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Corazzata Roma, commemorato il fuochista Barni alla presenza del superstite Bellazzini

Stamani in Capitaneria.

9 settembre 1943
In Capitaneria la commemorazione dell'affondamento della Corazzata Roma, con la figlia di Carlo Barni e con Gustavo Bellazzini

La Spezia - Stamani alla Capitaneria di Porto della Spezia evento di commemorazione in memoria di Carlo Barni, militare della Regia Marina, imbarcato con la qualifica di fuochista sulla Corazzata Roma, e in memoria di tutti i caduti, tragicamente scomparsi nell’affondamento della nave della Regia Marina, in data 9 settembre 1943, nel Golfo dell’Asinara, in seguito all’attacco di alcuni bombardieri tedeschi. Ad aprire la commemorazione il Comandante della Capitaneria di Porto della Spezia, Capitano di Vascello Giovanni Stella il quale, nell’esprimere la propria vicinanza ai familiari di Barni e nel ricordo di tutti i caduti della Corrazzata Roma, ha narrato gli ultimi avvenimenti storici che coinvolsero l’unità navale.

"La Corazzata Roma, nave della Regia Marina, appartenente alla classe Littorio - così il comandante Stella -, è considerata, insieme alle sue gemelle, il meglio della produzione navale bellica italiana della Seconda Guerra Mondiale. Nel settembre del 1943, in base alle clausole armistiziali, alla Roma fu ordinato, assieme ad altre navi militari, di raggiungere l'isola sarda della Maddalena. La Squadra Navale italiana, tuttavia, fu attaccata da alcuni bombardieri tedeschi che, servendosi delle bombe radioguidate plananti Ruhrstahl SD 1400, affondarono la corazzata. La Roma alle 16.11 del 9 settembre 1943 si capovolse, spezzandosi in due tronconi, e affondò trascinando con sé 1326 uomini tra ufficiali, sottufficiali e marinai; tra di essi l’Ammiraglio Bergamini, Comandante della Squadra Navale. Dei 622 naufragi recuperati, 26 morirono a bordo dell’unità di recupero. Il sacrificio della Roma, fu tra i primi e più onerosi prezzi che la Marina Militare Italiana pagò per concorrere alla causa della libertà. Ma nella stessa giornata e nelle successive, numerosi altri furono gli scontri e i combattimenti sostenuti in mare da altre unità navali e nelle basi di terra in Italia e all’estero da reparti di Marina, tutti contrassegnati da gesti di grande valore e, purtroppo, anche da rilevanti perdite: numerose furono le navi perdute, molti i caduti".

L’Ammiraglio Ispettore Rosario Antonio Gioia Passione, Direttore del CSSM La Spezia, intervenuto in rappresentanza del Comando di Marina Nord, nel ricordare il sacrificio di tutti gli uomini che persero la vita nelle acque della Sardegna, nell’adempimento del loro dovere, insieme alla Nave Ammiraglia della Squadra Navale, ha riportato il discorso che l’Ammiraglio Bergamini, Comandante della Squadra Navale, rivolse dalla plancia di comando della Roma agli equipaggi della Forza Navale: "Ciò che conta nella storia dei popoli non sono i sogni e le speranze e le negazioni della realtà, ma la coscienza del dovere compiuto fino in fondo, costi quello che costi. Sottrarsi a questo dovere sarebbe facile, ma sarebbe gesto inglorioso e significherebbe fermare la nostra vita e quella dell’intera nazione e chiuderla in un cerchio senza riscatto, senza rinascita… Verrà il giorno in cui questa forza vivente della Marina sarà la pietra angolare sulla quale il popolo italiano potrà riedificare pazientemente la propria fortuna…".

Durante l'excursus storico sono state proiettate le immagini relative all’unità navale in fase operativa, alle riprese subacquee del relitto e alla prima cerimonia commemorativa, svoltasi in data 12 settembre 2012, in seguito al ritrovamento, avvenuto nel giugno del 2012, grazie all'ausilio del ROV filoguidato Plutopalla, inventato e comandato dall’Ingegnere Guido Gay, a bordo del catamarano Daedalus. La nave è stata individuata nel canyon subacqueo di Castelsardo (Golfo dell'Asinara) a 16 miglia dalla costa, ad una profondità di oltre 1000 metri.

Il comandante Stella ha quindi conferito la Medaglia Commemorativa della guerra 1940-43 istituita con D.P.R. 6 maggio 1959 n. 39 al fuochista Carlo Barni, consegnando l’onorificenza e l’Encomio Solenne alla Memoria alla figlia, Sig.ra Enrica Barni. L'evento è stato impreziosito e reso ancora più emozionante dalla partecipazione del signor Gustavo Bellazzini classe 1921, spezzino, uno dei pochi superstiti della Corazzata Roma.

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