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Così la pandemia fa riscoprire il senso del patrono

san giuseppe
Cattedrale Cristo Re

La Spezia - Venerdì scorso, come già era accaduto lo scorso anno all’inizio del periodo della pandemia, la festa patronale di San Giuseppe, alla Spezia, non sembrava davvero quella di sempre: strade vuote, persino le panchine di alcune piazze rimosse in via temporanea per scoraggiare assembramenti, soprattutto la mancanza della tradizionale fiera delle bancarelle che ha sempre dato il senso della festa, così come di quella campionaria. Anche in Arsenale, del quale San Giuseppe è pure il patrono, non ci sono state cerimonie. Se peraltro volessimo vedere in tutto questo almeno un aspetto positivo, questo può essere individuato nel recupero di una centralità tutta spirituale della festa. Nella chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta, infatti, il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha presieduto la Messa solenne, concelebrata anche da diversi parroci della città, e la celebrazione è stata trasmessa in diretta dalla televisione diocesana Tele Liguria Sud. Nonostante i limiti imposti dal distanziamento, un centinaio di persone hanno potuto trovare posto in chiesa, insieme ai concelebranti ed al coro parrocchiale, ed è stato questo davvero - anche per i tanti spezzini collegati da casa attraverso lo schermo televisivo - il momento saliente della festa. La celebrazione del vescovo si è sempre tenuta in Santa Maria: non si tratta infatti soltanto della prima e per alcuni secoli unica parrocchia della città, ma uno degli altari della chiesa è dedicato proprio a San Giuseppe, con un altorilievo realizzato su disegni dell’artista spezzino Angiolo Del Santo. La particolarità di quest’opera è che Gesù non vi è rappresentato come bambino piccolo, ma come adolescente, a fianco di chi, con espressione di grande tenerezza, lo amava e lo “custodiva” con “cuore di padre”, come scritto da Papa Francesco nella lettera con la quale l’anno in corso viene dedicato proprio a San Giuseppe. Alla lettera del Papa ha fatto ampio riferimento il vescovo nell’omelia della Messa, i cui primi concelebranti sono stati il vicario generale monsignor Enrico Nuti e l’abate parroco monsignor Ilvo Corniglia. Riprendendo temi già affrontati nella catechesi tenuta in febbraio per la festa della Cattedra di San Pietro, Palletti ha indicato gli aspetti salienti della figura del santo, invitando tutti a pregare Giuseppe “come nostro patrono nel Cielo e nostro modello nel camminare qui sulla terra come testimoni di Cristo”. Nel corso della giornata, Tele Liguria Sud ha poi “supplito” ulteriormente al “silenzio” della festa, mandando in onda diversi servizi sulla storia della devozione e sulle tradizioni cittadine.

(Giuseppe Savoca)

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