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Rada di Lerici, Regione: "Progetto di competenza statale"

La nota dell'assessore Giampedrone in risposta al capogruppo Pastorino (Linea condivisa), che ha posto una serie di temi di natura tecnica, ambientale e normativa.

Palla del ministero
La baia di Lerici

Golfo dei Poeti - Progetto di riorganizzazione della baia di Lerici toccato oggi pomeriggio in consiglio regionale per mezzo di un'interrogazione del capogruppo di Linea condivisa, Gianni Pastorino. L'esponente dell'opposizione ha attinto al Piano territoriale di Coordinamento della Costa della Regione Liguria e allegati per imbastire la sua iniziativa politica, osservando nel menzionato Piano (in particolare il fascicolo allegato 2.2.2) si cita la situazione della rada lericina, definendo “auspicabile – dice il testo, passaggio menzionato nell'interrogazione - un intervento di sistemazione del porto che preveda il completamento dell’opera di difesa e la razionalizzazione degli ormeggi”, rilevando altresì che “la situazione presenta marcate analogie con quella di Sestri Levante, dove le controindicazioni di ordine ambientale sembrano tali da ridurre i margini per ogni tentativo di trasformazione”. E ancora, per il seno lericino, si parla di un “limitato allungamento della diga” e della “sistemazione di alcuni pontili galleggianti che non modifichino né la capacità del porto né la tipologia di utenti”, questo, afferma Pastorino, “essendo la capacità del porto definita al punto 1. - Inquadramento Generale – in 300 posti barca equivalenti da 12 metri che, in relazione alla tipologia dei circa 1300 natanti attualmente ospitate nella rada di Lerici, si rapportano a circa 900 natanti ospitati”. E cita altresì un passaggio di un allegato del documento in cui si legge che, per Lerici, “l’auspicabile messa in sicurezza e il potenziamento del porto esistente sono subordinati alla capacità di definire un progetto di intervento calibrato con i vincoli paesaggistici e urbanistici del paraggio”.

Il capogruppo Pastorino osserva quindi che “il progetto di razionalizzazione della rada di Lerici, per quanto dichiarato dal sindaco di Lerici e dal suo assessore ai Lavori pubblici, prevede la riorganizzazione mediante un sistema misto pontili galleggianti e gavitelli che lascia immutato il numero di natanti in Rada, con circa 450 posti a pontile e i restanti a gavitello e comporta una riduzione della superficie dello specchio acqueo occupato pari a 10.614 mq rispetto agli attuali 66.148 mq […] Per quanto precedentemente evidenziato, i natanti in Rada sarebbero almeno 400 in più rispetto a quanto stabilito come capacità del porto da mantenere immutata per quanto riportato nel predetto fascicolo 2.2.2 allegato al Piano di Coordinamento della Costa”. Di qui gli interrogativi al governo regionale, formulati per sapere “se vi siano state, da parte di Regione Liguria, valutazioni di compatibilità tecnica nella realizzazione del progetto [...], con particolare riferimento al rischio connesso all’apposizione dei detti pontili in concomitanza con eventi atmosferici avversi; conseguentemente, se siano state individuate forme di protezione e/o mitigazione rispetto al rischio connesso ad eventi atmosferici avversi; se sia stata presa in esame la necessità di procedere a: dragaggi nella zona della Rada di Lerici; progettazione di un piano di gestione della rada stessa attraverso attività di dragaggio sistematico e/o apposizione di opere a mare”.

Al consigliere dell'opposizione è pervenuta risposta scritta firmata dall'assessore a Infrastrutture e Ambiente Giacomo Giampedrone, e dal dirigente del Settore Via e Sviluppo sostenibile Paola Carnevale. “Nel mese di aprile 2021 – si legge – si è svolto un incontro con il Comune di Lerici e questo assessorato durante il quale è stato affrontato, con l'ufficio interessato, l'argomento riguardante la competenza sull'espressione di valutazione d'impatto ambientale del progetto di razionalizzazione della rada di Lerici. Durante l'incontro è chiaramente emerso che il progetto, trattando di un ambito portuale, rientrava tra le fattispecie di cui agli allegati della Parte seconda del D.lgs 152/2006 e ss.mm.ii di competenza statale”. Il riferimento di legge, qui, è quindi il Testo unico dell'ambiente. “Pertanto ad oggi – conclude la nota – non è in corso nessuna valutazione tecnica da parte della Regione Liguria, valutazione che avverrà nell'ambito della procedura di livello nazionale, una volta che il Comune di Lerici avvierà il procedimento presso il MTE”, cioè il Ministero della Transizione ecologica, ex Ambiente.

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