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Alla memoria di Guido Coccia il largo antistante l'ingresso di Porta Ospedale

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Alla memoria di Guido Coccia il largo antistante l'ingresso di Porta Ospedale

La Spezia - Si è svolta questa mattina la cerimonia di intitolazione del largo antistante l'ingresso di Porta Ospedale della Base Navale a Guido Coccia già Nostromo di Nave Vespucci. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, il Prefetto Maria Luisa Inversini, il Comandante del Comando Marittimo Nord ammiraglio Giorgio Lazio, l’assessore alla Toponomastica Maria Grazia Frijia, il Comandante La nave scuola Amerigo Vespucci Gianfranco Bacchi, il Vescovo Luigi Ernesto Palletti, il sindaco di Nocera Umbra (paese natale del Coccia) Giovanni Bontempi e la vedova Coccia accompagnata dalla figlia. La cerimonia di intitolazione segue la Delibera della Giunta Peracchini proposta dall’assessore alla Toponomastica Maria Grazia Frijia e approvata all’unanimità il 22 febbraio scorso che prevedeva appunto di rende omaggio alla figura di Coccia dedicandogli un importante spazio cittadino. "Quella di Guido Coccia è stata una vita dedicata alla nostra Patria e alla nostra Marina Militare, alla quale oggi è stato dedicato uno slargo davanti all'ingresso di Porta Ospedale della Base Navale in Viale Nicolò Fieschi - dichiara il Sindaco Pierluigi Peracchini - Lo slargo rimarrà per sempre a testimonianza del suo impegno come Nostromo di Nave Vespucci e dei suoi valori familiari profondamente radicati sul territorio. Il suo è un chiaro esempio per tutta la cittadinanza e per le nuove generazioni: è stata, infatti, una delle poche persone che ha navigato sia sul Cristoforo Colombo, veliero gemello della Vespucci, sia su quest'ultima dove ha trascorso tutta la sua carriera militare. A rendere ancora più emozionante l'intitolazione è stata la grande commozione della vedova Coccia e della figlia, unita alla presenza proprio della Vespucci sullo sfondo nell'Arsenale: un'eccellenza tutta italiana riconosciuta nel mondo. Un ringraziamento all'Assessore alla toponomastica Maria Grazia Frijia e a tutta la commissione."

Il capo nocchiere di prima classe Guido Coccia è stato un sottufficiale della Marina Militare, nato nel 1928 a Nocera Umbra e venuto a mancare il 23 febbraio 1999. A 19 anni frequentava il corso per sottufficiali nocchieri della Marina Militare che si teneva a bordo della nave a vela "Cristoforo Colombo", un tre alberi quasi gemello dell'"Amerigo Vespucci". Non riuscì però a terminare il corso sul "Colombo", perché la nave, venne ceduta all'Unione Sovietica e nel 1947si trasferì sull'Amerigo Vespucci che sarebbe stata la sua casa per ben 34 anni. Il corso fu superato brillantemente e mentre la maggior parte dei colleghi sbarcava per raggiungere altre destinazioni, Coccia fu prescelto per essere inserito nell'equipaggio fisso della nave-scuola. Coccia, prima da sergente, poi da secondo capo, ed infine da capo anziano, è stato per anni l'uomo di punta. Le sue lezioni sui nodi, sulla nomenclatura del piano velico, sulle manovre, erano diventate delle vere e proprie istituzioni: aveva anche escogitato i sistemi più validi per fare ricordare nomi non davvero facili e si avvaleva di una innovativa attrezzatura didattica che si era costruito lui stesso con i mezzi di bordo. Passando dalla teoria alla pratica, Coccia entrava nel suo elemento: lo ricordano sull'alberatura e in coperta quando dirigeva come un direttore d'orchestra gli allievi che salivano a riva per serrare e bordare le vele. Lo chiamavano a bordo "fischio d'oro" perché i suoi trilli erano inconfondibili, sia che impartiva gli ordini agli allievi sia che conversava con gli altri nocchieri Gli allievi che capitavano nella squadra di Coccia venivano contagiati da questa sua forma di entusiasmo e capivano subito che con un tale istruttore non c'era modo di farla franca: dovevano imparare tutto e bene senza mezzi termini. E avevano in più la soddisfazione di trovare, insieme al maestro, un amico paziente e simpatico. Senza contare che nell’esercizio della propria funzione Coccia introdusse novità tecniche in ordine alle modalità di conduzione del veliero. Questa è la vicenda di un uomo che al servizio della sua Patria, della sua Arma e della sua bruciante passione per la navigazione ha lungamente vissuto alla Spezia trovandovi l’ambiente ideale per realizzare pienamente la propria vocazione. Ha trascorso tutta la vita professionale a bordo dell’”Amerigo Vespucci”, 34 anni di vita a bordo, 34 crociere e pre –crociere, per complessive 500 mila miglia. Nella sua vita ha ricevuto numerose benemerenze quali: Cavaliere della Repubblica, Cavaliere all’ordine di Santo Stefano e medaglia Mauriziana.

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