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I rifiuti della casa circondariale diventano un'opera d'arte

Quasi concluso il laboratorio “Il rifiuto non esiste che ha coinvolto sette detenuti spezzini in un progetto dell'associazione Colibrì realizzato con la Consulta femminile e il patrocinio del Ministero di Giustizia.

sarà visibile nel terminal crociere
"Il rifiuto non esiste" nella casa circondariale della Spezia

La Spezia - È “rifiuto” ciò che viene scartato, eliminato, l’avanzo, ciò che sfugge ai binari ordinari di riconoscimento, utilità, regolarità e finisce per essere allontanato, evitato, giudicato, emarginato. Eppure, etichette, confinamento, chiusure aprioristiche e condizionate da preconcetti culturali e sociali, miopi rispetto ad un ventaglio di situazioni vastissimo e molto complesso, rischiano di precludere percorsi virtuosi di rara ricchezza, sofferta trasformazione, presa di coscienza, reale pentimento e possibile riscatto. La funzione rieducativa della pena a questo deve ambire. È nato così il progetto “Il rifiuto non esiste”.

Noemi Bruzzi racconta: “Era il settembre dello scorso anno. La fioritura del Maestro Cosimo Cimino chiudeva l’esperienza della prima edizione di "Corazon" ed in particolare la porzione di progetto avente per protagoniste le serrande cittadine. Un campo insolito per una primavera. Quella immaginata con Cimino riempiva una serranda di Via Gramsci, chiusa da anni. Un bouquet di lattine e tappi, petali, ridenti margherite, foglie e verdi steli d’erba, voli e pose di farfalle, composto con certosina pazienza e minuziosa artigianalità manuale, rubava centimetri al grigio urbano. Nel riflettere sulla capacità dell’artista di recuperare ciò che siamo soliti considerare scarto per farne opere d’arte, l’Associazione Colibrì pensò di portare questo messaggio all’interno di un contesto in cui avrebbe finito, almeno negli intenti ed auspici, per vederne amplificate le potenzialità: la realtà carceraria. Se il rifiuto non esiste per la materia, a maggior ragione non è concetto che possa adattarsi all’essere umano, o peggio, descriverlo. Alla base, la profonda convinzione che in ogni persona abiti una scintilla di luce, una potenzialità di evoluzione che necessita di essere nutrita, o, in alcuni casi, risvegliata, per produrre il suo miglior frutto, anche nelle situazioni più proibitive".

Potere catartico dell’arte, ma anche un giocoso percorso di squadra che, col fine di realizzare un’opera collettiva, attraverso l’utilizzo di lattine, bottoni, tappini a corona, tappi di sughero, coriandoli di carta, petali di rosa, carta di giornale, cartoncino, forbici e colla, desidera consegnare a ciascuno dei partecipanti la consapevolezza che anche nelle situazioni più difficili vi è spazio per la bellezza e che anche all’interno di percorsi che stigmatizzano condotte indubitabilmente gravi occorre trovare la forza ed il coraggio di pescare luce e riscatto dalla versione più buia di sé.
L’idea è stata accolta con entusiasmo dalla Direzione della Casa Circondariale della Spezia e dal suo staff e portata avanti con la collaborazione della Dott.ssa Maria Cristina Failla, membro del direttivo di Colibrì, per poi aprirsi al contributo della Consulta Provinciale Femminile e alla adesione di altre realtà del territorio, quale la Casa delle Donne. Ad aiutarne la realizzazione le attività commerciali che hanno partecipato alla raccolta delle lattine, quali ‘Antico Caffè Terrile’ e ‘Pizzeria Trattoria Bella Napoli’. Il laboratorio ha avuto il sostegno di Acam Ambiente, Rao & Sartelli, Euroguarco Spa, Rotary Club di Sarzana e Lerici, Autorità Portuale. Il progetto, oltre alla calorosa partecipazione della Direzione della Casa Circondariale della Spezia e del Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, ha ricevuto il patrocinio del Ministro della Giustizia e del Comune della Spezia.

Parlando di questa iniziativa, Anna Rita Gentile, Direttrice, dice “La Casa Circondariale della Spezia ha aderito, con estremo entusiasmo, al progetto dedicato all’allestimento di un’opera artistica costruita con scarti di materiale di uso comune come: lattine, sugheri e pezzi di stoffa. I sette detenuti che hanno volontariamente intrapreso l’attività di laboratorio sono guidati dal maestro Cosimo Cimino che con la sua arte nobilita il concetto di scarto e con i suoi insegnamenti intorno alla materia veicola il gruppo di ristretti verso quell’ideale di risarcimento sociale che appare positivo sia per la comunità che per il loro difficile percorso personale. L’iniziativa, proposta dall’associazione di promozione sociale “Colibrì” e patrocinata dal Ministero della Giustizia, suggerisce un contenuto di inclusione che non può che essere condiviso da tutti noi e dal nostro Staff. Un doveroso ringraziamento a Maria Cristina Failla ex magistrato con grande sensibilità sociale e Noemi Bruzzi avvocato e presidente dell’associazione Colibrì".

Maria Cristina Failla, presidente della Consulta Femminile della Spezia dice: “Il progetto, approvato dalla Direzione della Casa Circondariale della Spezia, nasce dall’intenzione di intrecciare l’attenzione per la realtà carceraria a quella per l’ambiente, e si propone di incoraggiare le abilità artistiche dei detenuti favorendone l’integrazione, tramite il mondo dell’arte, per creare interessi di vita e lavorativi alternativi. Il laboratorio, seguito e diretto dall’artista spezzino Cosimo Cimino, impegna sette detenuti nella realizzazione di un’unica opera complessa, attraverso l’utilizzo di materiali di recupero (lattine, sughero, cartone, bottoni, carta riciclata, ecc., che rivivono e diventano parte dell’opera). L’opera, delle dimensioni di 4 metri per 2, rappresenterà il golfo della Spezia, con la costa di Porto Venere e delle Cinque Terre, e vedrà l’ingresso sullo specchio di mare delle navi da crociera e di quelle porta container, attesa la vocazione turistica e commerciale del nostro Porto, e raffigurerà altresì alcune barche a vela nonchè, verso il mare aperto, le evoluzioni di alcuni delfini, per mettere in rilievo non solo la bellezza dei luoghi, ma anche il rispetto per l’ambiente e l’attenzione per le sue esigenze".

Il laboratorio, come colto dalla sensibilità dell’obiettivo di Rossana Zoppi e Francesco Tassara, ha per protagonisti la manualità eccellente, la continuità laboriosa, la creatività ed il sorriso di sette ragazzi che, nascosto dalle mascherine, spunta dagli occhi. Il senso di tutto sta dentro a due loro frasi: “Grazie di averci portato il mare e i monti in carcere”, “Grazie di questa bellissima giornata”. L’opera, che ormai volge al suo compimento, sarà presenta alla città il prossimo 4 luglio all’interno della manifestazione “Corazòn 2021” per poi essere trasferita nei saloni de La Spezia Cruises Terminal per la prossima stagione crocieristica, per essere infine collocata, definitivamente, all’interno della Casa Circondariale della Spezia.

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I protagonisti del progetto "Il rifiuto non esiste"
I protagonisti del progetto "Il rifiuto non esiste"


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