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La città omaggia Guido Coccia, 34 anni a bordo del Vespucci

Fu prima nocchiere e poi nostromo della nave scuola più famosa del mondo. Da ieri l'area di fronte a Porta Ospedale si chiama Largo Guido Coccia.

Nel 90esimo anniversario del varo
Nave Vespucci all'ormeggio all'interno dell'arsenale per Seafuture

La Spezia - La sagoma inconfondibile dell'Amerigo Vespucci sarà per sempre legata alla Spezia e al suo arsenale. E lo stesso varrà per il nome di Guido Coccia, che del veliero della Marina militare è stato nostromo tra il 1973 e il 1981, dopo una lunga gavetta da nocchiere. Nella giornata di ieri, 90esimo anniversario del varo della nave scuola, la giunta comunale ha infatti approvato una delibera che intitola "Largo Guido Coccia" l'area antistante Porta Ospedale delimitata da Viale Fieschi.

Il capo nocchiere di prima classe Guido Coccia è stato un sottufficiale della Marina Militare, nato nel 1928 a Nocera Umbra e venuto a mancare il 23 febbraio 1999.
A 19 anni frequentava il corso per sottufficiali nocchieri della Marina Militare che si teneva a bordo della nave a vela "Cristoforo Colombo", un tre alberi quasi gemello dell'"Amerigo Vespucci".
Non riuscì però a terminare il corso sul "Colombo", perché la nave, venne ceduta all'Unione Sovietica e nel 1947si trasferì sull'Amerigo Vespucci che sarebbe stata la sua casa per ben 34 anni. Il corso fu superato brillantemente e mentre la maggior parte dei colleghi sbarcava per raggiungere altre destinazioni, Coccia fu prescelto per essere inserito nell'equipaggio fisso della nave-scuola.
Coccia, prima da sergente, poi da secondo capo, ed infine da capo anziano, è stato per anni l'uomo di punta.
Le sue lezioni sui nodi, sulla nomenclatura del piano velico, sulle manovre, erano diventate delle vere e proprie istituzioni: aveva anche escogitato i sistemi più validi per fare ricordare nomi non davvero facili e si avvaleva di una innovativa attrezzatura didattica che si era costruito lui stesso con i mezzi di bordo.
Passando dalla teoria alla pratica, Coccia entrava nel suo elemento: lo ricordano sull'alberatura e in coperta quando dirigeva come un direttore d'orchestra gli allievi che salivano a riva per serrare e bordare le vele. Lo chiamavano a bordo "fischio d'oro" perché i suoi trilli erano inconfondibili, sia che impartiva gli ordini agli allievi sia che conversava con gli altri nocchieri.
Gli allievi che capitavano nella squadra di Coccia venivano contagiati da questa sua forma di entusiasmo e capivano subito che con un tale istruttore non c'era modo di farla franca: dovevano imparare tutto e bene senza mezzi termini. E avevano in più la soddisfazione di trovare, insieme al maestro, un amico paziente e simpatico.
Senza contare che nell’esercizio della propria funzione Coccia introdusse novità tecniche in ordine alle modalità di conduzione del veliero.
Questa è la vicenda di un uomo che al servizio della sua Patria, della sua Arma e della sua bruciante passione per la navigazione ha lungamente vissuto a La Spezia trovandovi l’ambiente ideale per realizzare pienamente la propria vocazione.
Ha trascorso tutta la vita professionale a bordo dell’”Amerigo Vespucci”, 34 anni di vita a bordo, 34 crociere e pre-crociere, per complessive 500 mila miglia.
Nella sua vita ha ricevuto numerose benemerenze quali: Cavaliere della Repubblica, Cavaliere all’ordine di S. Stefano e medaglia Mauriziana.

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