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Murati vivi al sindaco: "A quando l'amarezza per le mancate bonifiche?"

La lettera aperta: "Mai una menzione a proposito dei doveri della Marina militare".

"150 anni di confinamento"

La Spezia - "Caro sindaco, come lei ben sa da mesi cerchiamo un dialogo con le istituzioni a riguardo dei temi sui quali ci battiamo da anni. Come lei ben sa il consiglio comunale approvò unanimemente la costituzione di un tavolo di confronto con le realtà locali e le istituzioni riguardo al destino delle aree militari, con particolare priorità per l'ottenimento della bonifica di tali aree dai veleni che vi sono presenti. Apprendiamo la sua amarezza per il fallimento del tavolo istituzionale sul futuro delle aree militari, tuttavia ci chiediamo, quale tavolo? Per discutere di cosa?". Si apre così la lettera aperta diffusa dal gruppo Murati Vivi Marola e indirizzata al primo cittadino Pierluigi Peracchini.

"Alla sua amarezza non può che seguire la nostra - si legge ancora -, e quella dell'intera comunità marolina, che evidentemente vede le proprie istanze, di civiltà e oseremo dire universali, se intendiamo la salute e la salubrità dei luoghi in cui viviamo, ancora una volta dimenticati nel dedalo della propaganda politichese. I temi della bonifica dalle centinaia di migliaia di metri quadri di amianto, della presenza di una discarica piena di veleni come il campo in ferro, dalla presenza di tonnellate di scheletri di navigli abbandonati nelle vasche di San Vito (la lista potrebbe continuare enormemente), non appaiono mai né nelle amarezze, né negli atti della politica spezzina che ha onere ed onore di governare la città, la regione o il paese. Ci chiediamo dunque se la sua amarezza sia figlia di un mancato ottenimento di qualche stallo di parcheggio, o di qualche autorizzazione per aree di pertinenza dello stadio".

"Se così fosse - proseguono i Murati Vivi-, visto e considerato che ad oggi non si è degnato di costruire un dialogo né con le associazioni che portano avanti battaglie di civiltà né con la comunità marolina, riteniamo grave che ad oggi le uniche sue parole di indignazione nei confronti di un corpo ormai estraneo al tessuto sociale e produttivo del territorio, come la Marina militare, avvengano senza menzionare i doveri che questa estensione dello Stato dovrebbe essere richiamata a espletare. Sarebbe doveroso ricordare che, al netto della presenza dei veleni da bonificare, i marolini sono 'costretti' a suonare il campanello per andare alle proprie imbarcazioni, dislocate nella splendida cornice del cimitero dei navigli di San Vito e dello scempio di capannoni in eternit. In questi anni non solo l'umiliazione di identificarsi per andare verso le proprie proprietà, in un'area che era della comunità, ma anche il vedersi negare la possibilità di adeguare l'area stessa, come è accaduto a Cadimare".

"La situazione generata dalla pandemia e le enormi possibilità che potrebbe venire dall'utilizzo del Recovery Fund - conclude il gruppo - non danno adito a dubbi, se la volontà politica indirizzasse le scelte verso determinati orizzonti. Tuttavia ad oggi sentiamo parlare solo di poche decine di posti di lavoro (che risulterebbero figli di prepensionamenti e di avvicendamenti da ruoli militari a civili) e non del futuro delle aree militari, mentre, dopo 150 anni di confinamento dietro ad un muro, sarebbe opportuno costruire un fronte di dialogo con le parti sociali e le realtà territoriali, al fine di ottenere: 1. la bonifica delle aree, 2. un percorso di partecipazione per il ridisegno della città nei prossimi 30 anni. Alla sua amarezza è seguita la gioia per la nomina della sottosegretaria alla Difesa, la senatrice Pucciarelli. E' bene ricordare che la senatrice non ha mai messo piede a Marola, mentre ha visitato più volte l'Arsenale, senza peraltro esprimere mai un parere o una riflessione sulla necessità di bonificare quelle aree. Ci auguriamo che alla sua gioia corrisponda un impegno da parte del nuovo membro del governo, a partire dal rispondere alle interrogazioni parlamentari che sono state presentate in merito allo stato di abbandono e di bonifica che i governi precedenti hanno finanziato. Non smetteremo di portare le istanze di una borgata avvelenata e privata del suo mare nelle istituzioni democratiche che dovrebbero rappresentare gli interessi dei cittadini. Pertanto rinnoviamo la nostra disponibilità al confronto e la salutiamo cordialmente".

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