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Nuovo ospedale, a fine maggio il parere sui 104 milioni statali

Si attendono la composizione e la prima riunione del Comitato istituzionale di gestione e attuazione dell’accordo.

Il sottosegretario Costa in commissione

La Spezia - Entro una decina di giorni, al massimo due settimane, ci saranno novità sul progetto del nuovo ospedale. Intorno alla fine del mese di maggio, infatti, si dovrebbe riunire il Comitato istituzionale di gestione e attuazione dell’accordo (Ciga) che si esprimerà sulle pratiche relative alla struttura attesa al Felettino.
Lo ha spiegato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, nel corso dell'audizione di oggi pomeriggio di fronte ai membri delle commissioni III e IV riuniti in seduta comune, per quanto virtuale.

I presidenti Fabio Cenerini e Oscar Teja, ringraziato Costa per la presenza e l'impegno sul fronte della salute degli spezzini e non solo, hanno dato la parola al collega consigliere di La Spezia popolare, che ha ripercorso le tappe dell'iter autorizzativo del nuovo progetto.
"Il 19 marzo 2021 la Regione ha inviato al ministero della Salute la comunicazione di nuovo avvio della procedura affinché venga data l'approvazione all'utilizzo dei fondi statali già assegnati, all'incirca 100 milioni di euro. Il 14 aprile da Roma sono state richieste alcune integrazioni come il Piano economico finanziario e il piano di fattibilità: visto che si tratta di una variante è necessario approfondire certi aspetti. Il 19 aprile la Regione ha spedito la documentazione e il 6 maggio c'è stato una ulteriore richiesta di supplemento all'istruttoria, in particolare riguardo al documento sui coefficienti del Piano economico finanziario. Infine il 17 maggio, due giorni fa, è pervenuta l'integrazione al ministero e pertanto oggi ci sono tutti gli elementi per procedere alla valutazione. Questa sarà affidata al Ciga, organismo composto da tre membri governativi e tre regionali, con competenze che a vario titolo vanno dalla programmazione sanitaria alle questioni contabili e finanziarie. Presto saranno indicati i nominativi dei componenti e ritengo pertanto che entro la fine di maggio ci sarà la riunione della commissione che si esprimerà sul progetto del nuovo ospedale spezzino".

Il consigliere di Leali a Spezia, Guido Melley, ripercorrendo i quesiti che l'opposizione pone da tempo ha posto una fitta serie di domande al sottosegretario, prevalentemente legate alle questioni monetarie: "Nel piano finanziario sono previsti 104 milioni di provenienza statale e 74 milioni di euro messi sul piatto dalla Regione, che però ha dichiarato più volte tramite il presidente Toti che spera di recuperare la somma dal riparto sanitario per poterla utilizzare per altri interventi di edilizia sanitaria. E non dimentichiamoci dei 23,5 milioni dell'accordo di programma del 2017, che sono rimasti un po' nel limbo. Ecco, vorremmo sapere che fine hanno fatto, se sono recuperabili o meno. E poi: è ipotizzabile l'utilizzo dei fondi del Recovery per la quota di spesa di parte pubblica? E, infine, ci preoccupano il costo della quota di finanziamento privato, che potrebbe essere coperto con un prestito bancario e sul quale c'è un esposto di associazioni e comitati, e l'applicazione del decreto Balduzzi. Ci sarà riduzione dei servizi sanitari? E' interesse del parlamento modificare questa norma?".

Puntuali le risposte di Costa, che riguardo al recupero dei 23,5 milioni previsti dal precedente accordo di programma ha tranquillizzato gli interlocutori: "Si possono recuperare con un nuovo accordo di programma. Per quanto riguarda i 74 milioni della Regione, il ministero sta per procedere allo stanziamento dei riparti e pertanto è possibile che l'amministrazione ligure possa decidere di utilizzare il denaro proveniente da Roma per svincolare quella somma dall'ospedale spezzino. Per quanto riguarda l'utilizzo di soldi del Recovery: le Regioni dovranno presentare un piano sanitario, con richieste e priorità. Ci auguriamo che nel piano ligure ci siano richieste anche per il nostro territorio. E' un tema di competenza specifica regionale".
Costa ha aggiunto che riguardo al decreto Balduzzi è in atto un percorso di possibile revisione, visto che la pandemia ha evidenziato che la sanità non è fatta solo di numeri, e che se si vuole intervenire per migliorare la medicina del territorio difficilmente si potrà ragionare in meri termini di bacini di appartenenza.
"Sull'esposto presentato contro l'entità del ritorno per i privati - ha continuato Costa - la magistratura contabile deciderà il da farsi, ma anche all'interno dello stesso Ciga verranno fatte valutazioni economico-finanziarie su questo aspetto. La scelta di ricorrere ai privati e non all'accensione di un mutuo? E' legittima ed è di competenza regionale, non ministeriale. Il Ciga valuterà legittimità e fattibilità, ma bisogna rimandare la discussione a posteriori".

I commissari Lorella Cozzani, Massimo Caratozzolo e Lorenzo Focieri hanno nuovamente ringraziato Costa per la presenza, le informazioni e l'impegno, e lo stesso ha fatto l'assessore comunale alla Sanità, Filippo Ivani.
Il totiano Enzo Ceragioli ha proposto di fissare un appuntamento per rifare il quadro della situazione all'indomani della riunione del Ciga, mentre Jessica De Muro, esponente del M5S, ha chiesto quali scenari si possano aprire a seconda del parere del comitato.
"Se parere sarà positivo, la Regione potrà bandire la gara come è stata strutturata. In caso contrario ci saranno probabilmente delle richieste o delle prescrizioni di cui l'amministrazione regionale dovrà tenere conto", ha risposto Costa.

Sul finale della seduta è stato lanciato un nuovo appello per il ritorno alle commissioni e al consiglio comunale in presenza nel quale, oltre a Costa che ha scherzano: “Non vorrei servisse un decreto...”, si sono distinte le voci di Federica Pecunia, Forcieri e Cozzani. Il tema, come riportato qui, è quanto mai sentito.

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