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Niente fiera ma porchetta e dolciumi li mettono i commercianti | Foto

La presenza del mercato settimanale, l'apertura di Piazza Cavour e i menù speciali da asporto di bar e ristoranti ricordano l'atrmosfera. San Giuseppe finisce così... in maniera ordinata.

uno strano venerdì

La Spezia - San Giuseppe scivola via, al calar del sole. Di questo strano venerdì, non di fiera, restano l'assenza del profumo di brigidini, croccante e porchetta che si mescolano al salmastro anche se stamani, all'ora di pranzo in qualche viuzza del centro, ha fatto capolino l'odore d'aglio proveniente da qualche cucina casalinga. Non ci si attarda con sacchetti pieni di ninnoli e l'oggetto fiera per il quale, ogni anno, si fa una specie di toto scommesse, cercando di capire quale potrebbe essere il più venduto. Intanto, il generale Garibaldi dal suo destriero rampante ha fissato i giardini silenziosi, senza chiacchiericci. Lui che esattamente dieci anni fa venne circondato dalle fiamme per in incendio divampato proprio tra i banchi (leggi qui) presenti in quella zona.
Per il secondo anno consecutivo la città ha rinunciato, per evidenti questioni pandemiche, alle giornate dedicate al santo patrono. E a pensarci, sarebbe stata davvero un'edizione perfetta forse un po' freddina. In una giornata come questa, se l'amarcord è doveroso, non bisogna dimenticare che qualcuno ce l'ha messa tutta e, in parte, ha provato a colmare il vuoto lasciato dai palloncini mai gonfiati e dal banchetto dello zucchero filato assente. Sono gli operatori del mercato del venerdì, molti dei quali presenti anche in fiera, che con un'ordinanza del Comune hanno potuto lavorare sia nell'area dei giardini che in Viale Garibaldi.
"E' una giornata come un'altra - spiegano da un banco di biancheria - prima della pandemia giravamo spesso per i mercati, anche fuori provincia e regione, ma adesso certamente no. Sono trent'anni che lavoriamo e abbiamo fatto tante fiere. Le tasse da pagare ci arrivano comunque e siamo in un mercato diviso. Qua è vero, c'è un bel passaggio, ma il mercato deve stare unito".Dello stesso avviso anche un'altra collega: "O tutti o nessuno. Sono mesi che siamo divisi e noi vorremmo stare assieme".
Sempre da Viale Mazzini una signora in visita al mercato racconta: "So che non è la fiera, però insomma oggi è pur sempre San Giuseppe". Un'altra anziana racconta: "E' tanto tempo che non esco, oggi ne ho approfittato perché è davvero una bella giornata. Non venivo al mercatino da un po', l'ultima volta i banchi erano ancora tutti insieme in Viale Garibaldi. Mi piace molto questa sistemazione è più ariosa".
Oltre agli operatori del mercato settimanale si è lavorato anche al mercato di Piazza Cavour . Per l'occasione la piazza ha cercato di indossare l'abito buono offrendo prodotti che solitamente si trovano in fiera: dalla porchetta, ai brigidini alle noccioline caramellate dette "addormenta suocere".
Per gli operatori di Piazza Cavour, Rosy Brancaleone ha raccontato: "Due anni fa eravamo chiusi, quest'anno abbiamo voluto esserci. Stamani gli operatori c'erano tutti. Molti colleghi hanno cercato di portare un tocco di fiera: c'è chi ha preso la porchetta, chi i brigidini. Il passaggio c'è stato, la gente era contenta e la porchetta era tutta prenotata. E' stata una giornata positiva, un po' diversa dalle altre. Il nostro lavoro è esserci anche nelle circostanze più difficili".

Non è stato un tentativo di rimpiazzare la fiera, ma si potrebbe dire che oltre alla possibilità di lavorare, che da un anno a questa parte sembra un lusso, i commercianti hanno cercato un metodo per far soffrire meno gli spezzini. E se così hanno fatto i mercati, bar e ristoranti non sono stati da meno: menù da asporto speciali con panini e focaccia con la porchetta, poi qualche audace ha sfoggiato anche il lampredotto.
La giornata è scivolata via così, tutto sommato tranquilla con qualche presenza in più nel pomeriggio, ma tutto in maniera ordinata con il presidio costante delle forze dell'ordine. Senza assembramenti e panchine in Piazza Sant'Agostino e Piazza del Bastione dove la solitaria sedia, con il cartello "Levate le panchine? Portemo e careghe" è diventata un monumento temporaneo, fino a lunedì, quando torneranno le sedute classiche che tutti conoscono. Si spengono le luci, gli amici se ne vanno, per citare il testo di Franco Califano, e Spezia saluta uno strano venerdì, un altro San Giuseppe... senza la fiera.

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