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Linee prese d'assalto. E i sindacati di Atc: "Mezzi nuovi restano in deposito"

Gli autobus per il mare sono già stracolmi di passeggeri e bisogna attendere anche quattro corse per poter salire. Intanto una decina di autobus nuovi di zecca non si muovo dal piazzale di Mazzetta per questioni contrattuali.

Corto circuito
Linee prese d'assalto. E i sindacati di Atc: "Mezzi nuovi restano in deposito"

La Spezia - "Un macello". "Un assalto alla diligenza". Sono queste alcune delle espressioni utilizzate da una lettrice per descrivere quello che ha vissuto ieri pomeriggio nel suo difficilissimo viaggio di rientro da Porto Venere. "Linea completamente intasata e attesa lunghissima: ho dovuto aspettare il quarto autobus prima di poter salire per ritornare in città". Problemi che si ripetono di anno in anno e che in epoca di Covid-19 e di capienze ridotte (attualmente in Liguria è in vigore il tetto dell'80 per cento) avrebbero dovuto essere ridotti al minimo.
"Faremo un'estate con mezzi vetusti e con gli impianti di condizionamento che spesso non funzionano, causando gravi disagi per gli utenti e per gli autisti. Questa è la nostra organizzazione aziendale", commenta Giuseppe Ponzanelli, della segreteria provinciale Uiltrasporti.
Criticità, quelle sulle linee per Lerici e Porto Venere, che potrebbero essere ridotte con l'entrata in servizio dei nuovi mezzi a metano acquistati nell'ottobre scorso, ma che, per un motivo o per l'altro, trascorrono la maggior parte del tempo fermi in deposito. E il motivo della quiescenza sarebbe da cercare nel contratto di acquisto stipulato a suo tempo da Atc esercizio. Il full service stipulato, che riguarda 12 mezzi (8 Man e 4 Crossway), sarebbe infatti limitato ai 50mila chilometri, troppo pochi non superare la soglia con l'utilizzo sulle linee in questione, costringendo così a classificare nove vetture per linee brevi o come mezzi sostitutivi. Solamente due dei bus a metano immatricolati nel parco Atc vengono utilizzati con costanza (quelli arrivati più tardi nel Golfo) e hanno chilometraggi di circa 27mila e 34mila chilometri. Per gli altri lo scarso utilizzo si legge chiaramente sul contachilometri, con valori che oscillano tra i 9mila e i 18mila chilometri percorsi.

Una situazione che la Filt Cgil ha deciso di denunciare pubblicamente. "I nuovi autobus a metano, fiore all'occhiello dell'azienda, quest'estate resteranno fermi in deposito. Una situazione veramente surreale. Qualcuno non si è accorto che avevano già percorso i chilometri stabiliti all'atto dell'acquisto con un contratto di leasing. Tre anni di sacrifici buttati al vento. Il rinnovo di oltre un terzo del parco mezzi e l'affidamento in house del servizio offuscati da un errore stile "dilettanti allo sbaraglio".
La sigla di categoria della Cgil rincara la dose riferendo di banali dimenticanze: "I nuovi autobus non sono stati testati sulla linea per Porto Venere, notoriamente una delle più complicate della provincia: adesso ci si accorge, solo dopo averli acquistati, che non riescono a girare regolarmente dentro al paese di Le Grazie. Sarà bene, se si vuol intraprendere un percorso duraturo e serio per i prossimi 10 anni, che si faccia una riflessione attenta sulla parte tecnica dell'azienda, altrimenti i sacrifici dei lavoratori saranno vanificati. Come Filt Cgil invitiamo l'azienda ad un confronto serio ed urgente per trovare una soluzione e rimettere in strada i nuovi mezzi".

La Uiltrasporti va se possibile oltre, ricordando anche le altre vertenze sul tavolo. "Ci aspettiamo risposte anche sulla problematica del vestiario per il personale, sulle assunzioni di interinali da un mese all'altro, legittime, ma non propriamente coincidenti con le modalità di assunzione di un'azienda pubblica. Per quanto riguarda i mezzi, in parco vetture di 250 unità in cui finalmente sono stati introdotti autobus nuovi, si viene a conoscenza oggi del fatto che il full service stipulato non copre il reale utilizzo che dovrebbe essere fatto. Questo fa riflettere: se l'azienda non è in grado di portare i tecnici nella stesura dei contratti succedono queste cose. Il problema è serio e chi deve fare delle riflessioni è giusto che le faccia. E se ci sono da pagare delle penali è doveroso che siano a carico di chi ha la responsabilità di questa vicenda", concludono senza mezzi termini da Via Persio.

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