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Inversini: "Siamo tutti dalla stessa parte: servono dialogo e condivisione"

Intervista al prefetto a nove mesi dall'insediamento: "Mi piacerebbe organizzare una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica in Val di Vara e una alle Cinque Terre". Grande attenzione al lavoro con i ragazzi".

Attenzione ai giovani
Maria Luisa Inversini

La Spezia - Il 25 maggio scorso Maria Luisa Inversini veniva nominata prefetto della Spezia. Il primo lockdown era da poco concluso, ma era prevedibile che il coronavirus sarebbe tornato a condizionare le vite di tutti. E infatti il prefetto non ha ancora avuto la possibilità di visitare l'intera provincia: tra gli impegni quotidiani e i limiti imposti dalle restrizioni che di settimana in settimana si allentano e si acuiscono le località più periferiche del territorio sono rimaste lontane e sono diversi i sindaci che non hanno ancora avuto il piacere di ricevere il rappresentante del Governo se non in videoconferenza.
Laureata in Giurisprudenza, 60 anni, Inversini è sposata, ha due figli e due nipotini, ama la lettura e le passeggiate e da alcuni mesi si diletta praticando golf. La gestione delle vicende legate al Leoncavallo, all'omicidio Biagi e all'attacco dell'11 settembre 2001 sono alcuni dei momenti che il prefetto spezzino ricorda con maggiore nitidezza degli anni trascorsi a Milano, ma sullo stesso piano considera l'aver rappresentato l'Italia all'interno dell'Easo (European asylum support office) di fronte agli altri Stati membri negli incontri di lavoro a Malta o Bruxelles: "Sono state esperienze fortemente professionalizzanti - spiega Inversini a CDS - nel corso delle quali ho appreso metodologie operative di altissima qualità ed efficienza".

Quello che le è stato affidato a maggio è il suo primo incarico da prefetto dopo una lunga esperienza maturata a Milano come dirigente e poi come viceprefetto. È stato un salto di quale entità?
"È stato un passo entusiasmante e molto motivante da compiere. Alle spalle ci sono molti anni nell'ufficio di gabinetto di una prefettura grande ed estremamente complessa come quella di Milano e un incarico più di nicchia, ovvero la presidenza della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, incarico ricoperto nel corso di entrambe le emergenze legate all'immigrazione, quella del 2011 e quella iniziata nel 2015. Diventare prefetto mi ha portato a fondere le responsabilità composite della gestione di un ente nel suo insieme alla necessità di prendere decisioni propria di un ufficio autonomo".

Come è stato, per lei che arriva da una delle città più importanti d'Europa, l'impatto con una realtà come La Spezia?
"Sono nata a Gavirate, un paese nel Varesotto, e dunque vengo dalla provincia, anche se ho trascorso tutta la carriera a Milano. Credo che quella della Spezia sia una dimensione ideale per lavorare e intessere relazioni positive con il territorio. Sono molto dispiaciuta di non averlo ancora potuto conoscere bene a causa dell'emergenza sanitaria. Vorrei poterlo conoscere meglio e, se le condizioni lo permetteranno, mi piacerebbe organizzare una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica in Val di Vara e una alle Cinque Terre, in vista dell'estate. So che cosa ha significato la stagione estiva per il turismo in questa provincia sino al 2019, in Riviera e non solo, e sono molto preoccupata per gli effetti negativi che ha avuto il Covid-19 sull'economia spezzina".

Come sono i rapporti con gli enti locali con i quali collabora maggiormente?
"Sono ottimi. Con i sindaci Peracchini e Ponzanelli collaboriamo settimanalmente nelle riunioni del Comitato per far fronte ai problemi di ordine sicurezza pubblica, che sono particolarmente complessi in questo delicato momento storico. Ottima intesa anche con l'Ufficio scolastico e Atc, insieme ai quali abbiamo predisposto il Piano del trasporto scolastico in vista del ritorno alle lezioni in presenza. Siamo anche al lavoro per la creazione di una app per la gestione del trasporto scolastico: saranno gli studenti a idearla e svilupparla partecipando a un concorso su base provinciale che vedrà premiata la proposta migliore. Inoltre svolgiamo incontri periodici con le associazioni di categoria (giusto ieri ho incontrato quelle del mondo agricolo) e stiamo svolgendo un importante lavoro per il contrasto del fenomeno del caporalato insieme a Confindustria e alle organizzazioni sindacali. Infine c'è un altro progetto al quale tengo particolarmente, quello che stiamo portando avanti con il Comune di Sarzana e la Consulta giovanile, per cercare di creare una alleanza proficua tra giovani e istituzioni, per sperare in un presente e in un domani migliori. Dai ragazzi sono venute fuori iniziative e proposte assai sorprendenti e interessanti".

