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"Area ex Pittaluga: si faccia una bonifica vera"

Le associazioni ambientaliste, guidate da Posidonia, vogliono vederci chiaro: "Necessario piano di caratterizzazione e una revisione dell'Analisi di Rischio: "Nel 2010 le indagini riscontrarono il superamento dei limiti di contaminazione".

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L'ex area Pittaluga de Le Grazie

Golfo dei Poeti - Redarre un nuovo piano di caratterizzazione e una revisione dell'Analisi di Rischio per valutare l'evoluzione negli anni dell'inquinamento nell'area e si bonifichi in modo reale e definitivo senza limitarsi ad interventi superficiali come quelli già fatti. A chiederlo è l'Associazione Posidonia e le altre associazioni firmatarie in relazione ai destini dell'ex area Pittaluga de Le Grazie per la quale Regione Liguria ha stanziato oltre 680mila euro in quanto sito “a maggior rischio su cui agire nel minor tempo possibile con le opere di bonifica”. Si tratta di un'area centrale del paese e circondata da case e orti coltivati, un tempo cantiere navale di demolizioni e successivamente occupata da un distributore di benzina per i natanti. "La prima indagine sull’area nel 2006 - si ricorda nella lettera inviata non soltanto alla Regione ma anche alla Provincia della Spezia, al Comune di Porto Venere, all'Adsp del Mar Ligure Orientale, ad Asl5 e Arpa - è stata proprio un’indagine geologica che aveva accertato la presenza nel sottosuolo di idrocarburi. A questa è seguita negli anni dal 2008 al 2010 la stesura di un Piano di caratterizzazione e l’elaborazione dell’Analisi di Rischio, atti necessari anche a definire gli obiettivi di bonifica".

Indagini che, come si ricorda nel documento, hanno riscontrato il superamento dei limiti di Concentrazione della Soglia di Contaminazione (CSC) per le matrici suolo, sottosuolo e acque di falda. "In particolare sono stati evidenziati valori non conformi alle rispettive CSC principalmente per idrocarburi pesanti e per piombo e zinco nei primi metri, poi un residuo di contaminazione da idrocarburi pesanti da 4 a 6 metri. Oltre a ciò è stata registrata la presenza di prodotto di galleggiamento soprattutto nella zona centrale del sito che ha comportato non solo la contaminazione del terreno entro la fascia di oscillazione della tavola d’acqua, ma anche delle acque sotterranee medesime. Le integrazioni all’Analisi di Rischio richieste dalla Conferenza dei Servizi, maggio 2011, considerando quali bersagli della contaminazione gli umani adulti nello scenario verde e residenziale, definivano non accettabile l’indice di pericolo e l’indice cancerogeno. Così pure definivano non accettabile il rischio per la risorsa idrica sotterranea".

La lettera è stata vidimata anche da Comitati del Levante, Comitato Piazza Verdi, Comitato Vivere bene la Macchia, Italia Nostra La Spezia 5 terre, Legambiente Circolo La Spezia, Legambiente Circolo Lerici, Legambiente Circolo Val di Magra, LIPU La Spezia, Movimento PalmariaSIMasterplanNO, MuratiVivi Marola, WWF Liguria e termina con le richieste: "Nonostante gli esiti estremamente preoccupanti di queste indagini e il conseguente inserimento dell’area nell’Anagrafe Regionale dei Siti Contaminati, non è stato fatto ad oggi nessun intervento, né da parte dell’Autorità Portuale proprietaria dell’area né da parte del Comune di Porto Venere che ne è il concessionario, se non asfaltature superficiali che possono essere considerate al più misure di prevenzione. A seguito dell’annunciato provvedimento di bonifica dell’area le associazioni chiedono infine che la situazione attuale dell’area e gli interventi previsti vengano illustrati alla popolazione

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