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I sindacati degli inquilini: "Sconcertati dalla vendita di nascosto di 57 alloggi da parte del Comune"

Sunia, Sicet e Uniat
Comune della Spezia

La Spezia - "Pochissimi giorni fa e precisamente il 17 febbraio abbiamo incontrato come organizzazioni sindacali della casa il sindaco della Spezia al quale abbiamo illustrato la grave situazione del mondo dell’abitare anche nella nostra città e abbiamo proposto iniziative volte a mitigare il problema abitativo e come richiesto invieremo nei prossimi giorni formalmente tali proposte". Lo fanno sapere le segreterie spezzine di Sunia, Sicet e Uniat, intervenendo sulla difficile situazione attuale e sugli ultimi sviluppi in merito.

"Tra le altre proposte - proseguono i sindacalisti - abbiamo illustrato quella di diminuire i canoni massimi di affitto dei contratti concordati con ristori tramite diminuzione Imu e cedolare secca al proprietario e abbiamo proprio sollecitato di chiedere finanziamenti statali, regionali, eccetera, per interventi di restauro e recupero alloggi sfitti del patrimonio comunale in gestione Arte che risultano essere moltissimi: sarebbero circa 300 e se restaurati sarebbero molto utili in questo periodo. Il sindaco non ci ha detto però che addirittura era in corso la procedura per la vendita di ben 57 alloggi popolari di proprietà comunale e quindi siamo rimasti letteralmente sconcertati quando lo abbiamo appreso dai media. A parte lo sgarbo istituzionale dal momento che stavamo parlando proprio della drammatica situazione abitativa nella nostra città, ci sembra assurdo che in un momento come questo si vada a diminuire la disponibilità di case popolari, anche se i proventi derivanti dalla vendita verranno, speriamo, investiti nel recupero di altri. Non sappiamo di quali alloggi si tratti, se è stata una richiesta degli attuali assegnatari ma soprattutto ribadiamo che non capiamo per quale ragione in un momento in cui cresce a causa della pandemia e della crisi economica conseguente la domanda di più case popolari il Comune decida senza alcuna interlocuzione con le organizzazioni sindacali dell’inquilinato, anzi lasciandole allo scuro, di vendere ben 57 alloggi senza investire invece nel recupero generalizzato e nella nuova costruzione secondo i moderni criteri della rigenerazione urbana".
"Il numero di alloggi popolari - concludono Sunia, Sicet e Uniat - va aumentato non diminuito, a maggior ragione in questo momento".

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