L'attività prevalente sin dai primi giorni del suo incarico è però quella relativa alla gestione a tutto tondo di questa emergenza socio-sanitaria. Come state procedendo e quali novità ci sono all'orizzonte?
"Oltre alla costante attenzione nel garantire l'ordine pubblico e nello scongiurare gli assembramenti, nei prossimi mesi ci sarà da affrontare il problema della gestione delle spiagge, con la speranza che si arrivi presto a vaccinare una importante fetta della popolazione. Parallelamente come Prefettura stiamo monitorando, anche attraverso le forze di polizia, la regolarità dei flussi di denaro stanziati dal governo per far fronte alla pandemia a tutela dell’economia legale e per scongiurare, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria, fenomeni di usura nei confronti di chi dovesse trovarsi in difficoltà nell'accesso al credito. Sono convinta che sia necessaria la massima collaborazione per centrare risultati importanti, in particolare con le forze di polizia, gli enti locali e i corpi intermedi. Ne è un esempio virtuoso l'iniziativa messa in atto da Confesercenti che ha deciso in autonomia di mettere in campo azioni per l'incremento della sicurezza per i frequentatori e gli operatori dei locali di Via Sapri o l’incontro con gli operatori di Monterosso organizzato da Confcommercio in vista della ripresa della stagione. D'altronde siamo tutti dalla stessa parte. Come ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: dobbiamo portare tutti il nostro mattoncino per la costruzione di una diversa normalità".

Nella giornata di lunedì si è espressa sottolineando i toni pacati e lo spirito collaborativo dei ristoratori e dei baristi che avevano protestando poche ore prima.
"La loro protesta è comprensibile. Lo Stato è alla ricerca di un bilanciamento complesso tra la salute, e non penso solamente alla pandemia, ma a tante patologie che necessitano di prevenzione e cure, e l'economia. Non vedo materia di contrapposizione, ma solo dialogo e condivisione delle responsabilità".

Già prima dell'esplosione della pandemia, quindi prima del suo arrivo, i numeri relativi alla criminalità in provincia erano piuttosto contenuti e in miglioramento. Si è fatta un'idea della situazione nel corso di questi mesi?
"Al di là di qualche grave episodio non ci sono stati particolari fatti di criminalità in questo periodo. Soprattutto in questo territorio non ci sono segnali di inquinamento del tessuto sociale. La provincia spezzina è sana e in grado di respingere sul nascere ogni tentativo di infiltrazione. In ogni caso sotto questo punto di vista siamo molto, molto vigili, anche perché presto prenderanno il via i cantieri di importanti opere pubbliche come il nuovo ospedale, il completamento della variante Aurelia, le infrastrutture portuali... circoleranno capitali importanti e dunque è necessario stare sempre all'erta".

L'estate scorsa, anche se soprattutto per la concomitanza con la pandemia, si è ritornati a parlare di "movida", che alla Spezia è tale solamente se si mette in relazione la proposta di svago serale degli ultimi anni rispetto a quella degli anni precedenti.
"Indubbiamente questa nuova vitalità da un lato è un segnale positivo, verosimilmente legato allo sviluppo del turismo e del mercato crocieristico, segnali positivi per l'economia. Dall'altro lato c'è il diritto alla tranquillità e al riposo dei residenti. La strada credo sia quella di lavorare con le associazioni di categoria e i comitati di quartiere, oltre al Comune e alle forze di polizia, per cercare una composizione degli interessi in gioco. La salute è indubbiamente il piano di interesse più alto, ma ce ne sono anche altri fondamentali come l'economia, il vivere bene la città e il diritto alla quiete. Rispetto ai giovani credo si debba insistere con il dialogo e il coinvolgimento, partendo dalla scuola. Per questo sul nostro sito internet ci sono percorsi formativi realizzati insieme a forze di polizia, Polizie locali, Croce rossa italiana, Protezione civile e Libera vanno dalla sicurezza stradale all'abuso di droghe, dalla contraffazione al lavoro nero, dai rischi della Rete e dei social alla violenza di genere e allo stalking, dalla sicurezza in ambito ferroviario all'educazione alla legalità e al rispetto dell'ambiente. A tal proposito invito gli studenti e i loro genitori guardare se qualcuno di questi corsi possa essere ritenuto valido per proporlo alla scuola a integrazione delle ore di Educazione civica. Così, attraverso le scuole, i giovani possono percepire le istituzioni per la loro autorevolezza, e non autorità, e con senso di vicinanza".

Tra i compiti del prefetto c'è anche quello di cercare di conciliare le parti sociali e le aziende nell'ambito delle vertenze sindacali. In questi mesi, per esempio, avete accolto più volte le sigle del trasporto pubblico e del comparto sanitario, riguardo al destino dei 158 Oss di Coopservice...
"Abbiamo cercato di operare nei limiti delle nostre possibilità, ma spesso quando si arriva in questo ufficio significa che i margini di risoluzione della situazione sono già molto stretti. Diverso è stato nel caso della vicenda legata alla Rsa Mazzini, che è partita da qua e in seguito il tavolo è stato portato in Asl, come naturale sviluppo".

Da qui, essendo meno coinvolti nelle vicende, c'è maggiore capacità di osservare i problemi con distacco, riuscendo a vederne molteplici sfaccettature...
"La città e i problemi che trattiamo sono temi complessi, senza contare il contributo di strumenti come i social network. Per questo il nostro ruolo, che è quello di fare sintesi, è ancora più sentito".

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