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Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Giugno - ore 21.49

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Mazzini e San Nicolò, sindacati pronti a tutto contro i tagli delle ore

Nel passaggio della gestione a Coopservice sono stati paventati una forte riduzione del lavoro e il ricorso agli ammortizzatori sociali. Le sigle: "Possibile accedere a Fsi senza ridurre il monte ore".

L'appelo a Comune e Asl
Mazzini e San Nicolò, sindacati pronti a tutto contro i tagli delle ore

La Spezia - I 118 lavoratori e i sindacati della Rsa Mazzini e del San Nicolò di Levanto sono pronti a incrociare le braccia e scendere in piazza contro la proposta che Coopselios e Asl 5 hanno elaborato per il nuovo affidamento della gestione delle due strutture. L'azienda lamenta la carenza di ospiti (oggi sono 11) e propone un'organizzazione del lavoro che lascerebbe a casa una parte dei dipendenti (nemmeno inseriti nel capitolato d'appalto) e ridurrebbe in maniera sensibile il monte ore degli altri, ricorrendo al Fondo di integrazione salariale.
Giovedì Cgil, Cisl e Uil incontreranno Asl 5 e Comune della Spezia, proprietari delle strutture, e chiederanno che non ci siano riduzioni di orario per i dipendenti, visto che dovranno ricorrere agli ammortizzatori sociali.

"Non siamo in condizione di accettare questa proposta - dichiara Mirko Talamone, segretario provinciale di Fisascat Cisl - che è opposta rispetto a quello che ci avevano detto Asl, Kcs e Elleuno. La riduzione delle ore è inaccettabile, su tutte figure professionali, eccezion fatta per gli infermieri, che sono talmente pochi che il problema non si pone. A Levanto è stato paventato un minutaggio minimo per ogni paziente, con un taglio del 30 per cento delle prestazioni, passando da tre a due Oss nei turno del giorno e da due a uno di notte".
Il segretario della Filcams Cgil, Luca Comiti, ha ricordato come le sigle chiedano da tempo un'interlocuzione con Asl e Comune, ma vediamo che quello che viene detto durante gli incontri e la realtà c'è una bella differenza. Ridurre i tempi del servizio significa meno assistenza e meno possibilità di ricovero per chi ha bisogno. Ma non c'è solo il comparto sociosanitario: ci sono addetti alle pulizie, alla mensa, alla lavanderia, gli autisti... tutti lavoratori che hanno già subito una riduzione delle mansioni nel passaggio da Operosa a Kcs e che ora ne rischiano un'altra. Maris è disponibile a prendere in carico alcuni addetti alle pulizia, ma la situazione è drammatica anche per 16 persone che lavorano in lavanderia e per 8 addetti alla ristorazione che rimarrebbero in carico a Kcs in Fis, in attesa, forse, di un trasferimento verso Cir? Dovevamo arrivare a questo punto con le idee chiare, invece solo ieri ci sono stati comunicati questi problemi. Lo ribadiamo ancora una volta: nella sanità rischiamo la bomba sociale, le vertenze sono tante".
Massimo Bagaglia, segretario provinciale Uil Fpl, è entrato ancor più nel dettaglio: "Tre amministrativi e cinque centralinisti non sono previsto dal bando, mentre due psicologhe verrebbero messe a 20 ore al mese... Stiamo parlando di professioni sanitarie che nel resto d'Italia si affannano a cercare. Oss e fisioterapisti, che vengono già da un anno difficile, passerebbero da 165 ore a 93 con la Fis e di conseguenza c'è chi si vede ridurre lo stipendio da 1.400 euro a 680. I lavoratori sono disponibili a fare i sacrifici fatti sin ora nella speranza che siano integrati con l'attuale contratto e messi in Fis, con uno stipendio decoroso. Nei tempi di durata dell'ammortizzatore sociale si cercheranno alternative".
Stando ai numeri riferiti da Franca Passoni, della segreteria della Fp Cgil, a Levanto ci sarebbero Oss che si vedrebbero ridurre le ore mensili da 165 a 129, ma anche da 130 a 80, con ripercussioni ben immaginabili sul reddito. "Ci potrebbero essere dei recuperi dovuti ai servizi domiciliari, ma niente di più. Per quanto riguarda la Mazzini, invece, non ci è stato ancora detto niente. Per chi si vede lo stipendio dimezzato si può parlare di licenziamenti mascherati perché si tratta di cifre che sono molto al di sotto della soglia di sussistenza e i lavoratori sono di fatto costretti a cercare un'altra occupazione".

Pulizie e lavanderia sono i due servizi di cui si è occupato Marco Furletti, segretario provinciale di Uiltrasporti: "Si parte da una situazione diversa: Maris svolgerà le mansioni di pulizia e si è resa disponibile ad assumere tre unità per servizi fuori struttura, forse in un cantiere navale. Restano sette persone, che si dovranno spartire una ventina di ore... Nel reparto lavanderia, invece, è stato paventato di ridurre il personale da sei a uno. Ci aspettiamo risposte serie al tavolo tecnico. Meno di un mese fa Asl e Comune si erano assunti l'impegno preciso della ricollocazione del personale, ma non c'è stato ancora nessun incontro. Siamo stati chiamati alla corresponsabilità, ora rilanciamo noi la palla sul campo di Asl e comune. La nostra non è una richiesta di assistenzialismo, ma certo le responsabilità di questa situazione non sono dei lavoratori".
Giacomo Battistelli, della Uiltucs, è intervenuto infine per porre l'attenzione sui lavoratori delle mense: "Sono 8 persone che non fanno parte dell'appalto perché il servizio è stato esternalizzato. C'è un accordo con Cir per la loro assunzione? Siamo nel campo delle supposizioni, l'azienda non è stata convocata a nessun tavolo. Serve un impegno politico: chi ha creato queste condizioni deve occuparsene".

Parole rivolte ad Asl e Comune, che avrebbero dovuto effettuare da anni i lavori di ristrutturazione della Mazzini per i quali saranno necessari come minimo 12 mesi. "Chiediamo quanto avevamo concordato, ovvero di poter contare sul sostegno delle istituzioni per traghettare questi lavoratori verso una soluzione", concludono le sigle.

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