Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 04 Agosto - ore 22.30

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

I porti levantini raccontati dal castello

La Società Dante Alighieri di Genova porta a Lerici uno dei suoi eventi dedicati al Poeta. Che forse toccò il Golfo, ma che probabilmente non amava spostarsi via mare.

Storia e tecnica
I porti del Levante ligure nel Trecento

Golfo dei Poeti - Un'ora di appassionante approfondimento marinaresco si è dispiegata sabato scorso al castello di Lerici, una delle sedi scelte dalla Società Dante Alighieri di Genova per omaggiare il Poeta a settecento anni dalla morte e ripercorrerne il rapporto con la Liguria. La conferenza, intitolata I porti del Levante ligure nel Trecento, si è tenuta a porte chiuse causa Covid-19 ed è disponibile integralmente sul canale Youtube della Dante Alighieri genovese. A introdurla, il presidente del sodalizio, professor Francesco De Nicola. “Al tempo di Dante – ha osservato – gli spostamenti marittimi rispetto a quelli terrestri erano meno faticosi e non esponevano a pericoli quali briganti e animali feroci. Ma c'era il rischio delle tempeste, come quella che incontrò l'imperatore Enrico VII quando, partito da Genova diretto a Pisa, dovette fermarsi per qualche tempo nel Golfo della Spezia per salvaguardare le sue galee”. Nella Commedia, ha osservato De Nicola, Lerici, che al tempo del Poeta “era uno dei porti più importanti della Liguria”, viene menzionata (siamo nel Canto III del Purgatorio) “forse perché qui Dante, nelle sue peregrinazioni, è sbarcato o si è imbarcato. O forse per indicare, assieme a Turbia, gli estremi della Liguria, non per fare un'immagine promozionale, ma per descrivere la regione come una delle più scoscese e franose”.

Parola quindi al professor Luca Lo Basso, ordinario di Storia Moderna all'Università di Genova e assoluta autorità nella storia della marineria, delle sue tecniche, delle sue evoluzioni. “Il Golfo della Spezia – ha spiegato –, porto naturale prometto da promontori, già in epoca antica poteva ospitare e dare protezione a decine o centinaia di bastimenti che si muovevano per commercio o per ragioni militari. Questo non solo perché le imbarcazioni erano difese dai fenomeni metereologici, ma perché era possibile dare una copertura terrestre militare, via via migliorata provvedendo verso l'età moderna, quando torri e castelli costieri hanno avuto a disposizione le armi da fuoco”. Un vasto porto naturale, quello del seno che poi prenderà il nome di Golfo dei Poeti, che ha tutelato commerci e traffici “favorendo lo sviluppo di borghi costieri come Lerici e Porto Venere, che fin dal medioevo hanno avuto una notevole importanza. I due borghi, le ali del porto, diventeranno oggetto di contesa tra pisani e genovesi. Com'è noto, dopo un primo successo pisano, seguirà la vittoria genovese della Meloria, nel 1284, e anche in quel contesto Lerici ebbe un ruolo da protagonista”. 1284, quando Dante, ancora lontano dal mezzo del cammin, era un giovane uomo di quasi vent'anni. Dante che, ha osservato il professor Lo Basso, “forse prediligeva le vie terrestri a quelle marittime, che però erano le più sicure, lo sono state per secoli”. Dal relatore un passaggio anche sulla scelta di Genova che, “diventata nel secondo Medioevo uno stato regionale che abbraccia le due riviere, non vuole che si sviluppino porti strutturati alternativi al suo. Nessun interesse a costruire porti veri e propri oltre a quello genovese per evitare il rischio di regalare al nemico, in caso di invasione, dei porti con strutture, quindi basi navali militari. Né a Levante né a Ponente, che era il problema più grosso, dopo che a Levante c'era stata la vittoria sui pisani”. Ad arricchire la dissertazione, incursioni nel variegato lessico marinaresco, riflessioni tecnologiche e vive descrizioni delle cruente battaglie navali del tempo e della vita a bordo delle galee. A concludere, l'immancabile letture del Canto III del Purgatorio, a cura di Fabio Contu, che ha dato voce alle parole del Poeta dalla cappella di Sant'Anastasia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia




FOTOGALLERY






















Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News