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Sole e con figli. Alla Spezia le donne pagano il prezzo più alto dell'emergenza

Aumentano su tutti i fronti le richieste ai Servizi sociali del Comune della Spezia. L'assessore Giorgi e la dirigente Branchini: "Timori per lo sblocco degli sfratti. In un anno le richieste di Pronto intervento sociale aumentate del 300 per cento".

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La Spezia - La pandemia, il lockdown, la crisi colpiscono soprattutto le donne sole e con figli a carico. Anche alla Spezia. La maggior parte di loro era impegnata, con situazioni precarie, nel turismo e nell'indotto.
Possibilità, stipendio e prospettive sono sparite con l'arrivo della pandemia. Non è una percezione ma la cruda realtà messa in evidenza, ieri sera, nel corso di una specifica commissione consiliare del Comune della Spezia tenutasi via web.
Se questo è l'identikit di una delle categorie più in difficoltà, a far pensare sono i numeri forniti dall'assessore ai Servizi sociali, Giulia Giorgi, e la dirigente Stefania Branchini.
Il quadro che ne emerge è quello della piena emergenza: con i cittadini afflitti da preoccupazioni differenti in base all'andamento della pandemia. Nella prima fase dell'emergenza, nella quale nessuno sapeva come sarebbe andata a finire, il primo pensiero è stato la spesa al quale il Comune ha risposto erogando e potenziando i servizi già presenti con 300mila euro di buoni aggiuntivi a quelli presenti. A questi contributi si aggiungerà un "paracadute alimentare", come lo ha definito l'assessore Giorgi, pari a 60mila euro.
Ma già ad aprile è emerso un altro spettro: non poter pagare l'affitto. E anche in questo caso sono stati potenziati i servizi con altri fondi, è prevista inoltre un'altra tranche che toccherà chi fino ad ora non ha ancora ricevuto contributi. Ma la recente proroga dello sblocco degli sfratti non fa dormire sogni tranquilli perché potrebbe tramutarsi in un autentico allarme sociale.
Nel corso della commissione, per la maggior parte del tempo, non è volata una mosca, salvo qualche domanda tecnica sui servizi e sull'identikit delle fasce maggiormente in difficoltà.
A parlare è stato il report dell'amministrazione, che ne fornirà un altro ai commissari per possibili e ulteriori approfondimenti.
Dai servizi sociali è arrivata anche un'altra istantanea su quante richieste sono state fatte. Ad elencare i numeri è stata Stefania Branchini: "Il dato che sconvolge è la richiesta al Pronto intervento sociale. Nel 2019 abbiamo avuto 58 situazioni, per le quali siamo stati allertati e che quindi richiedeva nell'immediatezza l'intervento dei servizi. Nel 2020 le richieste sono state 251: una crescita del 300 per cento".
"C'è stata una crescita generale di tutti i servizi - ha proseguito Branchini - tra gli altri dati da mettere in evidenza anche quello relativo alle segnalazioni dei vari enti, dell'autorità giudiziaria: nel 2020 sono state 2240, il 31 per cento in più rispetto all'anno precedente. Sono aumentati sensibilmente anche le richieste da parte delle categorie fragili. Le famiglie con problemi economici e seguite dal servizio sono il 60 per cento in più rispetto al 2019".
Tra i numeri è stato fatto anche un breve punto sulle violenze domestiche. "Il servizio non è mai stato interrotto - ha sottolineato l'assessore Giorgi - abbiamo avuto 71 contatti e nelle case rifugio sono state accolte 14 donne e 11 bambini. Quattro sono uscite dal percorso e visto l'anno così difficile è una conquista. Con la prefettura stiamo facendo un gran lavoro, perché la dottoressa Maria Luisa Inversini ha ripreso in mano tutti i protocolli preesistenti e di conseguenza verranno aggiornati".
L'emergenza però non è finita e il Comune della Spezia sta lavorando su più fronti a partire da una "maxi cabina di regia" con il terzo settore.
"Il coinvolgimento del terzo settore, dell'associazionismo - ha aggiunto Giorgi - è fondamentale. L'emergenza c'è ancora e dobbiamo cercare di far fronte alla situazione. E' chiaro che servirebbe una cabina di regia nazionale, perché un Comune singolo e i suoi servizi sociali non possono affrontare da soli una situazione che desta non poca preoccupazione. Ed è per questo motivo che, assieme a Caritas e altri enti, stiamo puntando a firmare un protocollo specifico che colleghi maggiormente le realtà chiamate in campo. Il protocollo è ampliabile".
Tra gli altri interventi illustrati dall'assessore anche quello del trasporto su prenotazione per i più fragili fornito dalle associazioni del territorio come Auser e Anteas.
"Questi spostamenti sono gratuiti per alcune fase - ha aggiunto l'assessore - ma sono disponibili anche per gli altri utenti che ne fanno richiesta, basterà l'iscrizione alle associazioni".

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