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A Castellazzo le celebrazioni di San Benedetto

"Modello per l'Europa"
Monastero benedettino di Castellazzo

La Spezia - Lunedì scorso il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti ha presieduto la celebrazione liturgica di San Benedetto. Il rito si è svolto, come avviene ogni anno, nella chiesa del monastero benedettino di Santa Maria del mare, a Castellazzo, sui colli spezzini. Oltre alle monache di clausura, erano presenti diversi sacerdoti, seminaristi e fedeli. Presenti anche le telecamere di Tele Liguria Sud per un servizio andato in onda la sera. All’omelia, il vescovo si è soffermato sulla figura del santo patrono d’Europa. “San Benedetto abate - ha detto monsignor Palletti - è figura grande nella storia, figura che dà un’impronta forte anche e in modo particolare non solo alla Chiesa ma alla società civile. Ieri il Papa ha ricordato proprio all’Angelus quanto l’Europa debba ritornare a San Benedetto per ritrovare i valori veri e fondativi di ciò che dovrebbe essere”. Il vescovo ha così proseguito: “Ma per noi oggi San Benedetto diventa soprattutto quel fratello maggiore che ci indica la strada da percorrere per vivere nella pienezza l’Evangelo di Cristo. Una strada che è fatta certo anche di solitudine, ma è fatta anche di vita comune, è fatta di preghiera come è fatta di lavoro, è fatta dell’appartarsi dal mondo ma per essere ancora di più all’interno del mondo. Non dimentichiamoci che proprio attorno all’opera di San Benedetto si ricostruisce un’Europa che all’epoca si era distrutta, dopo la caduta grande dell’Impero romano”. Di qui, nella prosecuzione dell’omelia, il richiamo al brano evangelico letto nella liturgia della Messa: “Qui abbiamo la pagina dell’Evangelo che abbiamo ascoltato: ‘In verità io vi dico ... voi che mi avete seguito’. Ecco, Benedetto segue, appartiene alle tante schiere di coloro che hanno seguito e che seguono il Signore. Questo concetto viene spesso ripetuto nelle pagine della Regola di San Benedetto. E’ un seguire che indica sempre attenzione al dono dello Spirito, a quell’ascoltare ciò che lo Spirito dice alla Chiesa. E’ quel seguire che, da una parte, si fa potente, forte, come in lui Benedetto il grande maestro, e che però si fa anche umile, ricordandoci che, decisamente, Dio parla anche nell’ultimo dei fratelli. E nello stesso tempo, ancora, si fa cosciente di una promessa: chiunque avrà lasciato, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. E’ proprio su questa promessa che San Benedetto può porre le fondamenta del suo nuovo cammino, che ancora oggi ci viene mostrato”. Come è noto, il monastero di Castellazzo, affacciato sul golfo, è uno dei due monasteri di clausura ancora esistenti in diocesi: l’altro è quello delle monache Clarisse di Sarzana. Ed è anche un punto di riferimento di preghiera e di spiritualità per tante persone.

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