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L'Ordine: "Servono infermieri, in Asl domande ferme da un anno"

"Espansione campagna vaccinale e criticità rianimazione di Sarzana hanno dimostrato che non abbiamo ancora i numeri necessari".

"Completare mobilità extra regionale"

La Spezia - "La situazione legata al Covid di queste settimane rende ancora più evidente, anche nella nostra provincia, gli effetti delle mancate risposte alle grida di allarme che da anni sono lanciate dal nostro Ordine professionale, dalla Federazione Nazionale, dalle sigle sindacali e da associazioni di pazienti: mancano infermieri, ne mancano 60mila in tutta Italia. Aspetti che nel 2019 ha denunciato la nostra campagna Infermieri in via di estinzione". Parola dell'Ordine delle professioni infermieristiche della Spezia. "Un anno fa - prosegue la nota diffusa dall'Opi spezzino - la questione è emersa con chiarezza quando le Asl hanno iniziato a cercare personale: alcuni infermieri sono arrivati, non moltissimi, anche in Asl 5, quasi sempre sottratti alla sanità privata (che infatti ora si trova in seria difficoltà di dotazioni organiche); oggi la espansione della campagna di vaccinazione, e la contemporanea rinnovata criticità dei ricoveri nella rianimazione sarzanese, dimostra che ancora non abbiamo raggiunto i numeri necessari per fare fronte a uno stato che, da emergenza acuta, si è trasformato in cronica necessità operativa, quotidiana. Ogni giorno infatti sono moltissimi gli infermieri che partecipano alle attività dei vari hub vaccinali incluse le vaccinazioni domiciliari, e questo incide sulla gestione generale".

Per l'ordine, "le strategie a lungo termine, qui e ora, non servono a nessuno e sembra peraltro difficile impegnare oggi energie per costruire (come avvenne nel 1990) le condizioni per attirare i giovani verso una professione sanitaria che in Italia fatica a vedere con chiarezza riconosciuto il suo peso centrale. Ma la carenza di infermieri è regolarmente un problema centrale e quindi è evidente che la figura sia preziosa ma, come dire, assai poco considerata da chi ha responsabilità di programmazione sanitaria nazionale. Ma restiamo concreti: servono infermieri ora; non a Novembre, quando usciranno i prossimi studenti del corso di laurea, preziosi ma certo non esperti come quei colleghi che da un anno hanno presentato la domanda di mobilità extra regionale, in risposta a un bando di Asl 5; domande che sono ferme in via Fazio e che qualcuno in Asl, dopo una prima valutazione dei soli titoli svolta dalla struttura delle Professioni Sanitarie a Settembre 2020, dovrebbe ora far procedere in fretta verso la stesura di una graduatoria definitiva. Tempi già oggi troppo lunghi, tempi che oltretutto sono - per la natura stessa di queste procedure- destinati ad allungarsi anche quando la graduatoria sarà pubblicata, perché l’infermiere che lavora in altra regione potrebbe per prima cosa non ottenere il nulla osta dall’azienda di attuale appartenenza, e poi dovrebbe –una volta avuto il disco verde- 'scaricare', consumare le proprie ferie maturate presso quell’ente prima di raggiungere il nuovo luogo di impiego".

"La graduatoria, invece - proseguono dall'Ordine spezzino -, per tempi determinati (65 posti) potrà solo in parte favorire nuove assunzioni, perché a questo nuovo bando partecipano molti colleghi che in buona parte sono già in servizio per Asl 5 e quindi ai fini pratici cambierebbe piuttosto poco, anche se oggi un solo nuovo collega in più è preziosissimo. Rinnoviamo la richiesta alla Regione del concorso ligure a tempo indeterminato già avanzata il 4 Marzo in Regione, quando il nostro presidente e quelli degli altri tre Opi liguri hanno incontrato il governatore Toti, il direttore di Alisa Quaglia e il capo di gabinetto Cozzani. Con un concorso i tempi sono certamente lunghi ma le graduatorie restano utilizzabili per molto tempo; ma anche in questo caso si stratta di strategie per il futuro. Ad oggi, la più utile strategia ai fini del risultato è il completamento - da fare subito - della graduatoria per infermieri già a ruolo in altre regioni, che verrebbero qua non solo felici di ritornare a casa, ma con un bagaglio di esperienza professionale sicuramente utilissima in questa fase molto difficile, molto complessa sul piano delle attività".

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