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L'itticoltura trasloca dalle Grazie, Posidonia: "Fatto positivo, si mantenga occupazione"

L'associazione culturale invita all'apertura di una discussione pubblica.

Verso Punta Pezzino
Le Grazie, baia

Golfo dei Poeti - "Abbiamo letto la Comunicazione del Comune di Porto Venere all’Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale in cui si richiede che la concessione Demaniale Marittima intestata alla Società Piscicoltura Portovenere, in scadenza il 31/12/2020, venga rinnovata per un solo anno, tempo necessario allo spostamento dell’impianto all’esterno della diga foranea. Si tratta di una concessione per 24.000 mq a mare più 400 a terra, all’interno del Golfo della Spezia, nella baia delle Grazie a ridosso di Punta Pezzino, dove è collocato l’impianto di itticoltura. Nella Comunicazione del Comune di Porto Venere viene citato come motivo della richiesta il vigente PUD che prevede, per il tratto di costa oggetto della concessione, la destinazione d’uso 'costa naturale'. Non è questo l’unico motivo, a nostro avviso, per cui non è più rimandabile lo spostamento dell’attività, nata nel 1987, in un’area più idonea e rispondente alle normative che disciplinano tali impianti". Lo si legge nella nota diffusa dall'Associazione culturale Posidonia, di Porto Venere.

"Fin dal 2002 la Commissione Europea - si legge ancora - ha parlato espressamente di acquacoltura sostenibile, individuato gli obiettivi da perseguire e ha inserito tra le misure da adottare l’itticoltura in gabbie in mare aperto. La tecnica cosiddetta off-shore presenta molti vantaggi (minore inquinamento, migliore ossigenazione e quindi minore rischio di malattie, migliore possibilità di movimento per gli animali e di conseguenza migliore qualità delle carni), ma richiede notevoli sforzi tecnologici e finanziari. La Regione Liguria ha deciso per una soluzione di compromesso, anche per la natura delle sue coste, e ha emanato nel 2007 le 'Direttive e Criteri per la disciplina dell’acquacoltura marittima' in cui, dopo aver esaminate le interazioni delle attività di acquacoltura con l’ambiente, fornisce indicazioni sulla collocazione degli impianti. Per ovviare all’inquinamento marino per accumulo di sostanze nutrienti e per la somministrazione di prodotti chimici, oltre che per migliorare la qualità del prodotto, la Regione Liguria ha scelto come primo criterio per un buon posizionamento dell’impianto batimetrie uguali o superiori a 30 metri. Il secondo criterio che la Regione ha indicato come determinante, è la distanza di almeno 1.000 metri dalla costa".

"L’impianto di cui stiamo parlando - proseguono da Posidonia - non è situato né a 1.000 metri dalla costa né su un fondale di almeno 30 metri, ma è all’interno di un’area portuale, del Sito Regionale di Pitelli, su un fondale che non raggiunge i 10 metri, a una distanza di pochi metri dalla costa e in prossimità di scarichi urbani", quindi dall'associazione ritengono che "il suo spostamento garantirebbe non solo il rispetto del Piano di utilizzo del Demanio del Comune di Porto Venere e dei criteri e delle direttive emanate dalla Regione Liguria, ma soprattutto una maggior tutela della salute dei cittadini e della salute dell’ambiente. Il rispetto di queste normative deve ovviamente coniugarsi con il pieno e totale mantenimento dei posti di lavoro".

"Con queste premesse - rispetto delle normative, miglioramento delle acque, del prodotto e quindi della salute pubblica, tutela dei lavoratori -, non possiamo che accogliere con favore la prospettiva di recuperare un tratto di costa che è uno dei pochissimi nel nostro golfo ad aver mantenuto i suoi caratteri e il suo aspetto naturale, non offeso e mortificato da cementificazione, banchinamenti, pontili o passerelle. Chiediamo che il futuro progetto di itticoltura con il nuovo posizionamento delle vasche e l’occupazione dello spazio a terra venga presentato alla cittadinanza e discusso pubblicamente prima dell’approvazione", concludono dal sodalizio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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