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Case popolari, 316 alloggi liberi ma occorrono lavori per 10 milioni di euro

Arte gestisce 2.888 appartamenti, suoi e del Comune, e il problema ora è far fronte alle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Ci sono ancora da soddisfare richieste di dieci anni fa, ma il contesto è cambiato e si va verso un nuovo bando.

Giorgi e Tognetti in commissione
Favaro

La Spezia - Ben 1.125 domande di accesso a case popolari ancora in attesa e 316 alloggi liberi, ma che necessitano lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria per una somma stimata di 10 milioni di euro.
Sono i numeri che descrivono l'emergenza abitativa alla Spezia, resi noti l'altro giorno dal presidente di Arte, l'architetto Marco Tognetti, nel corso della seduta della quarta commissione consiliare presieduta da Oscar Teja.
"Serve un intervento straordinario di carattere nazionale, altrimenti sarà un problema grave. Ho la fila la mattina davanti all'ufficio e in buona parte si tratta di persone che non avrebbero mai pensato di chiedere di poter usufruire di un alloggio popolare. Gente che ha lavorato una vita ma che oggi con le pensioni non è in grado di andare avanti”. Nel corso del dibattito, al quale ha preso parte anche l'assessore ai Servizi sociali Giulia Giorgi, si è parlato anche della possibilità di stendere un bando per una nuova graduatoria, visto che l'attuale risale a dieci anni fa, con un contesto sociale decisamente differente e con moltissime richieste ancora da evadere. Ma resta il problema della carenza di alloggi disponibili.
Il quadro tracciato dall'assessore Giorgi comprende perizie di manutenzione straordinaria che superano anche i 40mila euro ad appartamento. Per compiere questi interventi Palazzo civico ha stanziato 150mila euro e ha ottenuto il sostegno della Fondazione, grazie alla quale ha messo messo mano a una cinquantina di case. Inoltre è stata avviata una convenzione con Arte per lo svolgimento della manutenzione ordinaria continuativa degli alloggi, per scongiurare cantieri da decine di migliaia di euro. A tutto questo si aggiunge il fatto che alcuni stabili sono senza ascensore, soprattutto all'Umbertino, e dunque non sono adatti per anziani e disabili.

Il presidente Tognetti ha spiegato che Arte gestisce 2.888 alloggi: quelli di proprietà dell'azienda regionale sono 1.711, mentre quelli comunali sono 1.177. Sono 2.523 quelli assegnati, 316 quelli liberi, di cui 159 di Arte e 157 municipali. Inoltre ci sono alcuni alloggi non agibili.
“La manutenzione straordinaria e ordinaria – ha proseguito Tognetti – sono indispensabili a causa della vetustà del patrimonio, soprattutto comunale. Stiamo rifacendo coperture, facciate, sostituendo infissi e caldaie. E siamo impegnati a installare due nuovi ascensori. Gli interventi sono in Via La Marmora, in Via Corridoni, Via Gramsci e Via Venezia per un importo complessivo di 4 milioni di euro, 3,4 dei quali messi dalla Regione a favore del Comune, 170mila dal Mit e il resto da Arte e Comune con i cofinanziamenti. Il piano prevede di recuperare 85 alloggi”.
Nel corso della commissione è emerso che le occupazioni abusive in corso sono 13, 5 in alloggi Arte e 8 del Comune. Dal 2017 sono stati eseguiti sei sfratti per questa ragione e tre di quelle attuali sono state affidate alla Polizia municipale perché esegua le sentenze del giudice. Per le restanti gli uffici di Via XXIV maggio stanno cercando di recuperare il tempo perso a causa della pandemia. “Il numero verde che abbiamo istituito per le segnalazioni di occupazioni abusive sta funzionando e ci ha permesso di intervenire in tempo per evitare 8 episodi di occupazione”, ha aggiunto Tognetti.
L'affitto medio di un alloggio di proprietà comunale era lo scorso anno di 98 euro e di 109 per un appartamento di Arte, ma ci sono anche importi da 40. La media generale è intorno ai 100 euro, ma è probabile che nel 2021 cali in conseguenza agli Isee.

Il confronto politico ha visto toccare il tema del prossimo bando per l'assegnazione delle case popolari, con i dubbi del centrosinistra riguardo alla possibile impugnabilità del bando a causa della legge regionale vigente. Botta e risposta anche sul tema della vendita di 57 alloggi comunali che sarà oggetto di una prossima seduta di commissione, con l'assessore Giorgi e il presidente di Arte che hanno motivato la proposta di cessione con i costi elevati richiesti per la manutenzione straordinaria: qualcosa come 10 milioni di euro, se si considerano tutti i 316 appartamenti sfitti.
Una sfumatura negativa dovuta alla pandemia: la morosità sfiora il 20 per cento e gli introiti degli affitti sono l'ossigeno di Arte.

Una svolta potrebbe venire dall'adesione del Comune al bando ministeriale “Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare” da 15 milioni di euro.
“Abbiamo incontrato i sindacati degli inquilini e la prossima settimana porteremo in giunta modifica al regolamento in linea con la nuova legge regionale funzionale all'uscita del bando”, ha anticipato Giorgi, promettendo però ai commissari di minoranza di portare il testo in commissione prima dell'approvazione da parte del consiglio.

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