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"Tenere conto dello studio Hydrodata per principio di precauzione"

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Borgo Baceo

La Spezia - "Come Legambiente La Spezia abbiamo partecipato alla commissione consiliare sulle Osservazioni al PUO di Via Prosperi (Borgo di Bacèo) durante la quale sono state espresse diverse opinioni su un aspetto particolarmente delicato, ovvero lo studio idraulico realizzato da Hydrodata sui corsi d’acqua ricadenti nell’area del Comune della Spezia, compreso il Torrente Dorgia le cui esondazioni vanno ad interessare anche l’area su cui insiste il Progetto Urbanistico Operativo approvato dal Comune e che prevede la costruzione di due nuovi palazzi di 8 piani ciascuno, più un terzo edificio.
L’Assessore Piaggi è intervenuto esprimendo alcuni concetti sui quali ci permettiamo di dissentire, per una questione che è di primaria importanza in quanto afferente aspetti di sicurezza idraulica, che possono interessare quindi tutta la cittadinanza. Si è detto che lo Studio Hydrodata non si è concluso, che il Comune ha commissionato tutta una serie di approfondimenti, il che lo renderanno utilizzabile tra chissà quanti mesi, e comunque in tempo non utile al percorso attualmente in corso di approvazione definitiva del PUO, sottoposto a VAS, Valutazione Ambientale Strategica. Non solo: lo Studio si dice essere stato redatto ad una scala di Piano di Bacino, quindi non sufficientemente dettagliato per valutare un progetto come quello di cui si parla.

Poniamo una serie di questioni, non tanto in punta di diritto (su queste si è già espresso in modo esaustivo il giurista ambientale Marco Grondacci), quanto di opportunità, perché quando si parla di sicurezza idraulica è evidente che si debba necessariamente operare in forma precauzionale e comunque secondo principi di buon governo che pongano le questioni di sicurezza al di sopra della varie altre esigenze, benché importanti. Vista l’importanza della materia, diventata ormai di dominio pubblico, sarebbe il caso che l’Amministrazione perseguisse un profilo di alta trasparenza; il lavoro di Hydrodata è stato consegnato a giugno 2020, con dati che appaiono alquanto preoccupanti: quando è stata avviata la fase di approfondimento, su quale precisa tempistica e contenuti?
Dal momento che lo Studio individua svariate aree interessate da rischio idraulico tra quelle attualmente sottoposte a importanti progetti di edilizia residenziale, artigianale o del commercio (oltre a Via Prosperi, ad esempio, anche l’area delle Casermette e quella dell’Ex SIO), e i cui percorsi di approvazione definitiva e/o avvio dei lavori avranno tempi più brevi di quelli dell’aggiornamento del Piano di Bacino, non sarebbe buona norma, secondo il Principio di Precauzione, attendere l’esito di questi studi più approfonditi?

Proprio per non correre il rischio di chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati, visto anche che in qualche modo siamo stati “avvisati”. Anche perché, sebbene lo Studio sia stato svolto a scala di Bacino, è proprio a quella scala che vengono redatte le norme sulla base della classificazione del territorio in diversi livelli di pericolosità idraulica, norme a cui attenersi per pianificare e progettare in sicurezza. Da questo punto di vista risulta difficile comprendere gli elementi di incompletezza dello Studio, cui faceva riferimento l’Assessore Piaggi, anche in base a quanto affermato nella “Relazione idraulica e di analisi della pericolosità” dello stesso, quando si dice: “In conclusione, i risultati del presente studio, esposti nel seguito del documento, costituiscono un aggiornamento e affinamento di maggior dettaglio delle valutazioni di pericolosità idraulica contenute nel vigente Piano di Bacino, e potranno fungere da base per la ridefinizione delle stesse alla scala territoriale d’ambito, a supporto delle attività di protezione civile e del Piano Urbanistico Comunale”.

In conclusione chiediamo che per principio di precauzione si tenga conto da subito delle risultanze dello Studio Hydrodata, non solo per il progetto di Via Prosperi ma per tutti gli altri interventi che interessino aree giudicate dallo Studio di maggiore pericolosità rispetto a quanto previsto dal Piano di Bacino vigente, anche in considerazione delle modificazioni climatiche in atto che determinano, come purtroppo ampiamente sperimentato, eventi alluvionali di aumentate frequenza ed intensità"

Legambiente La Spezia

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