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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Giugno - ore 23.31

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Pescaggio a Molo Fornelli aumenta fino a 14 metri

Importante svolta nel porto della Spezia. Benefici per la sicurezza potendo disporre di un maggiore spazio d’acqua tra la chiglia e il fondale.

accordo raggiunto
Molo Fornelli

La Spezia - Importante decisione assunta a seguito di una riunione operativa della Commissione Accosti del porto della Spezia di cui fanno parte numerosi membri della comunità portuale. Grazie ad un accordo, infatti, è stata assunta la decisione di aumentare i pescaggi delle navi che scalano il Molo Fornelli Est del porto mercantile della Spezia fino a 14 metri. Ciò a seguito all’analisi dei risultati di specifiche simulazioni di manovra.

Che cosa cambia nel porto spezzino? Attualmente, il pescaggio massimo operativo è di 13.70. A seguito del programma di dragaggio eseguito dall’AdSP, e passando il pescaggio a meno 14.00, La Spezia Container Terminal è ora in grado di offrire vantaggiose condizioni di accosto che apporteranno ulteriori benefici ai propri clienti, aumentando in modo significativo l’appetibilità del porto della Spezia e relativo aumento di traffici.
Infatti, l’aumento di 30 cm sul pescaggio implica la possibilità per le navi di trasportare ulteriore carico a bordo. Si tratta di un valore aggiunto non solo per i clienti che impiegano navi lungo la rotta Asia Mediterraneo (queste ultime sono solite attraccare lungo la banchina del Fornelli Est), ma anche per tutte le unità che scalano LSCT coinvolte su altre rotte transoceaniche.
Oggi, sulla rotta Asia Mediterraneo, le navi impiegate hanno capacità nominali che variano dai 14,000 a 15,000 TEU, ed è intenzione di alcuni consorzi armatoriali aumentare fino a 16,000 TEU. L’incremento del pescaggio è dunque presupposto determinante per soddisfare la crescente domanda del mercato. Vi sarà anche un beneficio dal punto di vista della sicurezza, potendo disporre di un maggiore spazio d’acqua tra la chiglia e il fondale.

Alla riunione, cui ha fatto seguito la lettera ufficiale della Capitaneria di Porto della Spezia che definisce le modalità operative per consentire le manovre di ormeggio e disormeggio alle portacontenitori, erano presenti: il C.V. (CP) Giovanni STELLA (Comandante della Capitaneria di porto della Spezia); il C.C. (CP) Giulio COLOTTO (Capo Servizio Sicurezza della Navigazione e Portuale); il 1° M.llo NP Francesco LONGOBARDI (Nostromo del porto); il C.l.c. Roberto MAGGI (Corporazione piloti del porto della Spezia); Alberto SANDRE (Rimorchiatori Riuniti Spezzini); Walter MARIOTTI (Capo Gruppo Ormeggiatori del porto della Spezia); Davide VETRALA (Autorità di Sistema Portuale M.L.O.); Walter CARDACI (L.S.C.T. S.p.A.); Alessandro PELLEGRI (L.S.C.T. S.p.A.).

Sono stati per ora esclusi ulteriori incrementi di pescaggio, in considerazione dell’attuale morfologia dei fondali. Questa possibilità verrà affrontata una volta eseguite le previste operazioni di bonifica e dragaggi, previsti per settembre 2022.
Restano invariate le prescrizioni di sicurezza già previste dalla Capitaneria di porto della Spezia per unità con pescaggi fino a 13,70 mt, mentre per unità con pescaggio da 13,71 mt a 14,00 mt le manovre, almeno in una fase iniziale, dovranno essere eseguite in orario diurno con l’ausilio di due piloti (sia in ingresso che in uscita), tre rimorchiatori di adeguata potenza con un ulteriore rimorchiatore disponibile all’occorrenza in banchina. Naturalmente verranno esaminate di volta in volta in sede Commissione Accosti marea favorevole e condizioni meteomarine.

Il C.V. Stella, ha avanzato una proposta all’ADSP, da questa accolta- ai fini cautelativi riferiti alla sicurezza della navigazione e in accordo con la Corporazione Piloti –, un monitoraggio dello stato dei fondali del porto interessato dall’ingresso/uscita e del bacino di evoluzione delle navi di particolare pescaggio (sostanzialmente dal canale di ingresso del porto fino all’accosto del Molo Fornelli), attraverso l’effettuazione, da parte di una società specializzata e certificata, di un’analisi batimetrica, da realizzarsi almeno due volte l’anno (entro il 30 giugno ed entro il 31 dicembre).

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