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Ultimo aggiornamento: Sabato 31 Luglio - ore 13.54

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Qualità della vita, alla Spezia meglio essere anziani che giovani e bambini

Sul Sole 24 Ore di oggi l'inedita prima volta delle classifiche delle province con il migliore contesto secondo le diverse fasce anagrafiche.

i più e i meno della provincia spezzina
Un gruppo di anziani si attrezza e distanziato osserva quello che succede in piazza

La Spezia - Tredicesimo posto nella classifica che immortala la situazione della qualità della vita della popolazione anziana, 32esimo per quel che riguarda i giovani, 69esimo posto nella classifica dei più piccoli. E' uscita questa mattina con "Il Sole 24 Ore" l'analisi sulla Qualità della vita declinata per i tre target generazionali, in base agli indicatori statistici selezionati dal quotidiano di Confindustria, un lavoro mai pubblicato fino ad oggi. La Spezia si conferma un "paese per anziani", più che per le altre fasce anagrafiche, nell'ossequio della tradizione che vede la Liguria la regione più vecchia d'Italia. Le classifiche premiano tre province molto diverse fra di loro: Cagliari si distingue per essere una provincia a misura di bambi, Ravenna un luogo attraente per i giovani, Trento svetta per il benessere degli anziani. Se per parlare di benessere in generale bisognerà aspettare la tradizionale classifica di fine anno, nel frattempo le tre nuove classifiche “generazionali” (ciascuna composta da 12 parametri) misurano con i numeri la vivibilità dei territorio per bambini, giovani e anziani. Gli indicatori sono stati selezionati per evidenziare particolari aspetti che influenzano la qualità della loro vita. Ad ogni parametro è stato poi assegnato un punteggio per ciascuna provincia da 1000 a 0. E la classifica finale è il risultato della media dei punteggi conseguiti. Ne emerge un quadro nel quale, da Nord a Sud, i divari territoriali assumono purtroppo anche contorni generazionali.

Sud sul fondo, tre le province capofila

Mentre si conferma il ritardo generale del Mezzogiorno che nelle tre graduatorie popola quasi sempre il fondo delle graduatorie, è confrontando i singoli indicatori che si scoprono realtà locali complesse e sfaccettate. Basta fare alcuni esempi sulle tre province capofila. Cagliari, ad esempio, primeggia per numero di pediatri attivi e offre uno dei rapporti migliori tra retta dell’asilo nido e reddito medio dichiarato, offrendo il posto al 27% dei bambini da 0 a 3 anni. Ma scende al 71° posto (sul totale delle 107 province) per qualità della vita dei giovani e al 25° per gli anziani. Tuttavia, nella stessa provincia i residenti sotto i 10 anni sono diminuiti del 14% negli ultimi cinque anni, mentre è cresciuta (+11%) la popolazione anziana. Ravenna e Trento, invece, sembrano unire diverse generazioni: entrambe, oltre ad essere rispettivamente in cima alle categorie giovani e anziani, si piazzano nella top ten anche delle altre due categorie. E negli ultimi cinque anni, in queste due province, la popolazione giovane, tra i 18 e i 35 anni, risulta in crescita, seppur lieve.

Male le aree metropolitane
Nelle tre top ten, inoltre, pesa la quasi totale assenza delle grandi aree metropolitane, ad eccezione di Bologna (già prima per la Qualità della vita 2020) che guadagna l’ottavo posto per benessere dei giovani e il quinto per gli anziani. Milano e Roma appaiono solo nella top ten dedicata agli over 65 (rispettivamente in 10° e in 8° posizione), trainate dagli importi medi delle pensioni. Per i bambini, invece, si piazzano rispettivamente 42a e 18a, penalizzate dal ridotto spazio abitativo (a Milano 50 mq in media per famiglia) e sprofondano al 76° e 106° posto per i giovani, anche a causa delle difficoltà di accesso alla casa ben rappresentate dagli affitti troppo elevati (la cui incidenza a Roma supera il 60% sul reddito medio dichiarato). Male per i giovani anche Napoli (103a), dove si aggiungono le performance negative nel tasso di disoccupazione giovanile e nella minore incidenza di laureati.

Le curiosità
La pandemia ha poi fatto esplodere le disuguaglianze, a volte anche i conflitti generazionali, così come le lacune di alcuni territori. Colpisce il numero medio di studenti per classe, che varia dai 14 di Trieste ai 25 di Parma. A conferma delle crescenti difficoltà per i giovani che vogliono mettere su famiglia, inoltre, il quoziente di nuzialità (più elevato a Bolzano, 3,2 ogni mille residenti) nel 2020 è crollato a causa delle restrizioni imposte per contenere i contagi. L’età media della madre al parto del primo figlio, infine, è risultata ovunque superiore ai 30 anni (più bassa a Siracusa, 30,7 anni).

La provincia della Spezia.
Come detto, non è un "paese per giovani". Tanto meno per bambini, stando alle classifiche dei dati aggretati. Interessante l'approfondimento sulle classifiche singole che, insieme, vanno a produrre quelle generali. Si scopre così che, seno alla sezione "bambini", siamo 48esimi per "tasso di fecondità", 47esimi per il numero dei "posti disponibili in asili nido". Al quarto posto assoluto per lo "spazio abitativo" a disposizione (superficie media/componenti medi delle famiglie - In mq), dietro Nuoro, Belluno e Isernia. Nelle retrovie invece alla voce "scuole accessibili" (senza barriere fisiche - In % sul totale) visto il 104esimo posto, dietro soltanto alle province di Reggio Calabria, Salerno ed Agrigento. Fa impressione anche l'84esimo posto nella classifica "Delitti denunciati a danno di minori" con Genova addirittura in penultima posizione. Passando alla sezione 'anziani', che vale il tredicesimo posto nella classifica generale, la Spezia si piazza ad un'onorevole tredicesimo posto per gli 'orti urbani' (per mq ogni 100 residenti con 65 anni e oltre nel comune capoluogo), al 14esimo posto alla voce 'Inquinamento acustico: esposti presentati', al 22esimo posto per 'spesa per trasporto disabili e anziani', al 14esimo posto per 'spesa per l\’assistenza domiciliare'. Spezia è 18esima per il numero di geriatri (ogni 10mila residenti con 65 anni e oltre), 36esima in Italia per il numero di infermieri impiegati sul territorio. Infine la sezione dedicata ai giovani, che vale il 32esimo posto in Italia: nota dolentissima il 25esimo posto per 'Tasso di disoccupazione giovanile' che pone la Spezia subito dopo le province del sud e delle isole. Ottavo posto per 'Quoziente di nunzialità', che calcola il rapporto tra il numero di matrimoni celebrati nell'anno e l'ammontare medio della popolazione residente. Quindicesimo posto per 'bar e discoteche in rapporto alla popolazione' nella classifica guidata dalla Liguria, visto che Savona ed Imperia sono in cima e Genova è ottava. Eloquente anche il dato sulla partecipazione alle politiche attive che vede la Spezia all'ottantanovesimo posto alla voce 'amministratori comunali con meno di 40 anni'.

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