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Il vescovo Palletti: "Anche nell'emergenza la solidarietà si fa sentire"

Il messaggio del Vescovo in occasione della prossima Pasqua.

Monsignor Palletti

La Spezia - «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio» (Colossesi 3, 1): così l’apostolo Paolo si rivolge ai Colossesi. Non è l’invito ad abbandonare le proprie responsabilità, ma l’esortazione a leggere ogni momento della nostra vita alla luce dell’evento decisivo per la storia dell’uomo, la risurrezione di Cristo. Anche quest’anno siamo giunti alla celebrazione della Santa Pasqua. L’esclamazione «Cristo è risorto; sì è veramente risorto», che per i cristiani, soprattutto in Oriente, diviene il saluto più bello e significativo da rivolgere nel tempo pasquale, deve rianimare il nostro spirito. Stiamo vivendo ancora nell’emergenza sanitaria a causa dell’epidemia da Covid-19. Il dolore e la sofferenza fisica, spirituale e morale continuano a segnare i corpi e le anime di molti nostri fratelli e sorelle. Le preoccupazioni economiche e sociali non mancano. La solidarietà si fa sentire nel cercare di assicurare vicinanza e prossimità e la scienza sta facendo grandi passi per debellare questo virus. Tuttavia il cuore dell’uomo non cessa di cercare un senso ancora più profondo alla propria esistenza. Come credenti siamo esortati a dare testimonianza alla speranza che è in noi. A riscoprire la bellezza del Vangelo. La Parola di Dio è vera luce, capace di dissipare le tenebre del nostro cuore. Ciò che è risuonato nella vita dei primi discepoli e che fedelmente ci hanno trasmesso non può essere tenuto come un tesoro privato: «Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita ... noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi» (1.a Lettera di Giovanni 1, 1.3). Anche noi siamo chiamati ad annunciare il cuore della nostra fede, a diffondere il «buon profumo di Cristo» (cf. 2.a Lettera ai Corinti 2, 15), ad annunciare un Dio di misericordia che, nella chiarezza di ciò che è bene e di ciò che è male, si accosta ad ognuno di noi per offrirci cammini di conversione sincera e concreta. E tutto ciò lo fa con quella pazienza che sa attendere con perseveranza di Padre, così come ci viene narrato nella parabola del Figlio prodigo. Il suo è un amore che previene e accompagna. Infatti «Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Romani 5, 8). È un amore di gratuità. Questo non ci dispensa, però, dal dare la nostra risposta libera e cosciente. A noi, come ai suoi primi discepoli, viene rivolta ancora una volta quella parola che interpella: «Se vuoi essere perfetto … vieni! Seguimi!» (Matteo 19, 21). Cristo, con la sua grazia, libera la nostra vita dal peccato, ma nel contempo esige un’adesione di fede a lui. Ecco perché diviene fondamentale un rinnovato annunzio evangelico, come anche un attento ascolto del Signore che parla. San Paolo ce lo ricorda nella lettera ai Romani: «Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci?» (Romani 10, 14). Nel contempo anche la testimonianza della vita dev’essere ripresa in tutta la sua forza: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Giovanni 13, 35). Molti sono gli impegni e i gesti concreti di carità: riscoprire il dono di un po’ di tempo da dedicare all’ascolto di coloro che sono soli, compiere gesti di prossimità - magari con qualche piccolo ma essenziale servizio -, risanare fratture o tensioni con il dono del perdono, offrire la preghiera per quelle situazioni che sembrano insuperabili. Affidiamo tutto ciò alla fantasia della carità e non cessiamo di esserne operatori semplici e autentici. A tutti, dunque, chiedo e assicuro un ricordo nella preghiera, con l’augurio di poter vivere l’evento pasquale nella comunione col Signore risorto, liberi dal peccato che forma la tenebra nei nostri cuori. La novità della Pasqua di Risurrezione, accolta con cuore sincero, ci renda sempre più fermi nella fede, perseveranti nella speranza e operosi nella carità".

Il messaggio del vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti in occasione della prossima Pasqua

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