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Forte di Montalbano, rimetterlo a posto costerebbe 8 milioni | Foto

Il destino della struttura fortificata che domina il golfo è stato oggetto di un'interrogazione in consiglio comunale posta da Massimo Baldino Caratozzolo all'assessore Luca Piaggi.

Colline da riscoprire
Forte di Montalbano

La Spezia - Abbarbicato sulla sommità del crinale, tra le valli che degradano dolcemente sino al mare e quelle retrostanti che guardano l'entroterra, il forte di Montalbano è una delle tante batterie militari che dominano il Golfo dei Poeti. Peccato che quella struttura, la cui costruzione risale al lontano 1887, sia da anni in totale degrado. E pensare che quella fortificazione era una delle opere più armate con ben trentotto bocche da fuoco e che mantenne tale funzione fino al termine della seconda guerra mondiale. Poi, molti lo ricorderanno, nel dopoguerra una parte della struttura è stata usata come maneggio per cavalli. Oggi invece il comprensorio è quasi tutto in stato di abbandono, con la costruzione principale saccheggiata di blocchi di pietra, alcune pareti pericolanti e tanti rifiuti ingombranti sparsi qua e là.

Un luogo che si rischia di dimenticare come già per troppo tempo è successo e che l'altra sera è tornato ad essere quanto meno tema di discussione all'interno del consiglio comunale spezzino, con l'interpellanza di Massimo Baldino Caratozzolo che ha denunciato quello che il servizio fotografico allegato all'articolo mostra platealmente, chiedendo che l'area venga messa una buona volta in sicurezza, visto che da oltre un decennio è in quella situazione: "In questo periodo difficile nel quale molti spezzini optano giustamente, specie nelle giornate domenicali, recarsi sulle alture della città, piuttosto che creare assembramenti in centro, mi chiedo se l’amministrazione intenda sollecitare per rendere agibile a tutta la cittadinanza un luogo importante quale il Forte in oggetto la eventuale associazione a cui il bene è stato affidato e se non si ritenga opportuno procedere a una radicale pulizia esterna della zona, compresa una lapide ricordante un martire della Resistenza (Bruno Cicerone, ndA), praticamente ormai irraggiungibile e illeggibile". Baldino chiede all'amministrazione di chiudere i varchi che alcuni cittadini hanno ricavato abusivamente in alcuni punti del muro di cinta "che potrebbero, specie nelle ore notturne, dare la possibilità a qualche malintenzionato di avere accesso all’interno della struttura magari danneggiandola".

Caratozzolo ricorda l’importanza storica e il pregio dell’immobile ma anche di tutta l'area: basti pensare che al suo interno, c'erano due piazzali, un cortile, l'edificio per il corpo di guardia, l'alloggio del casermiere, i locali per il ricovero della truppa e i magazzini per le munizioni. Il nucleo occidentale, a ben guardare, risulta gravemente danneggiato al termine del secondo conflitto mondiale. Tocca all'assessore Luca Piaggi dare una risposta alle sollecitazioni del consigliere di minoranza: "L'interesse di questa amministrazione nei confronti della storia militare della città si palesa nei diversi interventi che abbiamo in essere: batteria Valdilocchi, il Parco delle Mura, il Convento delle Clarisse, le gallerie anti-aeree. Per quel che riguarda il forte di Montalbano, che nei decenni è stato gestito da diverse associazioni ma oggi non è gestito da nessuno, stiamo valutando costi e prospettive per un'eventuale possibilità di recupero nel futuro specialmente per l'area esterna che ha certamente meno problemi della struttura del forte. Resta il fatto che soltanto la progettazione costerebbe qualche centinaio di migliaia di euro mentre da una prima stima emerge che il recupero e la valorizzazione complessiva (batteria compresa, quindi) avrebbe costi importanti, circa 8 milioni di euro".

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