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Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Luglio - ore 22.29

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Le "Aquile goffe" del Cai spezzino in vetta al Gran Paradiso

Alpinismo per (quasi) tutti
Le "Aquile goffe" del Cai spezzino in vetta al Gran Paradiso

La Spezia - “Aquile Goffe” è un progetto del Club alpino italiano - Sezione della Spezia per permettere il superamento di 4.000 metri di quota a persone che, abituate a quote inferiori ma preparate tecnicamente ed atleticamente, possono realizzare grazie agli istruttori qualificati che il Cai ha plasmato.
La Sezione della Spezia ha organizzato, per i propri iscritti, la seconda escursione (la prima nel luglio 2020 dove venne affrontata la salita del Monte Rosa Punta Gnifetti) del programma annuale, “Aquile goffe - Un quattromila alla portata di molti: il Gran Paradiso (4061m)” .

"Si è trattato di una tre giorni (2, 3 e 4 luglio) di grande effetto e bellezza - spiegano dal Cai spezzino -. E' questa la ripartenza per le gite di gruppo in quota che la nostra sezione ha deciso di affrontare nel 2021; un titolo molto singolare che necessita di una breve spiegazione: chi frequenta regolarmente la montagna spesso arriva ai 3000 metri di quota ma difficilmente supera i 4000 metri… Sono “solo” 1000 metri di differenza ma in questo spazio risiede un grande salto di qualità per l’impegno psicofisico al quale una persona si sottopone; le “aquile goffe” , nel gergo degli alpinisti, sono i frequentatori con esperienze fino ai 3000 che, grazie alla presenza di alpinisti esperti della Scuola Alpinistica Muzzerone quali Stefanelli e Ravenna, hanno potuto affrontare il grande salto… senza eccessive goffaggini".

Il racconto
La partenza da Sarzana sollevava molti dubbi circa la variabilità del meteo, in continua evoluzione infatti l’ultimo aggiornamento aggiornamento dava per sabato tempo discreto fino alle 14-15, poi pioggia e neve ad alta quota… per domenica brutto…. Arrivati in Val D’Aosta, dalla partenza del sentiero per il rifugio Vittorio Emanuele, non abbiamo più potuto aggiornarci circa il meteo per la mancanza di segnale telefonico e linea dati quindi Emanuele e Tiziana hanno pensato di valutare il meteo istante per istante: l’arrivo al rifugio è avvenuto nei tempi prefissati e il gruppo (26 persone) era motivatissimo e molto preparato.
Sistemate le attrezzature siamo andati a vedere la partenza per la salita dell’indomani alla vetta, alzandoci di 200m di dislivello rispetto al rifugio.
Riposo e cena abbondante... Purtroppo una ragazza del gruppo ha accusato problemi e la mattina ha deciso di restare al Rifugio.
Sveglia alle 3 del sabato e colazione alle 3.30, partenza alle 4: tutto procede bene, all'arrivo sul ghiacciaio ci leghiamo e formiamo 7 cordate.
Il meteo è pessimo, nuvoloso e minaccia pioggia, ma procediamo nei tempi e con le dovute pause: il ghiacciaio è piuttosto ripido, 7 km per 1300m di dislivello per giungere alla vetta ma il gruppo continua senza problemi sempre sotto l’attenta osservazione di Tiziana ed Emanuele che , ad ogni passo , valutano che si possa ancora procedere in relativa sicurezza.
Arrivati a circa 100m dalla vetta comincia il vento e le prime nebbie, che si intensificano sempre più... aumentiamo il passo e arriviamo alle rocce terminali... il meteo peggiora sempre più, la visibilità è scarsa, c'è vento forte e nevischia... invertiamo le cordate e i due istruttori decidono di procedere velocemente verso il basso, nessuna foto di rito di gruppo, non c'è tempo da perdere.
Scesi di 400-500m il meteo inizia a migliorare , ritorna la visibilità quindi rallentiamo e ci prendiamo i nostri tempi... Sulle montagne intorno si vedono temporali e neve , al rifugio veniamo informati della disgrazia avvenuta sul Monte Rosa nella quale hanno perso la vita due ragazze ed inoltre anche una cordata sopra di noi in vetta si è persa nelle nebbie, ritrovata poi dall'elisoccorso. Arrivati tutti al rifugio, stanchi, ma felici...26 in vetta al Gran Paradiso, unico quattromila completamente in territorio italiano… festeggiamo con birra e vino, e cibo a volontà.
L'indomani, per finire, traversata dal Vittorio Emanuele al rifugio Chabot e poi discesa a valle verso l'autobus… un sintetico “diario di bordo” che ci riempie di orgoglio… un grazie di cuore ai due accompagnatori che, grazie alla loro capacità, hanno permesso questa bellissima esperienza… il numero dei + 4000 si assottiglia… deve andranno le “Aquile Goffe” il prossimo anno?

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