Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Aprile - ore 19.30

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Funerali e legge regionale, botta e risposta tra Federcofit e Pubblica assistenza della Spezia

Dura presa di posizione di Frau: "Non abbiamo mai avuto nulla contro i privati, siamo un ente pubblico non una onlus".

è scontro
Militi della Pubblica assistenza della Spezia

La Spezia - "Si torna ad invocare un occhio di riguardo per la Pubblica assistenza della Spezia dopo che sulla legge erano già state fatte abbonanti riflessioni". Sono le parole del segretario nazionale della Federcofit, federazione nazionale di imprese funebri, Giovanni Caciolli che, in un comunicato stampa sottolinea le posizioni in merito alle manifestazioni portate avanti dalla Pubblica assistenza della Spezia. Immediata anche la reazione dell'associazione spezzina tramite il suo presidente Andrea Frau che sottolinea: "Non abbiamo mai avuto nulla contro i privati, siamo un ente pubblico non una onlus".
"Forse si vuol far capire che solo esentando la Pubblica Assistenza dagli obblighi, presenti in tutto il paese ed accettati da tutte le realtà operanti nel settore indipendentemente dalla loro natura, si possono salvare dei posti di lavoro? Se così fosse ci sarebbe da preoccuparsi fortemente sulla concezione di certezza del diritto propria di queste persone ed organizzazioni".
Per Caciolli: "L’attività funebre è, per tutti coloro che la svolgono, un’attività complessa, professionale a servizio delle famiglie colpite da un lutto da svolgersi nel pieno rispetto della concorrenza e senza privilegio alcuno. La stragrande maggioranza delle On-lus diffuse sul territorio l’hanno ben compreso ed, ormai, nessuno pensa di rivendicare l’occhio di riguardo o privilegi od esenzione da oneri fiscali di sorta nell’esercizio di queste attività".
"In tutta la regione Liguria tutte le realtà On-lus - scrive Caciolli - hanno provveduto alla separazione societaria senza sollevare questioni particolari, a differenza della Pubblica Assistenza della Spezia. Ma medesime scelte sono state adottate anche nelle varie regioni italiane, dall’Emilia alla Toscana, al Piemonte e così via. Non si tratta di voler far chiudere nessuno, né di mettere in forse 30 posti di lavoro. Questi sono puri ricatti inaccettabili. Nessuno mette in discussione che una On-lus sia proprietaria di un’attività funebre. La proprietà di una simile attività è riconosciuta a tutti i soggetti presenti nella società, anche ai comuni, come si registra anche nella nostra regione, a Genova. Queste attività, però, saranno gestite nel rigoroso rispetto delle regole che governano lo specifico settore: niente di più, senza invocare vantaggi od altri privilegi mascherandoli con benefiche finalità. Il fine non può giustificare i mezzi. Se si accettano questi principi di uguaglianza e di correttezza non ci sono problemi per approfondire il confronto e gli approfondimenti necessari. Né, mi sia permesso, richiamare normative di altre regioni, come quella della Lombardia; si vuole seguire quella impostazione? Lo si faccia andando a leggere attentamente la legge n. 4 del 2019 e si vedrà che gli obblighi sarebbero molto più stringenti".

Non si è fatta attendere la risposta del presidente della Pubblica assistenza della Spezia Andrea Frau.
"Non comprendiamo il moto d’indignazione degli esercenti privati del comparto funerario verso la battaglia posta in essere dalla Pubblica assistenza della Spezia per continuare a svolgere la sua ultracentenaria attività. La nostra lotta e qualche vena polemica non sono mai state rivolte al comparto funerario privato, ma solo verso le istituzioni che hanno erroneamente varato la norma contestata.
Sbaglia il segretario nazionale della Confederazione del comparto funerario quando afferma incidentalmente che vi sarebbero dei benefici fiscali goduti dall’ente da me rappresentato, forse perché i suoi associati (e forse si sarebbe dovuto informare anche da solo) non gli hanno fatto presente che la Pubblica assistenza della Spezia è un ente pubblico e non una onlus, posto sotto il severo controllo della Regione, che svolge la parte del suo mandato rivolto ai servizi funerari sul libero mercato, esclusivamente con personale dipendente inquadrato nel Ccnl degli enti locali, versando tutte le imposte dovute, non potendo, contrariamente ai suoi associati, neppure scaricarsi l’Iva.
Nonostante ciò, dopo aver pagato lo stipendio di trenta famiglie, con costi maggiori, controlli rigorosi sui bilanci, proponendo servizi funebri completi a partire da € 680,00, spesso pagati a rate senza interessi, detta attività consente al Nostro Ente di poter comprare ambulanze e mezzi di intervento nuovi ogni anno, di aiutare gratuitamente oltre 100 famiglie in difficoltà, di consegnare spese e pasti ed assistenza di vario genere, tutto in autofinanziamento, non godendo di alcun contributo pubblico, impegnando completamente li tutti i ricavi.
Le onoranze funebri la Pubblica assistenza della Spezia attirano i clienti perché le persone sanno che la loro spesa in qualche modo tornerà in favore della cittadinanza, in una sorta di giro virtuoso dove il dolore della perdita di un proprio caro possa aiutare altre persone in difficoltà ed anche se stessi se, per sfortuna, vi sarà bisogno domani dell’intervento del pronto soccorso.
Quanto all’appello a seguire le regole, le persone noi le aspettiamo nei nostri uffici, come prevede il regolamento di Polizia mortuaria, mentre è noto che anche le cronache locali sono state più volte rattristate da diverse inchieste sulla vendita delle salme, sull’attività di agguato ai familiari dolenti.
Contrariamente alle conclusioni del giornalista non vi è nessuna guerra in corso tra i privati e la Pubblica assistenza. L’errore è stato quello di varare una norma di dubbia costituzionalità che, al contrario di quanto affermato dai “privati”, quella si lede il diritto di concorrenza eliminando con un colpo di spugna un concorrente scomodo.
La lotta per poter continuare a svolgere la nostra missione procederà secondo i programmi. A breve con punti di ascolto sul territorio saremo pronti rispondere alle domande della cittadinanza in modo da evidenziare gli errori contenuti legge contestata, e per raccogliere le firme contro la detta norma. Il Segretario nazionale della Confederazione del Comparto Funerario è invitato a venirci a trovare per vedere chi effettivamente siamo".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia






FOTOGALLERY




















Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News