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Tariffe rifiuti: Acam porta Provincia, Comuni e Arera davanti al Tar

L'azienda chiede l'annullamento degli atti che stabiliscono l'ammontare al ribasso delle tariffe e lamenta l'ammanco di 2,5 milioni di euro.

"Disequilibrio economico finanziario"
Centro di raccolta Piramide

La Spezia - I criteri di calcolo e le tariffe per la raccolta dei rifiuti deliberati sul finire del 2020 dalla Provincia, dai Comuni e di conseguenza da Arera non garantirebbero la sostenibilità economica e finanziaria della gestione del servizio per Acam Ambiente. Lo sostiene la stessa azienda di Via Picco, oggi parte del gruppi Iren, decisa a ottenere soddisfazione di fronte ai giudici del Tar. Nei giorni scorsi, infatti, gli avvocati Daniela Anselmi, Giancarlo Cantelli e Giulio Bertone hanno presentato ricorso ai giudici del tribunale amministrativo lombardo (competente per Arera) chiedendo l'annullamento di un lungo elenco di atti amministrativi e il risarcimento di ogni danno. L'impugnazione del documento dell'ente di Via Veneto e di tutti quelli collegati e avviene contro la Provincia e nei confronti dei Comuni di Pignone, Ameglia, Bolano, Bonassola, Calice al Carnoviglio, Carro, Framura, Lerici, Porto Venere, Sarzana, Brugnato, Riccò del Golfo, Beverino, Luni, Castelnuovo Magra, Sesta Godano, Vezzano Ligure, Arcola, Santo Stefano Magra e Vernazza e di Arera, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente.

I legali dei Acam Ambiente esordiscono nel loro ricorso introducendo il tema: "le tariffe, che sono i prezzi massimi unitari del servizio al netto delle imposte (art. 2 comma 17 l. n. 481/1995), rappresentano per il gestore/concessionario (Acam) il corrispettivo del servizio e devono assicurare l'equilibrio economico-finanziario dell'investimento e della connessa gestione. L’equilibrio economico si raggiunge quando i ricavi coprono quantomeno integralmente tutti i costi in modo da consentire anche una congrua remunerazione del capitale investito. L’equilibrio finanziario è raggiunto quando il gestore è in grado di far fronte con le proprie entrate agli obblighi di pagamento assunti in precedenza e agli investimenti che si rendono necessari".
L'azienda ricorda i confronti e le discussioni che si sono svolti sull'argomento, ma anche e soprattutto che la Provincia, nel suo ruolo di ente d’Ambito, ma anche di ente territorialmente competente "non ha mai tenuto conto delle osservazioni e proposte di Acam", "rideterminando al ribasso quasi tutte le tariffe anche per l’effetto dell’azzeramento in 17 casi su 20 degli indici di miglioramento delle qualità e della gestione del servizio", in antitesi rispetto ai dati forniti dal gestore.
Acam Ambiente ravvede così un "disequilibrio economico finanziario", richiama la Provincia ricoprire non solo il ruolo di validatore, ma anche quello di garante della sostenibilità della gestione e rimarca che avendo inserito 0 a uno o più degli addendi della formula che determina la tariffa del costo di un servizio ha certamente creato un effetto lesivo.
Secondo Acam Ambiente l'ammanco per raggiungere l’equilibrio economico finanziario per il 2020 sarebbe di quasi 2,5 milioni di euro (2.426.107,40) e le ripercussioni si rifletterebbero sugli esercizi successivi, mettendo ulteriormente in difficoltà la società.

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