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Bonifiche, quello che resta ancora da fare

Ispra e Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente hanno pubblicato il report annuale sui siti contaminati in Italia: solo in città ci sono 16 procedimenti in corso.

I dati
La discarica di Ruffino-Pitelli

La Spezia - Sono ancora numerosi i procedimenti di bonifica in corso nel suolo spezzino e in quello ligure. La fotografia disponibile più recente è il report "Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia: i dati regionali" pubblicata da Ispra e Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente nelle scorse settimane.
Quale sia la situazione emerge in maniera graficamente molto chiara nell'immagine di copertina, una rappresentazione cromatica delle aree maggiormente inquinate in cui ben poco del Bel Paese risulta intonso.

A livello ligure i procedimenti totali in corso sono 780, pochi rispetto ai 34.478 in essere in Italia, dove a guidare la classifica dei peggiori è la Lombardia con 10.316 pratiche. I siti liguri con procedimento di bonifica in corso sono 333, mentre quelli che si possono definire conclusi sono 447.
Dei procedimenti in corso un terzo, ovvero 109, sono quelli relativi a siti potenzialmente contaminati, ovvero quelli quelli per i quali è stato registrato il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione, indice di un potenziale effetto sulle matrici ambientali e sulla salute dell’uomo. Sono 180, cioè il 54 per cento, quelli contaminati, per definizione "i siti per i quali vi è un impatto conclamato sulle matrici ambientali, che presentano livelli di contaminazione superiore ai “livelli di accettabilità” che, a seconda dei casi, possono essere fissati pari alle concentrazioni soglia di contaminazione, oppure alle concentrazioni soglia di rischio derivanti da una analisi di rischio sanitario/ambientale sito-specifica.
Il Comune ligure che compare in tutte le classifiche dei 20 italiani con maggior numero di procedimenti in corso, con più procedimenti in fase di bonifica e con più procedimenti conclusi è quello di Genova, a dimostrazione dell'incidenza del passato industriale dei territori sull'attuale stato di salute del suolo.

Nella provincia della Spezia risultano iscritti all'anagrafe 105 siti, per una superficie totale di 135 ettari. Sono 43 i procedimenti di bonifica in corso (pari a 112 ettari) e 62 quelli conclusi (23 ettari). I territori maggiormente interessati, sia a livello cromatico nelle carte che nei dati delle tabelle sono quelli della Spezia e di Sarzana.
In particolare, dalle tabelle liguri dei peggiori, nel capoluogo risultano in essere 16 procedimenti di bonifica, con 10 siti contaminati, 9 bonifiche in corso e 3 situazioni non classificabili. Sono 22, infine, le bonifiche che risultano concluse nel comune spezzino.
Il comune di Sarzana risulta invece solamente nella tabella regionale dei procedimenti conclusi, con 7 bonifiche.

Nel capoluogo le bonifiche svolte o da svolgere sono molteplici e di varia entità. Una delle principali riguarda l'area ex Ip, ferma dopo il fallimento di Helios immobiliare e l'escussione della fideiussione da parte del Comune e con complicate procedure tecnico/giuridiche, che stanno ostacolando il prosieguo delle attività, che ad oggi hanno condotto alla bonifica di circa l’80% del terreno.
Sulla discarica Ruffino-Pitelli vale una sentenza senza responsabili, mentre è ancora da dirimere la questione è ancora da dirimere per quel che riguarda l'area ex Ipodec. Nemmeno una caratterizzazione, in quanto zona militare, per l'Area del tiro al piattello. Se per la discarica di Valbosca si può parlare di procedimento concluso, per quella di Vallegrande bisogna scomodare l'attività di monitoraggio dopo alcuni interventi di risanamento. Per Saturnia, dopo la bocciatura del progetto di ambientalizzazione di Acam, la Regione ha chiesto un progetto di fattibilità per la bonifica o la messa in sicurezza dei rifiuti, e infine, sempre all'interno del Sir di Pitelli, sono assai complicate le situazioni relative alle discariche di Monte Montada e del Campetto, dove la Forestale aveva rinvenuto negli anni scorsi nuovi abbanchi di rifiuti.
Senza dimenticare l'area Enel, completamente oggetto di caratterizzazione e analisi di rischio e in parte bonificata, come il "Campo in ferro Enel" o in fase di bonifica. Un altro Campo in ferro, quello tra Marola e Cadimare, sta invece assistendo alla sperimentazione della fitorimediazione, i cui risultati sono al momento ignoti.

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