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"Chiudere la scuola è un atto gravissimo, i sindaci intervengano"

Il vista dello sciopero del 26 marzo il Coordinamento scuola La Spezia scrive ai sindaci: "Quanti i casi di contagio sono stati accertati nelle nostre scuole? A fronte di questo numero quali protocolli anticovid sono attivati nei luoghi di lavoro?".

partono le missive
Scuola

La Spezia - La chiusura delle scuole rappresenta un atto gravissimo per il Coordinamento scuola La Spezia. Vogliono sapere quanti sono i casi di contagio accertati negli istituti e quali protocolli sono stati applicati nei luoghi di lavoro a fronte di questo numero. Nato nei mesi scorsi e formato da personale della scuola, genitori e studenti, il coordinamento torna a far sentire la propria voce e oggi ha inviato delle lettere ai sindaci della Provincia della Spezia, alle autorità sanitarie competenti, ai dirigenti Scolastici degli istituti superiori, alle autorità provinciali e regionali competenti per scuola e sanità nonché al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Le missive sono state inviate a pochi giorni dallo sciopero del 26 marzo indetto dai Comitati di base della scuola e riguarda tutto il personale docente ed Ata, a tempo indeterminato , atipico e precario.

"I ragazzi e le ragazze delle scuole superiori - si legge in una nota del Coordinamento scuole ça Spezia -, per decisione del presidente Toti, sono nuovamente privati del diritto costituzionale all’istruzione in presenza perché, anche nel momento in cui la nostra Regione si trovava in zona gialla, le scuole superiori sono state nuovamente chiuse. Ormai è chiaro a tutti che la didattica a distanza è solamente un surrogato di scuola e i ragazzi sono stati così di nuovo privati non solo della qualità dell’apprendimento, ma anche di quella socialità che rappresenta un elemento imprescindibile per lo sviluppo nell’età evolutiva; gli adolescenti, anche della nostra provincia, mostrano tutti i segnali di malessere che ormai sono comprovati da molti studi scientifici".
"Proprio per la gravità che rappresenta l’atto della chiusura delle scuole - scrivono ancora -, mentre molte altre attività maggiormente “produttive” continuano a restare aperte, chiediamo che ci siano fornite e spiegate le basi scientifiche per le quali si procede ancora ad accanirsi sulle istituzioni scolastiche come fossero l’origine di tutti i contagi: quanti i casi di contagio sono stati accertati nelle nostre scuole? A fronte dello stesso numero di contagiati, quali protocolli anticovid sono attivati nelle fabbriche e negli uffici pubblici e privati?"

Il coordinamento prosegue: "Sono dati importanti e pretendiamo che tutte le Autorità lquani forniscano ogniqualvolta si proceda a chiudere le scuole nel loro insieme o singolarmente. Aspettiamo risposte perché le autorità, tutte, devono spiegare ai docenti, agli studenti e alle studentesse, ai loro genitori perché le scuole sono, da ormai un anno, le prime a chiudere e le ultime ad aprire. Ci rivolgiamo con particolare fiducia ai sindaci, perché ci rappresentano e rappresentano anche tutti i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori e chiediamo una loro presa di posizione ufficiale".

"Di fronte a questa situazione - conclude la nota - chiediamo con forza che il governo assuma la decisione, squisitamente politica, di impiegare le risorse del recovery plan non in un ennesimo investimento in dispositivi digitali, ma per evitare che a settembre le scuole si trovino nuovamente nella situazione attuale: per questo anche a La Spezia parteciperemo alla giornata di sciopero del 26 marzo per chiedere che i soldi del Recovery Plan siano utilizzati per la riduzione del numero di alunni per classe e per un conseguente piano straordinario di assunzioni che sani la piaga endemica del precariato della scuola italiana".

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