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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Luglio - ore 09.32

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Vacanze sicure, le regole d'oro di Altroconsumo, Polizia Postale e Aribnb

Occhio a promesse di sconti, caparre e alloggi 'esca'.

Online
La sezione spezzina della Polizia postale

La Spezia - Tempo di vacanze per gli italiani in questa seconda estate di Covid-19, e che la villeggiatura sia in patria o all'estero, sempre più le prenotazioni corrono online. Secondo i dati di Airbnb, le prenotazioni sono aumentate dal 33% nell’estate 2019 al 53% per quella 2021, mentre il turismo rurale è passato da un 21% nel 2019 al 37% di quest’anno. Ma con la popolarità della casa vacanza online, aumenta anche il rischio di imbattersi in tentativi di truffa che prendono di mira gli utenti, specie quelli che per la prima volta si cimentano con la prenotazione fai da te della vacanza. Per stare più tranquilli e soprattutto informati, la Polizia Postale e delle Comunicazioni e la piattaforma Airbnb hanno avviato una campagna congiunta per aiutare i meno esperti a riconoscere e stare alla larga dai tentativi di raggiro più diffusi, individuando i profili di truffatori più comuni e i consigli per smascherarli. Per semplificare la vita ai consumatori, è nata così la guida pocket In Vacanza come a casa: prenota e parti in tutta sicurezza, curata da Altroconsumo, Polizia Postale con Airbnb, reperibile sul sito della Polizia Postale.

I consigli della guida per non farsi imbrogliare se non truffare:
1. Non pagate mai direttamente con bonifico. Se vi viene proposto di inviare una caparra, non fidatevi: è contrario ai termini del servizio di Airbnb. Pagate esclusivamente attraverso il sito, che in nessun caso prevede il bonifico come strumento di pagamento. Airbnb generalmente trattiene l’intera somma dalla vostra carta di credito e la inoltra all’host solamente 24 ore dopo l’avvenuto check-in, dandovi il tempo di entrare in casa e verificare che tutto sia come pubblicizzato.
2. Non comunicate fuori dal sito. Diffidate da chi vi propone di lasciare Airbnb per accordarvi privatamente con la promessa di uno sconto: è il preludio ad una richiesta di bonifico. Inoltre, non sarete più tutelati dalle garanzie della piattaforma. Restando nella chat dell’applicazione, potrete segnalare in qualsiasi momento al servizio clienti comportamenti sospetti.
3. Occhio a link condivisi via email o da altri siti. Diffidate da chi vi contatta tramite un sito di annunci dell’usato o un portale immobiliare generico dicendo di affidarsi ad Airbnb. C’è il rischio che vi condividano un link ad un sito fasullo.
4. Come riconoscere Airbnb dai cloni. Tutte le pagine di Airbnb hanno l’indirizzo che inizia con www.airbnb.it o .com, e un numero dopo la parola ‘rooms’, come nell’esempio:  www.airbnb.it/rooms/30728582. Indirizzi più complicati o con una struttura diversa devono insospettirvi. Se non siete sicuri, potete cercare su un motore di ricerca il nome dell’annuncio (es. “Luminoso terrazzo Milano”) e “Airbnb” come parole chiave; dovrebbero comparire solamente le pagine legittime.
5. Leggete l’annuncio con attenzione. Un annuncio ben curato è di solito indice di un host e di una casa altrettanto in ordine. Dovrebbero invece mettervi in allarme: un prezzo troppo competitivo per la settimana di Ferragosto, descrizioni particolarmente vaghe, la totale mancanza di recensioni o un profilo utente creato da pochi giorni.
6. Airbnb non è un’agenzia immobiliare. Diffidate di chi vi dice di “aver dato incarico ad Airbnb” di mostrarvi la casa. Il sito infatti è solamente un portale di intermediazione, equidistante da host e guest. Non esiste “personale Airbnb con le chiavi”, come se si trattasse di agenti immobiliari.
7. Attenzione agli alloggi ‘esca’. Se una volta arrivati a destinazione vi si chiede un cambio di sistemazione, ovviamente non all’altezza di quella prenotata, usando come scusa un problema improvviso sorto nell’appartamento originario che lo ha reso momentaneamente inagibile, la cosa migliore è documentare tutto e contattare subito la piattaforma per avere un rimborso totale.

