissesto idrogeologico sono state analizzate nel dettaglio, anche dal punto di vista economico. La Frana di Carozzo, per esempio, ora è considerata come un intervento di messa in sicurezza a sé stante, ma è inserita nel bando del secondo stralcio”.
Giampedrone ha poi ricordato il lavoro svolto con Anas e le sigle sindacali per l'inserimento di una clausola di salvaguardia per gli 86 lavoratori impiegati nell'appalto di Toto costruzioni: saranno i primi a essere ricollocati e si valuta che ci sarà bisogno di altre maestranze.

“Oggi è un giorno importante grazie al lavoro di tutti – ha ribadito il sindaco e presidente della Provincia Peracchini - perché riparte un lavoro molto importante per la viabilità del territorio e per i cittadini che subiscono le problematiche quotidiane e per i lavoratori che sono stati le prime vittime. Una ripartenza non banale, collegata a un lotto importantissimo che aiuterà la città a ridefinire la sua viabilità. Senza dimenticare che questo cantiere, atteso da decenni, procederà di pari passo con quello della costruzione dell’ospedale Felettino, due obiettivi fondamentali per l’area dello Spezzino e per i quali voglio ringraziare tutti. Questo cantiere rappresenta un'occasione per il territorio con un investimento di 40 milioni di euro che avrà ripercussioni positive sull'occupazione e che si somma a altre opere per circa 150 milioni di euro: 17 sono quelli in campo nel Levante cittadino, ai quali si aggiungono i 56 degli investimenti privati, 8 sono quelli del Fondo strategico regionale, 38 quelli del bando del Mit pronti a partire e 3 quelli provenienti dalla Provincia. Se a questo aggiungiamo le aziende della nautica e del militare abbiamo una vivacità che poche altre città hanno in questo momento in Italia”.
L'ingegner Di Franco ha aggiunto che il lotto B, da 37 milioni, sta attendendo il parere del ministero dell'Ambiente, mentre per il C, per il quale si stima una spesa di 57 milioni, è in fase di completamento il progetto esecutivo.

Per l'impresa Ici, che già lavora per conto di Anas in Sardegna e che è attualmente impegnata anche nella realizzazione della metropolitana di Torino, ha preso la parola l'ingegner Vincenzo Costantino: "Accettiamo di buon grado questa sfida, anche perché sentiamo il sostegno di tutte le istituzioni coinvolte. Attingeremo dagli operai dell'area, come previsto dalla clausola, anche per anticipare i tempi di riavvio del cantiere e proseguire poi con lo scavo della galleria. A pieno regime riteniamo che saranno impiegati un centinaio di lavoratori, in parte direttamente in parte in subappalto".

Infine, riguardo al progetto esecutivo redatto da Anas, rispondendo a nostra richiesta di approfondimento, visti i trascorsi dell'opera e le varianti da decine di milioni di euro proposte da Toto e rifiutate da Anas, Costantino ha detto: "I tecnici di Anas sono professionisti di livello nazionale e internazionale e dunque il loro lavoro sarà certamente stato svolto nella maniera migliore. Ogni progetto è però da calare nella realtà e ci potrà essere qualche scostamento. Ma siamo certi che gli studi sono stati approfonditi". "Sapere che cosa è accaduto in passato, conoscere la storia del cantiere e delle problematiche emerse - ha aggiunto l'ingegner Cardone - è un grande vantaggio per l'impresa". "I cantieri a rischio zero non esistono, ma ci sono le soluzioni tecniche per affrontare gli imprevisti", ha chiosato Giampedrone.

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