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Progetto pontili, oltre mille firme per il 'no'

Moduli inviati a ministri, Soprintendenza, vertici regionali.

"Problemi di impatto e disagi"
La baia di Lerici

Golfo dei Poeti - Oltre cento moduli contenenti più di mille firme inviati al sindaco Paoletti, al ministro della Cultura Franceschini, al ministro della Transizione ecologica Cingolani, al presidente della Regione Toti, al presidente della Provincia Peracchini, alla Soprintendenza, all'assessorato regionale all'Ambiente e alla Capitaneria di porto. La sottoscrizione sostiene il 'no' al progetto dei pontili galleggianti nella rada di Lerici, pontili ai quali andrebbe circa un terzo delle oltre 1.200 barche presenti nel seno. “L'obiettivo prefissato era il raggiungimento di mille firme e nonostante le note problematiche legate all'emergenza Covid-19 è stato raggiunto, rispettando tutte le misure di sicurezza. Le firme sono state raccolte fornendo informazioni dettagliate riguardo al progetto, spiegandolo, rispondendo a dubbi e considerazioni dei cittadini”, spiegano i promotori Giovanni Cortellezzi (Legambiente), Elena Darosi (Comitato cittadini contro i pontili) e Bernardo Ratti (consigliere comunale e presidente della Società marittima di mutuo soccorso). “La massiccia adesione, in un tempo così limitato, a questa iniziativa di raccolta firme – continuano -, dimostra che buona parte della cittadinanza è contraria a questa visione della rada che andrebbe a modificare radicalmente e irreversibilmente Lerici e la sua baia per come è conosciuta, senza una visione complessiva, di sviluppo, sia per cittadini sia per i turisti. Inserire centinaia di metri di pontili galleggianti che andrebbero ad occupare metà della rada, nella sua parte più preziosa e tipica, sotto al borgo e al castello medievale, è da evitare”. La raccolta, informano gli organizzatori, ha visto aderire soprattutto residenti (circa l'80 per cento del totale dei firmatari, spiegano), che a Lerici in totale sono un po' più di 10mila, ma anche persone che stanno fuori e proprietari di seconde case nel Lericino.

Per promotori e sostenitori dell'iniziativa, i problemi legati all'intervento sarebbero di molteplice natura: “Problematiche spiegano – di impatto paesaggistico, ambientale, di qualità delle acque, impatto sociale, impatto sull'identità culturale. E ancora, problemi legati a condizioni meteomarine, alla sicurezza, ai fondali e all'insabbiamento, all'aumento delle mareggiate dai quadranti meridionali e da 240°, per forza e quantità dovute ai cambiamenti climatici; problemi legati alla sicurezza. E ci sarebbero disagi per la cittadinanza, per gli ospiti e per gli operatori commerciali durante i tanti mesi di cantiere e di lavori, a terra e in mare. Sono state effettuate verifiche con tecnici, uomini di mare, comandanti ed esperti e si è verificato che il progetto è di difficile attuazione, con un impatto negativo dal punto di vista paesaggistico dato che si andrebbe a cambiare irreversibilmente Lerici. Per il bene che tutti vogliono al paese in modo incondizionato, si è quindi deciso di chiedere alle autorità sopracitate di fermare questa opera che per Lerici sarebbe dirompente”. Adesso i promotori della raccolta auspicano che le oltre mille firme catturino l'interesse delle istituzioni interpellate.

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