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Ora Porto Venere teme per il proprio cimitero antico

Il crollo del camposanto di Camogli spinge molte località costiere ad interrogarsi. La minoranza porta foto a testimonianza del degrado: "Diversi segnali di disseto, serve una campagna di verifica di concerto con la Regione".

tra il castello e la grotta
Grotta Byron

Golfo dei Poeti - Il crollo della falesia di Camogli e il mesto recupero delle salme ha suonato un allarme in molte località costiere. Sono "aperti ai venti e all’onde", come cantava Vincenzo Cardarelli, erosi dagli elementi e per questo fragili i campisanti della Liguria appesi alla roccia a picco sul mare. Tra i più suggestivi quello di Porto Venere, ai piedi del Castello Doria, che oggi muove le preoccupazioni dei consiglieri di minoranza in comune. Nell’ottobre 2019 avevano già portato all’attenzione dell’amministrazione le situazioni di dissesto della parete che sorveglia la Grotta Byron, l'Orto del Frate e il Sentiero dell’Infinito. "M da allora ad oggi nulla è stato fatto, e il degrado, in particolare delle celeberrime costruzioni con le bifore, è progredito visibilmente", firmano lo scritto Fabio Carassale, Saul Carassale, Francesca Sacconi e Franco Talevi.

Chiedono di effettuare, di concerto con la Regione Liguria, una campagna di verifica e controllo della stabilita del promontorio di San Pietro. Citano il crollo avvenuto alle Rosse la scorsa estate, pochi chilometri più a ponente. "Al momento esistono già diversi segnali di dissesto e franamenti nell’area ricompresa fra la grotta Arpaia e la falesia ospitante l’Orto del Frate, l’Ambrejo e il cimitero - scrivono -. Un'area in passato in parte anche resa off-limits proprio per problemi di sicurezza, ma attualmente pienamente accessibile".
E ancora "alcuni franamenti di opere murarie si trovano limitrofe alle fondazioni di alcuni corpi di fabbrica ospitanti i loculi cimiteriali, in particolare quelli posti immediatamente a sinistra dell’ingresso principale. Il progredire dei dissesti segnalati potrebbero mettere a repentaglio le strutture cimiteriali. Risulta completamente inaccessibile per la crescita di rovi e vegetazione infestante, e quindi non ispezionabile, tutta l’area posta a valle del cimitero attraversata da quello che fu il Sentiero dell’Infinito che da anni grava ormai in disuso e in completo stato di abbandono". Se ne parlerà al prossimo consiglio comunale.

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