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Sagre, c'è un timido ritorno. I dubbi, le precisazioni e le speranze

L'affissione di alcuni manifesti ha acceso la caccia agli appuntamenti che da sempre caratterizzano l'estate. Ma le serate in programma si contano sulle dita delle mani.

Il punto
Sagre, c'è un timido ritorno. I dubbi, le precisazioni e le speranze

La Spezia - Alcune sono vere e proprie sagre, altre sono prevalentemente feste di paese che nascono con lo scopo di autofinanziare attività di stampo sportivo e non solo. Una differenza non proprio sottile, ma che poco interessa a quel foltissimo pubblico che misura il trascorrere delle settimane estive sulla base dei fine settimana di stampo musical-gastronomico che vengono proposti in provincia e nella vicinissima Lunigiana. Un popolo che da due anni si deve accontentare di riaperture più o meno timide e alla conquista di attività che si avvicinano alla normalità, senza mai toccarla davvero. Almeno sino a ora.
Ma dopo un 2020 di totali rinunce, l'estate 2021 porterà con sé alcuni appuntamenti inaspettati. Ai semafori e sui muri cittadini, infatti, sono rispuntati alcuni tradizionali manifesti dai colori sgargianti, e subito il fiuto degli appassionati più accaniti si è messo in moto per capire se si tratta di casi isolati o di un'ondata che riguarda tutti.
Dopo una breve indagine dobbiamo sentenziare che la risposta giusta è la prima.

Senza dimenticare che a inizio giugno è saltata per il secondo anno la Sagra del raviolo di mare di Marola, possiamo confermare che la stessa sorte toccherà a Gli Orti di Pignone e Pitei 'n cantina, due degli appuntamenti più attesi dell'estate. Se il piazzale della Ringressi di Muggiano rimarrà tutto sguarnito e silenzioso, a Cadimare c'è la rinuncia certa alla Sagra dell'acciuga ripiena mentre a giorni si attende la decisione finale per la Sagra del muscolo: la volontà della Società di mutuo soccorso è di farla, ma il contesto pandemico ed emergenziale potrebbe imporre nuovi paletti e misure che renderebbero pressoché impossibile lo svolgimento della manifestazione.

Sono evenienze, queste ultime, contro le quali sono già partiti gli scongiuri da parte degli organizzatori della Festa dell'Unità del Limone ritenuta un appuntamento immancabile per la sua proposta gastronomica fatta in particolare di spaghetti al verde e muscoli a go-go: i manifesti ne annunciano infatti il ritorno nei fine settimana del 16, 17 e 18 luglio e del 23, 24 e 25 luglio, con l'obbligo di prenotazione e la possibilità di acquistare le pietanze anche per l'asporto.
Sono state fissate ben più avanti le date per lo svolgimento della Sagra da Lumaga della Serra, prevista per il 19, 20, 21 e 22 agosto sulle alture lericine.
Cerchietto rosso intorno alle date del 5, 6, 7 e 8 settembre, invece, per gli amanti della Sagra del polpo di Le Grazie che la Pro loco del borgo marinaro ha già annunciato all'amministrazione comunale e all'Autorità di sistema portuale, richiedendo lo spazio demaniale in concessione.

Insomma, qualcuno ci prova, ma la stragrande maggioranza degli appuntamenti salterà anche nel 2021.
"E' una decisione che è stata presa da molte delle nostre Pro loco - spiega Giorgio Antognoli, presidente provinciale di Unpli, l'Unione nazionale delle Pro loco d'Italia - a causa della situazione sanitaria ed economica che stiamo attraversando. Purtroppo dovremo rinunciare a molte sagre di qualità come la Sagra dell'uva di Vezzano Ligure, la Festa del vino di Tivegna, la Sagra del raviolo di Sesta Godano, la Sagra del fungo di Tavarone, la Sagra del canestrello di Brugnato... Forse, ma è ancora tutto da definire, a Monterosso si potrebbe assistere al recupero della Sagra del limone e dell'acciuga fritta".

Le incertezze sono molte, come avviene un po' per tutto da un anno e mezzo a questa parte, ma per il presidente Unpli rimane una certezza: le sagre sono una tipologia di evento ben preciso, mirato alla promozione e alla valorizzazione di un prodotto tipico del territorio. "Nel 2010 - ricorda Antognoli - abbiamo siglato con il direttore di Confcommercio, Roberto Martini, un protocollo anche al fine di far convivere meglio queste manifestazioni con le attività dei ristoranti. Negli ultimi anni si è registrato un incremento notevole di appuntamenti con le sagre paesane organizzate da gruppi e associazioni prive dei requisiti minimi".
"Il problema - aggiunge lo stesso Martini - sono i tanti, troppi eventi, nati per finanziare questo o quel soggetto oppure semplicemente per fare cassa lucrando su un’attività che, invece, dovrebbe essere propria dei ristoranti. Serve un regolamento regionale che metta fine all’uso improprio di sagre, che oltre a creare concorrenza sleale con le imprese, rischiano di dare un’immagine negativa del territorio nei casi in cui siano organizzate da persone prive della competenza richiesta".

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