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"Prioritario recuperare posti letto in Rsa, si guardi all'hospice di Sarzana"

La Cgil mette nero su bianco l'emergenza per famiglie e lavoratori: "Devono poter dare ai propri cari le cure adeguate".

la proposta
Daniele Lombardo, Luca Comiti, Carla Mastrantonio

La Spezia - Attivare una convenzione con i privati per recuperare dei posti letto nelle Rsa. E' la proposta di Cgil per far fronte a due situazioni che destano preoccupazione in città: l'occupazione dei lavoratori del settore sanitario in cassa integrazione e alleviare le difficoltà delle famiglie che fanno richiesta per far accedere i congiunti anziani in strutture adeguate e ricevere le cure che meritano.
Ne hanno parlato questa mattina, alla Camera del lavoro di Via Bologna alla Spezia, Luca Comiti di Filcams, Carla Mastrantonio di Spi e Daniele Lombardo di Fp Cgil che hanno messo nero su bianco l'esigenza di sbloccare i posti letto nelle Rsa. Una situazione che di partenza è già complessa per la chiusura di due piani al Mazzini.
Il primo a prendere parola è stato Luca Comiti: "Nell'ultimo periodo sono andati persi molti posti. Partendo dal Mazzini: due piani sono chiusi completamente, il terzo è usato limitatamente. C'è un'estrema necessità per i post acuti e di ripristinare una serie di funzioni che con l'emergenza Covid sono andate perse. Sono utilizzati 80 posti letto e la nostra analisi mette in evidenza le strutture del territorio, quelle convenzionate al fine di poter arrivare ad una soluzione: garantire risposte ai cittadini e permettere loro di potersi curare. Se il Covid domani non ci fosse più avremmo comunque una situazione critica. Il Mazzini ha bisogno di avere lavori strutturali e stiamo anche cercando di capire cosa accadrà a livello gestionale: se subentrerà ad esempio la seconda classificata oppure se subentrerà la gara ponte".
I dettagli sui numeri e sulle strutture arrivano da Carla Mastrantonio: "Abbiamo fatto una ricognizione di tutte le strutture in provincia. Il dato allarmante che abbiamo ricevuto è che a seguito del Covid vanno fatte ampie riflessioni sull'organizzazione di questa strutture. La risposta alle esigenze delle famiglie deve essere diffusa, perché in questo momento viene data risposta solo agli anziani dimessi dall'ospedale. Pensiamo invece a coloro i quali sono assistiti a domicilio: molti non sono autosufficienti e non hanno modo di poter entrare in Rsa. Non tutte le strutture hanno una zona buffer, molte famiglie hanno paura e non ci risulta che ci sia disponibilità di Asl e Regione per incrementare gli accessi".
"Abbiamo 620 posti letto in provincia, 500 sono quelli accreditati per i quali le famiglie pagano solo le funzioni alberghiere, - prosegue Mastrantonio - e ne sono occupati circa 426. Di questi 120 sono interamente privati. Il numero dei posti letto in provincia deve aumentare in modo che tutte le famiglie, nonostante l'emergenza, possano garantire ai propri cari le cure adeguate. Noi intendiamo un vero e proprio accreditamento per i posti letto, così facendo si risolve il problema anche dell'occupazione. La situazione però resta complessa: molte Rsa non sono a pieno della propria capacità senza dimenticare che molte famiglie non possono sostenere economicamente certe spese (una retta nel privato costa 3.700 euro, in una pubblica oppure convenzionata 1.700 euro, NdR). L'attenzione su questo argomento deve essere alta. Abbiamo anche pensato che circa 25 posti letto potrebbero essere recuperati se dovesse nascere l'hospice di Sarzana, davanti al San Bartolomeo. In base ai nostri calcoli potremmo arrivare un totale di 650 posti letto. Ad oggi di questi 620 posti ne sono occupati solo 426 si evidenzia la necessità di repererine di nuovi".
Daniele Lombardo è entrato nel dettaglio dell'occupazione. "In una situazione già complessa si è inserita anche la crisi del Mazzini, che potrebbe avere fino a 120 ospiti, ha due piani non utilizzati e non ci sono tempistiche certe. Noi vorremmo che le persone che ne necessitano possano entrare nelle strutture che per capienza potrebbero ospitarle, anche se fosse una soluzione temporanea in attesa che il Mazzini torni pienamente funzionante. Questa soluzione darebbe anche garanzie dal punto di vista occupazionale perché l'organico è in cassa integrazione a rotazione".

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