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Ultimo aggiornamento: Martedì 13 Aprile - ore 19.32

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"Lavorare sulla percezione dell'insicurezza, dentro di me rimango poliziotto"

Dopo quasi cinque lustri in Polizia, Francesco Bertoneri è il nuovo numero uno di Via La Marmora: "Qui perché amo la mia città. Bene le assunzioni che ci saranno, nuovi agenti andranno sul territorio. Potenziare l'infortunistica è un mio obiettivo"..

l'intervista al comandante dei vigili
Francesco Bertoneri

La Spezia - "Sono qui probabilmente perché a Spezia sono nato e sono fra i pochi ad amarla. Fin da piccolo avevo l'aspirazione professionale di lavorare per la mia città". Alle spalle le prime frenetiche settimane da comandante della Polizia Municipale della Spezia per Francesco Bertoneri, storico Capo di Gabinetto della Questura, portavoce del questore e responsabile dell'ufficio stampa, pronto ad immegersi in una nuova sfida. Cresciuto alla Chiappa, dopo 23 anni con la divisa da poliziotto, ora ne indossa un'altra con lo stesso comune denominatore: lavorare per la città che gli ha dato i natali. Da un punto di vista solo in parte differente: di certo il sindaco Pierluigi Peracchini potrà contare su una figura apicale esperta di rapporti, protocolli e territorio. "Mi ha chiamato subito per farmi le congratulazioni poi ci siamo incontrati nei giorni successivi - racconta Bertoneri a Città della Spezia -. Tiene molto alla sicurezza della città e l'impegno concreto a fornirci gli strumenti di lavoro quotidiano sta a dimostrarlo: l'impianto complessivo di videosorveglianza è fondamentale ma anche la nuova caserma che sarà pronta a fine aprile, migliorerà tutte le funzioni. Sarà all'avanguardia, divisa a piani, con stanze dedicate ad ogni settore operativo. C'è massima sensibilità da parte di palazzo civico".

Partiamo dal primo impatto: che situazione ha trovato al Comando?
"Mi sono subito integrato anche perché ho trovato professionisti seri che ben conoscono il territorio. Con alcuni di loro ho collaborato già in passato nel mio precdente ruolo. Ho così toccato con mano che la Polizia Municipale ha diverse competenze esclusive e divisioni: penso al nucleo di tutela ambientale, al decoro, agli animali. A questo proposito devo fare i complimenti alla gestione operativa del canile comunale che ho visitato la settimana scorsa: tengono davvero i cani in modo esemplare. E lo dico da convinto ed esigente amante degli animali".

A livello organizzativo cosa ha trovato di veramente funzionale e cosa vorrebbe poter migliorare?
"C'è un nucleo borghi, la città, oltre il centro, è divisa, da ponente a levante, in otto zone nelle quali vigilano le pattuglie appiedate. Svolgono un ruolo simile ai poliziotti e carabinieri di quartiere: è qualcosa di importante soprattutto per i residenti dei quartieri e delle frazioni più lontane. Potenziare l'infortunistica è un mio obiettivo: servizi motomontati, per i quali saranno organizzati dei corsi ad hoc per la patente necessaria, ma anche vigilanza preventiva. Molti degli incidenti sono determinati dall'uso del cellulare alla guida e da questo punto di vista un agente in moto può cogliere molto più facilmente in fallo il trasgessore rispetto ad un posto di blocco tradizionale".

E poi?
"Il concorso che porterà alle nuove assunzioni è un'iniziativa importantissima: nel tempo la città avrà nuovi agenti a disposizione. Il controllo del territorio è la base del nostro lavoro, ecco perché andranno tutti al reparto territoriale. Sono sempre stato convinto, da vecchio poliziotto, che la pattuglia appiedata col personale in divisa dia il miglior valore possibile al senso di un presidio permanente. Il terzo turno rimarrà, è un impegno dell'amministrazione comunale che ha dato riscontri assolutamente positivi. Era nato anche per la necessità delle altre forze dell'ordine di affrancarsi dal lavoro di rilevazione dei sinistri stradali che sono operazioni lunghe e tolgono la possibilità di stare sul territorio per occuparsi di reati più gravi, che siano risse o rapine".

Di cosa si lamentano gli spezzini?
"Ma ovviamente le chiamate sono le più disparate. Spesso riguarda il mal costume di occupare gli stalli di parcehggio dedicati ai disabili: su questo la Polizia Municipale è rigoriosissima. Chiamano anche per l'occupazione di passi carrabili, situazioni di potenziale assembramento, persone senza mascherine. Ma, al di là della proverbiale litigiosità degli spezzini, in massima parte anche quando si tratta di multe, sono contestazioni pacate. Siamo chiaramente meno amati dalla popolazione: credo dipenda soprattutto dal fatto che un vigile è chiamato ad intervenire spesso per violazioni del Codice della Strada. Va da sè che diventa fisiologico che chi fa le sanzioni non può essere apprezzato come altre forze di polizia".

Parliamo di movida, o quel che ne resta. Come si fa, in questo momento, a far coesistere le esigenze dei locali pubblici, quelle degli avventori e la necessità di non abbassare la guardia al Covid-19?
"Partiamo da un dato non banale: registriamo un sostanziale rispetto del coprifuoco, in zona gialla aumenta un po' il traffico rispetto a quando, come oggi, la città è in arancione. L'aperitivo, per le azioni che comporta, è un momento in cui la mascherina si abbassa: per bere, per mangiare. Le norme le conoscono tutti e la maggior parte delle persone si è responsabilizzata. E anche sugli assembramenti è sempre una questione di percezione viviva. Le feste in casa? Non sono un fenomeno rilevante anche perché probabilmente c'è il timore di essere spiati e denunciati".

Continuano invece gli episodi di Via Milano. E' un fenomeno recente sul quale tutti voi state impiegando personale
"Da un paio d'anni in particolare. Credo che il lavoro quotidiano, di concerto con le forze di polizia, sia la risposta migliore alla percezione di insicurezza manifestata dai cittadini. Non abbiamo la bacchetta magica ma l'idea è quella di intervenire giorno dopo giorno. Non a caso sono aumentati i servizi mirati nel quartiere che, ricordiamolo, è anche il quartiere della Polizia Municipale".

Lo Spezia in serie A un altro impegno supplementare. Se ci fosse il pubblico...
"Sapevo che con la serie A sarebbero aumentati i servizi anche perché non sono affatto gli stessi previsti per la B e il lavoro è necessariamente maggiore: se poi riaprissero le trasferte ancor di più visto che va predisposta la viabilità dai varchi d'accesso alla città, che siano quelli autostradali o ferroviari".

Un pensiero al recente passato con lo sguardo al futuro.
"Rimango poliziotto, sarò sempre debitore alla Polizia di Stato dove ho passato gli ultimi ventitrè anni di vita. Ho avuto stupendi collaboratori dai quali ho imparato tantissimo. Credo che allora come oggi il compito di un dirigente sia quello di dare tranquillità a chi lavora intorno a te. Coprire loro le spalle, difenderli fino all'ultimo, se c'è il rispetto per il lavoro e per gli altri. Ho sempre detto a tutti gli agenti che se durante un controllo viene detto loro che mi conoscono personalmente di essere oltremodo intransigente. Il motto della Polizia non a caso è «Sub lege libertas»".

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