Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Sabato 15 Maggio - ore 10.24

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Il vescovo: “Sacerdoti profeti nella verità del Vangelo”

Monsignor Palletti: "La presenza tra noi dello Spirito di Dio, anche se forse facciamo a volte fatica ad accorgercene, è sempre una presenza straordinaria, che come tale deve essere recepita e vissuta”.

buona pasqua
Il vescovo Ernesto Palletti

La Spezia - Lo Spirito del Signore attribuisce al sacerdote un segno profetico. Ma essere profeti non significa essere veggenti, sapere in anticipo cosa accadrà domani. No, essere profeti significa “poter dire che un domani ci sarà e che, come figli di Dio, siamo chiamati ad abitarlo nella verità del Vangelo”. Come ogni anno, l’omelia che il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha tenuto in cattedrale, alla Spezia, nella Messa crismale del Giovedì Santo è stata una catechesi sul ruolo e sulla natura stessa del sacerdozio. La “crismale”, infatti, è la Messa che vede riunito attorno al vescovo tutto il presbiterio diocesano, sacerdoti e diaconi permanenti: diverse decine, che si sono ritrovati di primo mattino in cattedrale, per procedere anche al rinnovo delle proprie promesse sacerdotali ed alla consacrazione degli oli santi, che, distribuiti nelle parrocchie, sono poi utilizzati durante l’anno per amministrare i sacramenti. Due sono stati i temi di fondo dell’omelia pronunciata dal vescovo: anzitutto, come detto, quello dello Spirito di Dio, richiamato dal brano evangelico della Messa, illustrato e descritto come Spirito di autentica “profezia”.

In secondo luogo, il tema delle promesse fatte da Gesù al suo popolo, ed in particolare ai suoi apostoli, dai quali
discendono i consacrati. Sul primo punto, Palletti ha sviluppato un confronto con lo scorso anno, quando - nel periodo della sospensione dei riti con il popolo - anche la Messa crismale dovette essere rinviata. “Quest’anno - ha detto - siamo tornati a una certa normalità. Attenzione, però: se ci può essere una normalità esteriore, questa non è la caratteristica dello Spirito. La presenza tra noi dello Spirito di Dio, anche se forse facciamo a volte fatica ad accorgercene, è sempre una presenza straordinaria, che come tale deve essere recepita e vissuta”. Lo Spirito di Dio, ha aggiunto il vescovo, è
diverso dallo “spirito del mondo”, il quale, anche quando è buono, è però necessariamente limitato, e non in grado di illustrare la potenza di Dio. Il sacerdote, insomma, non deve pensare di poter contare solo sulle proprie forze: anche Pietro lo pensava, e dovette ascoltare il gallo che cantava ... La seconda parte dell’omelia è stata incentrata sulla figura di Gesù Cristo e sulle sue promesse: “Il nostro oggi è Cristo - ha detto il vescovo -, che è la luce, quella luce che, come riporta il testo del Vangelo di Giovanni, le tenebre non hanno potuto soffocare”. “Gesù ci ha chiamati amici: non quindi dipendenti, ma amici, figli nel Figlio, consacrati in Lui”. Anche in questi aspetti vanno riscoperte le radici dell’esperienza sacerdotale, ovvero della profezia cristiana autentica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News