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Vent'anni di Pertusola ripercorsi in consiglio regionale

L'interrogazione del consigliere Pastorino, la replica dell'assessore Giampedrone sulla scorta della relazione del Dipartimento Ambiente.

Smantellamento in corso
Cantiere dell'ex Pertusola

Golfo dei Poeti - Quale tipo di autorizzazione gli enti competenti hanno rilasciato per procedere agli interventi, in particolare di scavo, che si sono realizzati nell’area di cantiere dell'ex sito industriale di Pertusola, a Lerici? E quale è lo stato dell’arte circa le operazioni di bonifica per l’area in questione, facenti capo a Regione Liguria? Questo il doppio interrogativo posto stamani in consiglio regionale dal consigliere Gianni Pastorino, capogruppo di Linea condivisa. Ricordato che “l'area insiste sul sito di interesse regionale Pitelli” e che, era lo scorso febbraio, i Carabinieri forestali (si veda QUI) “non avrebbero riscontrato traccia di documenti attestanti le autorizzazioni previste dalla normativa vigente per intervenire nell’area [...], in particolare non vi sarebbero gli estremi amministrativi per la caratterizzazione della movimentazione a terra”, Pastorino, nel suo testo, sottolinea che il Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale, approvato dal minister0, assegna alla Regione “oltre 9 milioni di euro per gli interventi di interesse pubblico da effettuare nell’ambito del sito”. E che “nelle more dell’applicazione del Piano di Caratterizzazione la competenza, per quanto concerne le attività di bonifica, si sono modificate da statali a regionali”. Una serie di premesse che preparano gli interrogativi espressi in apertura, interrogativi ai quali ha fornito risposta in aula l'assessore regionale all'Ambiente, Giacomo Giampedrone.

L'esponente di giunta ha riportato la relazione fatta pervenire dalla direzione generale del Dipartimento Ambiente e Protezione civile della Regione, in cui, tra le varie cose, si spiega che degli oltre 9 milioni del Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale, risalenti a decreto ministeriale del 2001 e dedicati al sito pitellese nel suo complesso, ne sono stati utilizzati “per attività legate al sito di Pitelli” circa 3 milioni e 800mila, mentre il resto è stato trasferito ad altro Sin (sito di interesse nazionale) ligure. Per quanto riguarda Pertusola, la nota ricorda che nel 2002 il ministero dell'Ambiente approvò con prescrizioni una prima caratterizzazione, “avviando l'iter per l'approvazione della rimozione e bonifica di alcune delle sub aree individuate come critiche e da allora riconosciute come hotspot. Tale iter venne concluso solo dopo il passaggio di competenze alla Regione Liguria che approvò definitivamente il progetto definitivo delle operazioni di rimozione degli hotspot”, questo con decreto dirigenziale del 2017. Il progetto in questione, continua la comunicazione illustrata dall'assessore Giampedrone, prevede che il Gruppo Antonini, proprietario delle aree, provveda allo smantellamento (termine tecnico decomissioning) della condotta fumi, dei due manufatti elettrofiltri, della bag house. “Le attività, avviate nel dicembre 2020 a partire dall'area denominata manufatti elettrofiltri, sono tuttora in corso – ha spiegato l'assessore, relazione alla mano -. Contestualmente al decommissioning è stata approvata con decreto dirigenziale del 9 agosto 2019 […] l'integrazione del piano della caratterizzazione che interessa anche aree demaniali in concessione al Gruppo Antonini e che è finalizzato a verificare le attuali condizioni di contaminazione del sito in riferimento alla normativa vigente. A seguito dell'ultimazione di tali indagini, si potrà procedere all'elaborazione dell'analisi di rischio e alla progettazione definitiva degli interventi di bonifica o di messa in sicurezza che, verosimilmente, interesseranno sia le aree demaniali di banchina in concessione alla Gruppo Antonini s.p.a. sia le aree a terra di proprietà della medesima società”.

Infine, la nota illustrata dall'assessore spiega che le opere di scavo oggetto dell'interrogazione “risultano parte di un intervento di adeguamento dell'impianto di trattamento delle acque meteoriche di prima e seconda pioggia autorizzato dall'Autorità di sistema portuale e per il quale non è stato richiesto parere al settore regionale competente in materia di siti contaminati”.

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