Quali sono i profili classici dei truffatori? Si va, spiegano gli autori della guida, dal cervello in fuga, al tecnico informatico, al compare, a tanti altri:

- Il cervello in fuga. Questo finto proprietario si è appena trasferito all’estero, e non può mostrare la casa o accogliervi di persona, anche se ci tiene molto ad affittarvela. Per fugare eventuali dubbi, spiegherà che si tratta di lavoro. La trattativa a distanza è il preludio di una richiesta di  bonifico internazionale. Comincerà subito a chiedervi documenti (utili per costruire la sua prossima falsa identità), condividere non meno di 2-3 bozze di contratto à la carte, in un sospettoso crescendo di zelo che culminerà nella necessità di concludere l’affare entro 24 ore. Il tutto seguito  da una finta pagina di prenotazione e una finta fattura Airbnb, ma una vera scomparsa dopo aver ricevuto una caparra importante.

- Il tecnico informatico. L’host ha davvero creato un annuncio su Airbnb, ma appena chiedete informazioni tramite l’app vi propone per comodità di continuare la conversazione per posta elettronica. Il tempo di chiedervi un paio di cose sul vostro arrivo e vi manderà un’altra email informandovi che per un problema con l’aggiornamento del calendario l’annuncio non è al momento visibile nella ricerca (in realtà lo ha rimosso), e vi fornisce per comodità il link diretto, ovviamente ad un sito clone, molto simile ad Airbnb a un occhio poco esperto.

- Il compare. Anche in questo caso l’host ha creato (da poco, troppo poco) un annuncio su Airbnb, sprovvisto di recensioni. La pagina vi convince e prenotate. Il truffatore è amichevole, gentilissimo e lieto che abbiate scelto la sua casa e vi proporrà addirittura un bello sconto. Come può permetterselo? Strizzandovi l’occhio, suggerisce di annullare la prenotazione con Airbnb e di trattare privatamente, così da risparmiare entrambi la commissione del portale. Una volta incassato il bonifico, l’amichevole complicità lascerà il posto ad un assordante silenzio: l’amicone è sparito e già a caccia di un’altra vittima.

I suggerimenti nati dalla convenzione in atto valgono in linea di massima per buona parte delle prenotazioni on line, insomma massima prudenza. In ultimo, gli agenti della Polizia Postale raccomandano, quando si è in vacanza, di evitare di condividerlo sui social. D’estate, periodo con meno gente in città, i ladri d’appartamento sono invece all’opera. A volte per prendere informazioni si aiutano proprio con i social network. È facile reperire nomi e cognomi e scoprire se i proprietari sono in casa o in viaggio, per decidere se tentare un furto.
Per condividere i bei momenti delle ferie estive meglio allora aspettare di essere tornati a casa. E poi, in caso di lunghi periodi di assenza è bene affidarsi a parenti, amici o al buon vicinato per creare una rete di collaborazione in modo da avere sempre qualcuno che possa controllare che in casa sia tutto a posto o dare subito l’allarme al NUE 112.

La Sezione della Polizia Postale della Spezia, nei suoi uffici sulla scalinata Fillia, che affaccia su piazza Verdi, è sempre a disposizione per consulenze specialistiche a mezzo telefono, email ed attraverso il portale istituzionale raggiungibile all’indirizzo http://www.commissariatodips.it
Il dato di andamento nazionale, che corrisponde a quello provinciale locale, è chiaro, nel 2020 con lo scoppio della pandemia, le segnalazioni per reati informatici al Commissariatodips.it della Polizia Postale e delle Comunicazioni sono cresciute del 142% rispetto all’anno precedente.
L’invito è quindi a segnalare casi dubbi per consentire agli agenti di avviare immediati accertamenti ed intercettare gli operatori truffaldini, che vanno inertizzati al più presto, visto che il loro modus operandi è sempre lo stesso: tentare il colpo con alcuni casi, incassare e cambiare rapidamente account e indirizzi, rendendo più complicato se non impossibile rintracciarli nel web. Prova è che la maggior parte delle indagini che compie su truffe on line l’Ufficio spezzino, porta in tutte altre località della penisola, dove poi si procede comunque ad identificare, rintracciare e denunciare gli autori.

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