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"Diciotto posti transito e servizi in Calata Mazzini"

Il sindaco Paoletti sulla riqualificazione della rada: "I bagni non saranno davanti al Bar Costa. Quello è un progetto approvato per non andare a elezioni con un passaggio formale. Raccolta firme? Chi la guida doveva prima passare in consiglio".

"Non solo pontili"

Golfo dei Poeti - “Il progetto non è indirizzato unicamente a dare posti barca a pontile, in tutto quattrocento, ma è pensato per rispondere alle serie problematiche che oggi interessano la baia di Lerici”. Lo ha ribadito il sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti, nel corso di una chiacchierata video con Salvatore Gaziano trasmessa sul canale Youtube del primo cittadino. “Non è questo progetto una snaturalizzazione – ha proseguito Paoletti -. Una snaturalizzazione è la situazione attuale, che riguarda il dna di Lerici, una cittadina che ha in sé i valori della marineria, valori che in primo luogo significano avere la capacità di accogliere chi naviga, accogliere barche in transito, anche di una certa dimensione, dare adeguati servizi e infrastrutture alla nautica. E non essere, quindi, unicamente un grande deposito di barche che occupa per intero la rada, che ad esempi impedisce di avere un approdo per i tender per chi, ormeggiando fuori rada barche più grandi, vuole raggiungere Lerici. E la razionalizzazione ridurrà di 10mila metri quadrati lo spazio occupato dalle barche, consentendo di compattarle all'interno delle strutture che le riparano. Mentre oggi i natanti più esterni sono esposti alle mareggiate”. Come spazi per le barche in transito, il sindaco ha detto che se ne prevedono come minimo 18 per barche di almeno 15 metri, più la realizzazione in banchina di un approdo per i tender “conservando lo spazio del campo da canoa polo dov'è”. Saranno altresì aumentati, ha aggiunto, i posti a pontile del Circolo velico Erix.

“Ci sarà un'offerta di servizi, ad esempio quelli a terra (tra cui i wc, ndr) – ha proseguito il sindaco -. Nel progetto che viene diffuso sono disegnati davanti al Bar Costa, ma non sarà così. Quel progetto è staro approvato in giunta nonostante l'impossibilità causa Covid di lavorare con gli uffici regionali e persino con quelli comunali; ma a me non piaceva andare a elezioni senza una progetto formalmente approvato. Nel progetto definitivo attualmente in elaborazione i servizi a terra saranno in un fabbricato, e non lungo la passeggiata a mare, ma su Calata Mazzini. Saranno realizzati nella zona della Capitaneria, grazie a un progetto di ampliamento della struttura in accordo con la Capitaneria stessa, perché c'è anche bisogno di realizzare un alloggio per il comandante Locamare e un ufficio del Comune sul molo. Non abbiamo un nostromo, dovremmo dotarcene”.

Nessun timore, quindi, di apportare un cambiamento all'assetto della baia: “Se prendiamo Lerici ogni trent'anni, troviamo cambiamenti enormi”. Quindi la convinzione che “la grande distesa di gavitelli che caratterizza la rada odierna nulla ha a che fare con la Lerici storica, con la Lerici marinara”. Per il sindaco, dal punto di vista dell'impatto della riqualificazione, è “più una questione di abitudine. Ci siamo abituati ai giardini, ad esempio, realizzati attraverso riempimento là dove c'era il mare. La nostra cittadina deve evolversi, ha bisogno di dare determinate risposte a chi la vive. Per i problemi della rada non c'è altra soluzione che fare la riqualificazione che prevede i posti a pontile. Se non fai così la soluzione è revocare tutte le concessioni, decidere ad esempio di dimezzare i posti barca e fare nuove gare con nuove concessioni. Invece con il nostro progetto andiamo a riorganizzare e non c'è riduzione, ma ricollocazione di parte dei posti. Chi è contro i pontili dice di ridurre le barche, non di razionalizzare”. E ancora su chi si oppone all'intervento: “Chi sta guidando la raccolta firme, che è legittima, è in consiglio comunale. Prima di avviare la raccolta non si è preoccupato di portare la questione, appunto, in consiglio, per avere un'idea, confrontandosi con l'amministrazione, di quel che si andrà a fare. Per poi, in caso di persistente contrarietà, portare il tema tra la cittadinanza. Questo non è accaduto, ecco la serietà di chi è in consiglio. Se non fai lavorare il consiglio, cosa ti sei candidato a fare? La discussione dovresti portarla nell'organo politico che rappresenta al massimo la cittadinanza, ma questo forse non avviene perché la minoranza, sul progetto pontili, non è unita”. Il riferimento a Bernardo Ratti (consigliere di 'Siamo il Golfo dei poeti') si fa un attimo dopo ancora più esplicito: “Inaccettabile e non responsabile verso la cittadinanza, che ha diritto alla massima trasparenza, che chi guida la raccolta firme si presenti come presidente della Società marittima e non come consigliere comunale. O che chi si presenta come Legambiente non dica che si era candidato contro chi oggi amministra (e qui il riferimento è a Tiziana Cima, ndr). Forse anche Legambiente dovrebbe fare delle precisazioni, ma negli ultimi tempi non è che stia dando il massimo di sé”.

Dal punto di vista tecnico, il sindaco Paoletti ha detto che “i pontili emergeranno non più di 50 centimetri. Saranno in calcestruzzo e non provocheranno alcun impatto sulla flora e la fauna marina, perché non ce n'è; anzi, valorizzeranno il fondale, sono elementi che vengono utilizzati per ripopolare gli ambiti costieri. Mentre i gavitelli, che andiamo a ridurre, nel tempo si deteriorano rilasciando microplastiche in mare”. E ha aggiunto che “nel progetto è compresa un'opera di bonifica della rada”, che precederà l'intervento. “Con l'attuale diga – ha continuato – è possibile realizzare i pontili. Ma è chiaro che la diga va rifiorita. Tant'è che, subito dopo che la Regione ha approvato il Piano di tutela ambiente marino e costiero, abbiamo dato un incarico di studio all'Università di Napoli e ad Enea”. Infine sulle tempistiche: “Senza Covid avremmo già avuto i pontili in mare. Invece, causa pandemia, solo oggi riusciamo ad avere i contatti con gli uffici regionali. Le prossime settimane saremo in Regione ad affrontare il tema, tengo molto al contatto diretto. Non abbiamo particolari timori. Speriamo che la pandemia non comporti ulteriori chiusure degli uffici e smart working, altrimenti diventa difficile capire quando si arriverà alla conclusione degli iter approvativi. Ma siamo sicuramente a buon punto. Penso che nel giro di qualche mese riusciremo ad avere un'idea esatta di quando interverremo e posso garantire che il progetto sarà realizzato entro questo mandato”.

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